Gli errori, si sa, capitano a tutti. Dirigenti, allenatori, calciatori, arbitri, tutti possono incappare in incertezze in uno sport imprevedibile come quello del calcio. Imparare dagli errori però, piuttosto che negarli, fa la differenza. Questo dovrebbe capire Gigio Donnarumma che, dopo l'errore nella partita di Nations League persa dall'Italia contro la Germania per 5-2, si è posto in maniera arrogante e completamente distaccata dalla realtà ad una domanda di una giornalista.

Le papere di Donnarumma

Siamo nel post-partita di Germania-Italia: gli azzurri hanno appena subito una pesante sconfitta e Donnarumma, da capitano, si presenta ai microfoni. Alla domanda - lecita - della giornalista Rai Tiziana Alla, che sottolineava come non fosse la prima volta che Gigio incappasse in errori del genere, il portiere ha dimostrato di non aver imparato dai suoi errori.

Quando mi è capitato? Col Real Madrid? Col fallo? Se volete fare polemiche mi prendo la colpa.

La risposta stizzita del portiere azzurro dimostra due cose: la prima è che Donnarumma non sembra avere l'aplomb per gestire situazioni del genere. La seconda, che sembra aver dimenticato i suoi errori del passato: ecco allora le papere occorse nella carriera di Donnarumma.

Le papere con il Milan

Siamo nel 2015 quando Sinisa Mihajlovic, allora allenatore del Milan, stupisce il pubblico di San Siro mandando in campo un 16enne nella partita vinta per 2-1 contro il Sassuolo. Gigio Donnarumma è in quel momento terzo portiere del diavolo, ma con un ottimo precampionato scala presto le gerarchie.

Gli anni di Donnarumma al Milan sono attraversati da ottime prestazioni, con parate decisive per il diavolo, ma anche da diverse incertezze che sono costate punti ai rossoneri. Sarà ancora negli occhi dei tifosi milanisti l'uscita a vuoto nel derby del 2018 contro l'Inter, quando l'errore in uscita del portiere ha regalato ad Icardi l'incornata vincente al 93'.

Oppure ancora, il clamoroso errore in disimpegno che aveva regalato a Defrel la palla del vantaggio in un Sampdoria-Milan. Ancor più mediatico fu il liscio avvenuto su retropassaggio di Paletta in un Pescara-Milan del 2017, che portò all'autogol del difensore e al vantaggio degli abruzzesi.

Alla luce delle papere di Donnarumma, si evidenzia come le problematiche per il portiere azzurro arriviano con i piedi e con la costruzione del basso - apparentemente fondamentale in questa epoca calcistica - come capitato in altre occasioni.

Papere "dal basso": dal PSG alla Nazionale

Per capire quanto, nel calcio moderno, sia importante la costruzione dal basso basta osservare le partite: gli allenatori preferiscono affidarsi a portieri più completi, che sappiano giocare palla con i piedi oltre che evitare che il pallone finisca in rete.

Nel calcio attuale, il portiere è il primo regista: è infatti l'estremo difensore a far partire l'azione, così da aiutare la propria squadra ad avere un uomo in più e saltare la prima linea di pressing. In questa prospettiva però, Gigio Donnarumma ha mostrato pesanti lacune sia in Ligue One con la maglia del PSG, sia in Nazionale.

Al minuto 69' della sfida persa 5-2 con la Germania, proprio un disimpegno errato di Donnarumma regala palla a Serge Gnabry, che appoggia a Werner per il provvisorio 5-0. Per rispondere alla domanda di Donnarumma "Quando mi è capitato?" basta tornare indietro di qualche giorno.

Nella sfida valevole per la Nations League tra Italia e Inghilterra, terminata 0-0, un altro disimpegno errato del portiere innesca Tammy Abraham. L'attaccante della Roma viene però contenuto da Locatelli al momento del tiro, evitando il vantaggio degli inglesi.

Ma è con la maglia del PSG che Donnarumma ha mostrato le lacune più evidenti: se infatti con la nazionale Gigio è stato assoluto protagonista nella vittoria dell'Europeo, le sue papere all'ombra della Torre Eiffel sono costati la Champions League ai parigini.

Ancora una volta un errore in disimpegno: Donnarumma impiega troppo tempo a liberarsi del pallone, Benzema ne approfitta segnando il pareggio del Real Madrid che spiana la strada alla rimonta dei Blancos. Se qui si può ipotizzare un accenno di fallo del francese, non ravvisato dall'arbitro, è impossibile non notare l'erronea posizione del corpo di Donnarumma, non più a protezione ne della porta e ne del pallone.

Un errore grave e per giunta decisivo, che costa ai parigini la Champions League. Anche in una Ligue One vinta agevolmente dal PSG le cose non sono andate in maniera troppo differente: il dualismo per la titolarità con Keylor Navas e il discusso trasferimento dal Milan sono stati un peso psicologico per Gigio, autore di gravi errori anche in campionato.

Errori come quello che aveva regalato il pareggio al Marsiglia, in una sfida che in francia è sentitissima. Il PSG era poi riuscito a chiudere la partita per 2-1, ma gli ospiti si erano visti annullare il gol del vantaggio, per offside, causato ancora una volta da un errore del portiere.

Donnaruma resta il presente e il futuro

Al netto delle frequenti papere, non si può non sottolineare come Gigio Donnaruma resti il presente e il futuro dell'Italia. Un perno da cui dipendere per ripartire, per aprire un nuovo ciclo e dimenticare gli ultimi insuccessi (specie la mancata qualificazione ai Mondiali di Qatar).

Ammettendo i propri errori però, Donnarumma può compiere quel salto di maturità che può portarlo ad essere uno dei migliori portieri al mondo. Come ha sottolineato anche Manuel Neuer, portiere della Germania, nella conferenza pre-partita -"Per me è difficile dire chi sia più forte tra me e Donnarumma"- le doti tecniche ci sono tutte.