Spesso non si conoscono i retroscena che si celano dietro la vita agiata dei calciatori. Tante le storie di sofferenze e sconfitte, come ad esempio la storia di Darwin Nunez recentemente acquistato dal Liverpool, che però sono state riscattate dal mondo del calcio: di queste, fa parte la storia di Angel Di Maria.

"El Fideo" - ovvero "Lo spaghetto", soprannome che si porta dietro dall'infanzia per la sua statura alta ed esile - si è recentemente svincolato dal PSG ed è in cerca di una nuova squadra. Juve e Barcellona si sfidano, lui ci pensa: ecco chi è Angel Di Maria, il bambino che valeva 26 palloni mai consegnati.

Chi è Angel Di Maria

Una corporatura esile, quella di Angel Di Maria. Per la sua età è alto, ma è anche molto molto magro: il medico di famiglia lo visita, lo invita a praticare qualche sport per rinforzare il suo fisico. Consiglia il calcio, una vera e propria religione in Argentina. El Fideo accetta, e mai scelta fu più azzeccata.

A Di Maria il calcio piace sin da subito: a 6 anni inizia a tirare i primi calci in un piccolo club, El Torito. El Fideo si mette subito in mostra, tante le giocate e netta la differenza con i compagni. In Argentina i grandi club osservano i campetti di periferia per scoprire i talenti del futuro, e quel ragazzo esile e magro attira l'attenzione del Rosario Central.

I dirigenti del Rosario approcciano quelli de El Torito. Non è facile per quest'ultimi trattare con un grande club, ne tantomeno fare un prezzo per un bambino di soli 6 anni: l'inesperienza - unita alla mancanza di attrezzature - spinge la dirigenza de El Torito a chiedere 26 palloni in cambio di Angel Di Maria.

"Facciamo che ci date 26 palloni e siamo apposto". Questa la richiesta del club: nessuno poteva immaginare che quel ragazzino scambiato per qualche pallone, avrebbe piu tardi fatto la storia dell'Albiceleste. Palloni che, dalle parti de El Torito, non sono per giunta mai arrivati.

Cercammo di reclamare quanto pattuito, ma non è mai esistito un contratto che provasse quell'accordo

Dirà più tardi Jorge Cornejo, presidente del Torito fino al 2013.

Il Rosario Central e le miniere

Angel di Maria cresce calcisticamente dunque nel Rosario Central, una delle squadre più antiche dell'Argentina. El Fideo sogna il debutto nel Gigante de Arroyito, soprannome dell'Estadio Dr. Lisandro de la Torre, magari contro i rivali di sempre: i Newell's Old Boys, che sfidano il Rosario nel sentitissimo Clasico Rosarino.

Ma Di Maria deve anche pensare alla realtà: la sua famiglia infatti lavora in miniera, e il futuro giocatore del Real Madrid - fra le altre squadre - aiuta suo padre nella consegna di legname e carbone. Spesso Di Maria arrivava agli allenamenti delle giovanili del Rosario con ferite e le mani sporche di carbone.

Il campo di allenamento dista trenta minuti dalla casa di Angel Di Maria: non troppo, ma l'assenza di mezzi e di un auto complica gli spostamenti della famiglia de El Fideo. La madre però crede lui, prende la bicicletta, lo fa salire dietro e lo accompagna ogni giorno, per sette anni, agli allenamenti. Di Maria non dimenticherà mai i sacrifici dei suoi.

Ha fatto tutto questo per sette anni, anche d'inverno. Oggi mi benedice e mi da la forza per scendere in campo. Tutto questo fa parte di me: sono diventato un campione ma non ho perso la mia umiltà.

Con il Rosario Central, il debutto arriva nel 2005. La sfida è tra il Rosario Central e l'Indipendiente del Kun Aguero. Il Diablo è avanti per 2-0, quando Angel Di Maria entra e cambia la partita a suon di assist: 2-2 il risultato finale.

La chance in europa: il Benfica

Le prestazioni in Argentina di Angel Di Maria non passano inosservate in Europa. Tanti club lo sondano, sono in attesa dello sviluppo completo del giocatore, ma è una squadra portoghese a fare il grande passo e a portare Di Maria nel vecchio continente: il Benfica.

