Romelu Lukaku è stato un grande rimpianto nerazzurro, ma adesso non lo sarà più. L'Inter lo ha ormai ripreso dal Chelsea, con addirittura delle cifre irrisorie rispetto alle stesse per le quali è arrivato la prima volta a Milano e poi se n'è andato a Londra. Programmate pure le visite mediche per il gigante belga.

Inter, Lukaku pronto per le visite mediche

Tutto fatto per il ritorno di Lukaku all'Inter. Il gigante belga è pronto a essere nuovamente a disposizione per l'attacco nerazzurro, riprendendo il filo interrotto lo scorso agosto 2021. Già tutto programmato per lui, non solo riguardo le cifre, ma pure per le visite mediche.

Queste visite si faranno la prossima settimana, quando l'ormai ex Chelsea tornerà per la prima volta a Milano, andando a respirare nuovamente l'aria nereazzura. Non si sa ancora il giorno preciso del ritorno, ma è chiaro che la società interista lo proclamerà ai tifosi per farli accorrere in massa.

Le cifre

Prima delle visite mediche, però, per il ritorno di Lukaku all'Inter c'è stato bisogno di intavolare una trattativa. Questa di solito può risultare estenuante, ma stavolta le cose sono andate decisamente in modo diverso. Infatti, Big Rom ha preso lui stesso l'iniziativa, guidando da solo il suo avvocato nell'accordo di liberazione dal Chelsea.

Tutto ciò ha prodotto un affare incredibilmente veloce, e soprattutto a costi bassissimi per la società nerazzurra, guidata dal duo Marotta-Ausilio. Infatti, le cifre parlano di un prestito oneroso di 8 milioni di euro più bonus, nonostante il prezzo sborsato l'anno scorso dal Chelsa fosse di ben 115 milioni.

Addirittura, poi, Lukaku per tornare all'Inter si è ridotto di molto lo stipendio. Difatti, è passato dai 12 milioni di ingaggio al club londinese, a 8,5 milioni per quello nerazzurro. Ciò dimostra ancora di più il pentimento subito dal belga e la sua nostalgia nerazzurra.

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L'accordo non è definitivo

L'accordo tra l'Inter e il Chelsea non è definitivo. Infatti, si tratta di un prestito oneroso, e non di un acquisto a titolo definitivo. Ciò complica le cose per la prossima stagione, quando di sicuro il Chelsea alzerà la posta e i dirigenti nerazzurri non potranno abbassarla più di tanto.

Ciò anche per via del probabile impatto di Lukaku sulla stagione dei vice-campioni d'Italia 2022. Il belga difatti in passato ha avuto già un impatto mostruoso, ed è probabile che ritorno più forte di prima dopo la brutta esperienza londinese, così da dimostrare a tutti che si sbagliavano sul suo conto.

Questo è un periodo in cui all'Inter si danno molto da fare, non solo per quanto riguarda le trattative di mercato in entrata e uscita, ma pure relativamente al proprio allenatore. Simone Inzaghi, difatti, ha da poco firmato il nuovo contratto che lo vedrà impegnato a Milano sponda nerazzurra fino al 2024.

Il primo regalo per questo prolungamento sarà proprio Romelu Lukaku, e per il tecnico ex Lazio certamente non è un regalo di poco conto. Anzi, i due potranno riprendere quando lasciato in sospeso l'anno scorso, quando Inzaghi ha preso il posto di Conte, e oltre ad Hakimi ha dovuto vedere andare via pure il gigante belga, la cui assenza è risultata decisiva per la sconfitta in campionato contro il Milan, visto il famoso periodo dei soli 7 punti in 7 partite.

Lukaku: un caso unico

Quello del ritorno di Romulu Lukaku all'Inter è di certo un caso più unico che raro all'interno dell'attuale mondo calcistico. Come sappiamo, ad oggi a governare sono soprattutto i milioni, i procuratori con le loro commissioni sia per se stessi che per i giocatori.

Ma nel caso del ritorno del belga a Milano, c'è una sorta di sentimento, una specie di affetto d'altri tempi, che riporta indietro a delle storie di altra epoca, come quella riguardante il rifiuto di Francesco Totti al Milan e al Real Madrid per restare a Roma.

Certo, poi, Lukaku è tornato all'Inter perché al Chelsea ha avuto una vita in campo molto difficile, dettata soprattutto dal rapporto complicato con l'allenatore Tuchel. Se i due fossero andati d'accordo, difficilmente i blues e Big Rom si sarebbero lasciati.

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