Il Milan è campione d'Italia per la diciannovesima volta nella sua storia e i tifosi sono in delirio. Da scrivere "Pioli out" sui social a cantare "Pioli is on fire" in piazza il passo è breve, è lungo però il percorso che ha dovuto percorrere la squadra nel corso di questa stagione. Andiamo a vedere la partita di ieri, come hanno festeggiato i tifosi e le dichiarazioni post partita.

Milan campione d'Italia

Se qualcuno tre anni fa avesse ipotizzato che il Milan da lì a poco sarebbe tornato a essere una squadra competitiva per la vittoria del campionato sarebbe stato preso per sognatore, se avesse anche ipotizzato che l'avrebbe anche vinto sarebbe stato preso per pazzo.

Il periodo di rifondazione è stato lungo e tortuoso, l'addio ai senatori non è stato soft e prima di arrivare a questo punto ci sono stati anni di buio costellati da tante sconfitte, cambi di panchina e anche di dirigenza.

Ora, finalmente, il Diavolo è tornato a essere un punto di riferimento della Serie A e non sembra avere alcuna intenzione di smettere di esserlo.

Dopo essere tornato a disputare la Champions League si è ripreso anche la vetta della classifica e ora possiamo dirlo: il Milan è campione d'Italia.

Sassuolo-Milan, la partita decisiva

Sono le ore 18.00 di una domenica caratterizzata da un insolito caldo di maggio, e il Milan va a Reggio Emilia con l'obiettivo di battere il Sassuolo per vincere lo scudetto.

Anche il pareggio basterebbe ma i rossoneri sono ben consci che non possono rischiare nulla e dunque l'obiettivo è uno solo: vincere.

La tensione si taglia col coltello, gli sguardi dei giocatori in campo, quello dei dirigenti e quello dei tifosi è quello di chi sa che non si deve perdere l'occasione e mancare l'appuntamento con la storia.

L'arbitro fischia e tutta la tensione si trasforma in adrenalina positiva, in una fame di gol che trasforma i giocatori rossoneri in belve affamate di vittoria e il Sassuolo se ne accorgerà molto presto.

Dopo pochi minuti iniziano a piovere occasioni da gol e solo la sfortuna e un super Consigli riescono a fermare il Diavolo che comunque, da lì a poco, diventerà ancora più cattivo.

Al minuto 17 la partita si sblocca, Olivier Giroud torna a essere il vero padrone dell'area di rigore e insacca, ma questo è solo il preludio di un primo tempo giocato a un ritmo forsennato.

Al minuto 32 è ancora Giroud a insaccare mentre al 36esimo è il turno di Kessié, 3 gol in 36 minuti che annichiliscono il Sassuolo e che decretano che solo un suicidio sportivo del Milan nel secondo tempo può fargli perdere lo scudetto.

Lo stadio diventa una bolgia, al contrario di quello che accade a San Siro dove i 3 gol dell'Inter, di Perisic e il doppio Correa, vengono festeggiati ma con un amaro in bocca che lascia poca felicità nell'aria.

A Reggio Emilia finisce 3-0, a Milano finisce con lo stesso risultato, il Milan è campione d'Italia.

Per l'Inter rimangono i rimpianti di non aver saputo concretizzare occasioni importanti, come il recupero con il Bologna che se avesse vinto lo avrebbe portato al primo posto.

Sliding doors di un campionato spettacolare, uno dei più belli degli ultimi anni e ora bisognerà attendere il fischio d'inizio del prossimo agosto, nella speranza che anche l'anno prossimo l'asticella rimanga così alta.

I festeggiamenti

Il Milan è campione di'Italia e non succedeva dal lontano 2011 quando a portare questa gioia al Diavolo fu Massimiliano Allegri.

I festeggiamenti sono iniziati in campo e sono poi proseguiti in tutte le strade di Milano, oltre che in molte altre città dello Stivale.

Il pullman con i giocatori e con lo staff parte da Reggio Emilia e arriva a Milano dopo mezzanotte, ad attenderlo ci sono migliaia di tifosi pronti a fare festa.

