Dax. Commento giornaliero

La seduta precedente è stata caratterizzata da una prima fase di deciso ribasso, iniziata direttamente con un’apertura negativa e proseguita con un movimento direzionale negativo.

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La seduta precedente è stata caratterizzata da una prima fase di deciso ribasso, iniziata direttamente con un’apertura negativa e proseguita con un movimento direzionale negativo che ha riportato il mercato tra 5800 e 5850 punti, prima area di brevissimo che potrebbe rivendicare il ruolo di base per una eventuale ripartenza al rialzo, sempre che il livello funga da supporto utile su nuovi eventuali tentativi di affondo, in questo periodo; la seconda fase intraday ha visto invece non solo il recupero del ribasso ma anche nuovi massimi infrasettimanali e rispetto alla precedente settimana, prima di una chiusura in area 5900 punti, sotto quindi la media del range di giornata. Per il breve periodo la situazione è sempre uguale: il mercato rimane all’interno della fascia di prezzi delimitata dai massimi annuali e dai minimi realizzati a maggio, permettendo di rilevare una figura, precedente, di doppio massimo ed una, nell’ultima parte, di doppio minimo di periodo. Per questo motivo da una parte il minimo di inizio maggio potrebbe segnare il livello spartiacque per il prossimo affondo, qualora rotto, o rimbalzo deciso in caso di tenuta, mentre è possibile che prezzi confermati sopra area 6000 punti possano favorire la ripresa del movimento rialzista almeno per il breve/brevissimo periodo. Graficamente vale esattamente quanto detto ieri: l’area che potrebbe interessare maggiormente le quotazioni è compresa tra 5690/5750 e 5975/5985 punti circa; la rottura al rialzo potrebbe permettere la continuazione verso il livello superiore rilevabile a 6130/6150 punti circa, mentre al ribasso, in caso di break, la situazione andrebbe verificata su base daily per maggiori conferme o, al limite, in coincidenza con altri eventuali livelli di break validi o meno su base daily/intraday e relativi agli altri aspetti analitici. Vista la configurazione attuale l’operatività in tal senso assume maggiori rischi operativi e richiede, dunque, almeno la conferma su timeframe inferiore in caso di rottura dei livelli menzionati.