Jon Dahl Tomasson, chi è l’ex attaccante danese che allena la Svezia

Jon Dahl Tomasson è diventato il primo allenatore straniero della storia della Svezia: ma chi è veramente il danese ex attaccante del Milan?

Jon Dahl Tomasson nasce nella capitale danese nell’agosto del 1976. Inizia a giocare a calcio alla tenera età di 5 anni: il richiamo del pallone è più forte di qualunque altra vocazione. Ma chi è il danese Jon Dahl Tomasson che, tra le altre, ha vestito la maglia del Milan di Ancelotti?

In questo articolo riportiamo le domande e risposte più chieste dalla nostra comunità.

Sommario:

  1. 1.

    Il passato da calciatore: gli esordi

  2. 2.

    Chi è Jon Dahl Tommasson: la carriera da allenatore

  3. 3.

    La provocazione contro la Svezia

Il passato da calciatore: gli esordi

Tomasson passa i primi 18 anni della sua vita nella patria danese, giocando a calcio nei club locali come attaccante. Raggiunta la maggiore età, arriva la chiamata che gli svolterà la carriera: l’Heerenveen, squadra dei Paesi Bassi, lo ingaggia facendogli firmare il suo primo contratto da professionista. Dopo il primo anno passato tra le file della panchina, Tomasson diventerà il capocannoniere della squadra per due anni consecutivi, mettendo a referto 32 gol in totale.

A quel punto, arrivano le sirene inglesi del Newcastle: i Magpies nell’estate del ’97 sborsano per lui ben 30 milioni di sterline. Il danese però, delude le aspettative: con all’attivo solo 3 gol in quella stagione, l’attaccante viene inserito nella speciale classifica dei peggiori bomber della Premier League di sempre, stilata dal Daily Mail.

Tomasson dopo la terribile esperienza in Premier torna in Olanda, dove ritrova sé stesso e riprende a segnare. A credere in lui è il Feyenoord, con cui vincerà un campionato, una Supercoppa d’Olanda e la Coppa UEFA nel 2002. In quegli anni inizia a entrare nel giro della Nazionale danese, pur non partecipando a Francia ’98.

L’esperienza rossonera

Scaduto il contratto con il Feyenoord, Tomasson passa al Milan a parametro zero, su intuizione del “condor Galliani“. Il danese però non riesce mai a emergere pienamente in uno spogliatoio pieno di leggende e grandi campioni, anche se dimostra in più di un’occasione di essere un valido elemento per la squadra. Infatti, nella sua prima stagione con il diavolo aiuterà i rossoneri a vincere la sesta Champions League della sua storia, segnando 3 gol nella competizione pur non disponendo di un elevato minutaggio. L’anno successivo metterà a referto 12 gol, grazie ai quali il Milan solleverà Scudetto e Supercoppa Europea.

Col tempo, gli spazi per il danese iniziano a essere sempre meno e alla fine della stagione 2004-2005, complice la sconfitta in finale di Champions contro il Liverpool, lascia i rossoneri. Il resoconto finale con il diavolo parla di 22 reti in 75 presenze, un bottino che all’epoca gli fece guadagnare il soprannome di Scorpione bianco, affibbiatogli dal telecronista rossonero Carlo Pellegatti.

La fine della carriera

Nei tre anni con il Milan diventa un giocatore chiave per la Nazionale danese, con cui parteciperà ai Mondiali del 2002 e agli Europei del 2004, segnando 7 gol in totale. Diventerà poi il capocannoniere della sua Nazionale, record che condivide con Paul Nielsen con ben 52 reti.

Dopo il Milan passa allo Stoccarda, con cui resterà un anno e mezzo mettendo a referto 8 gol in 30 presenze. Viene ingaggiato in prestito dal Villarreal, dopodiché torna al Feyenoord, l’unica squadra che ebbe il coraggio di credere in lui in un momento complicato della sua carriera. Si ritira nel 2011 con un bottino di 249 gol in totale.

Chi è Jon Dahl Tommasson: la carriera da allenatore

La sua prima esperienza da ct è un dolce tuffo nel passato olandese: l’Excelsior, all’epoca in Eerste Divisie, punta su di lui nel 2013. Termina la stagione al terzo posto, distinguendosi per un calcio propositivo, votato all’attacco e attento alla fase difensiva. Le sue qualità vengono notate in Eredivisie, con la chiamata del Roda JC. La stagione termina però con una retrocessione e Tomasson viene esonerato.

Diventa assistente del Vitesse e della Nazionale danese. Torna a occupare il ruolo di primo allenatore nella stagione 2020-2021 al Malmö FF. Con gli svedesi vince due campionati consecutivi, riuscendo anche a centrare una storica qualificazione ai gironi di Champions League. Dopo due anni costellati di successi decide di cambiare aria, firmando con il Blackburn, dal quale rescinderà il contratto nel febbraio del 2024.

La Svezia

Poche settimane dopo il suo addio con i Rovers arriva la chiamata per allenare la Svezia. La scelta suscita scalpore, e non solo perché Tomasson è il primo straniero ad allenare la Nazionale svedese, ma soprattutto per via di quello che era successo nel 2004.

In occasione degli Europei di quell’anno si gioca Svezia-Danimarca, ultima partita del girone. Il match, che gli italiani ricorderanno sempre come “il biscotto“, vede come protagonista proprio Tomasson. È proprio lui a segnare il gol del pareggio che condanna l’Italia. In Svezia però, quella rete assume i contorni netti di un vero e proprio sfottò: il danese, infatti, esulta in direzione dei tifosi avversari mettendosi un indice sulle labbra, in segno di silenzio e presa in giro. Ancora oggi, parte dei tifosi svedesi non l’ha ancora perdonato. Chissà se Tomasson riuscirà nell’arduo compito di farsi volere bene da quelli che un tempo furono i suoi nemici: per ora, le premesse non sono particolarmente ottimali.

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