Una chiamata che suo padre lo spinge ad accettare:

Sono treni che passano una sola volta nella vita, prendilo e va per la tua strada. Vai avanti e non voltarti

Le Aquile sono alla disperata ricerca di un'ala: hanno appena ceduto Simao Sabrosa all'Atletico Madrid e cercano un giocatore veloce e tecnico che possa sostituirlo. Gli occhi dei dirigenti portoghesi, si soffermano su un giovane che si sta facendo notare al Rosario Central, e per lui sborsano circa 6 milioni di euro.

Anche con il Benfica, Angel di Maria si mette in mostra, stavolta nel calcio europeo. Ma sarà la vittoria alle Olimpiadi di Calcio con l'Argentina - 1-0 sulla Nigeria con gol proprio de El Fideo - a convincere il Real Madrid ad acquistare il giocatore nel 2010 per 25 milioni più 11 di bonus. Di Maria lascia il Benfica dopo tre stagioni, 76 presenze e 7 gol.

Il Real Madrid e il Manchester United

La carriera europea di Angel Di Maria prosegue ad ali spiegate. Il primo gol in Liga arriva alla terza giornata, contro la Real Sociedad. Qualche giorno dopo sigla la rete che vale l'1-0 del Real Madrid sull'Auxerre in Champions League. Altri gol nella massima competizione Europea arriveranno contro Lione e Apoel Nicosia.

A segnare una stagione importantissima per il calciatore argentino, è quella del 2013-14. Carlo Ancelotti è alla guida dei Blancos ed ha un'intuizione: sposta Di Maria mezz'ala con ottimi risultati. Il calciatore è il protagonista della Decima, e scrive il suo nome in maniera indelebile nella storia del Real Madrid.

Proprio nel 2014, diventa decisivo anche per l'Argentina: ai Mondiali, trascina l'Argentina ai quarti con un gol al 118° contro la Svizzera, ma nella gara successiva subisce un infortunio che lo costringerà a saltare la finale persa dall'Albiceleste ai supplementari contro la Germania. 

Proprio nel 2014 si trasferisce al Manchester United per - l'allora cifra record - di 78 milioni di euro. L'esperienza in Premier però dura solo un anno: non è un campionato che si adatta ad Angel Di Maria, che non riesce mai ad incidere: solo 27 presenze e 4 gol per lui nell'esperienza inglese.

Il PSG e la Copa America 2021

A salvarlo da un campionato non adatto ci pensa che il PSG che - in ricostruzione e fresco dei milioni arabi - porta Di Maria in Francia nel 2015 per circa 63 milioni di euro. Insieme al compagno di nazionale Ezequiel Lavezzi, El Fideo ritrova tranquillità e giocate. 

L'esperienza parigina durerà sette anni, condita da oltre 190 presenze e oltre 50 gol e numerosi trofei: 5 Campionati francesi, 4 Coppe di Lega Francesi, 5 Coppe di Francia e 5 Supercoppe. Il trofeo più importante e sentito per El Fideo arriverà però nel 2021.

2021, finale di Copa America. L'Argentina sfida il Brasile nell'eterna rivalità del calcio Sudamericano. Stadio gremito, sensazioni folli: l'Argentina vuole vincere, trascinata nella competizione da Leo Messi che vuole togliersi di dosso l'etichetta di eterno perdente con l'Albiceleste.

A regalare la coppa agli Argentini ci pensa però proprio El Fideo: un lancio lungo, Angel Di Maria scappa alle spalle della difesa avversaria, vede Ederson fuori dai pali e lo supera con un pallonetto. Corre ad esultare verso la bandierina, i compagni dietro di lui: la mente viaggi a Torito, al Rosario, alle miniere e ai sacrifici dei suoi. Tutto riscattato dal Fideo, che porta l'Argentina sul tetto del Sudamerica in un cerchio che sembra essere chiuso perfettamente dal destino.

Ora nel futuro di Angel di Maria, svincolatosi dal PSG, si prospetta una scelta: o il ritorno nel campionato spagnolo, stavolta al Barcellona, o una nuova avventura in Italia alla Juventus. Saranno ore decisive ma, quel che è certo, è che a 34 anni Angel Di Maria è pronto ad incantare ancora.