È lì che Zlatan Ibrahimovic, uno degli uomini chiave di questo successo, si trasforma in un vero e proprio show man e aizza la piazza. Già nei festeggiamenti in campo ha, come di consueto, dato spettacolo entrando in campo fumando un sigaro e spruzzando spumante.

Più di 15 mila supporters hanno cantano, lanciato fumogeni ed esultato con la squadra, uno spettacolo che mancava da troppo tempo e che dimostra come tutti ci tenessero a questo risultato che non era per nulla scontato.

Medaglia rubata a Pioli

La nota negativa della nottata che ha sancito che il Milan è campione d'Italia è uno scippo importante avvenuto ai danni di Pioli.

Durante i festeggiamenti e in mezzo alla bolgia più totale gli hanno scippato la medaglia della vittoria che, ovviamente, è una e unica per ognuno che la riceve.

L'allenatore si appella al buonsenso delle persone chiedendo che gli venga restituita, dato che questa è l'unica che ha.

"Pioli is on fire" cantano i tifosi e in mezzo a loro si nasconde, come purtroppo a volte accade, anche qualche mela marcia che sottrae al tecnico il cimelio più importante della sua carriera.

Fortunatamente a rassicurare il tecnico ci ha pensato direttamente la Lega Serie A attraverso un tweet che recita" Ehi mister #Pioli, la medaglia te la diamo nuovamente domani".

Se c'è una persona che merita più di tutti questo riconoscimento è proprio l'allenatore del Milan, accolto con grande sospetto dai tifosi perché "non vincente" e amato poi grazie alla sua classe e competenza.

Se il Milan ha raggiunto questi risultati gran parte del merito va dato anche a lui e al suo lavoro, alla sua dedizione e al suo sapersi mettere in gioco. Qualità che non sono semplici da trovare non solo negli allenatori, ma proprio nelle persone in generale.

La dedica speciale di Pioli

Una gioia incontenibile, un mix di emozioni che solo chi è riuscito a compiere una grande impresa può provare.

Il volto di Pioli ai microfoni dei giornalisti lascia trasparire questo e molto altro ancora, il tutto con la sua solita trasparenza che lo ha fatto amare dai suoi tifosi e non solo.

Questa gioia aumenta ulteriormente quando Paolo Maldini, visibilmente orgoglioso del proprio tecnico, gli consegna in diretta il premio come miglior allenatore della Serie A.

Stefano Pioli è il mister che arriva in sordina e che con il lavoro dimostra di stare nel posto che merita, e lui lo ha dimostrato più volte.

Lo ha dimostrato quando ha preso una squadra sconnessa e gli ha dato una stabilità, quando è arrivato per fare da traghettatore e invece si è tenuto il posto e, infine, lo ha fatto portando il Milan sul tetto d'Italia.

In questo mix di emozioni la dedica più importante la fa al padre, queste le sue parole:

Dedica? Sicuramente a mio padre. A Pasqui, perché sono sicuro che ovunque sarà, sarà felice e orgoglioso di quello che ho fatto. Grazie papà

Le parole di Ibrahimovic

Un altro degli artefici di questa vittoria è sicuramente Zlatan Ibrahimovic, tornato a Milano soprattutto per lo spogliatoio più che per il campo in sé.

Quando gioca lo fa con la sua consueta classe che, nonostante gli anni che passano, rimane sempre molto importante e unica nel suo genere.

Lo scetticismo generale che lo aveva accolto sembrava predominare su chi invece pensava fosse una pedina necessaria, soprattutto per via dei continui infortuni che ha subito.

Pioli ha dovuto utilizzarlo poco, a volte pochissimo, ma nonostante questo rimane l'uomo d'esperienza perfetto per dare mentalità vincente al gruppo.

Ai microfoni ha parlato del suo dolore fisico dicendo:

Ho sofferto troppo quest'anno. Non voglio entrare nei dettagli, ne parlerò in questi giorni. Dirò tutto quello che mi è successo. Voglio godere ora, è la vittoria che mi dà più soddisfazione