Mancano ancora diversi mesi al Mondiale di calcio in Qatar e già sono state rese note, con largo anticipo, le città che ospiteranno i Mondiali del 2026.

Si giungerà così alla edizione numero 23 dei Mondiali, ai quali l'Italia, esclusa per la seconda volta dalla fase finale, non può assolutamente mancare. Ma vediamo nelle specifico quali sono le nazioni candidate.

Un mondiale di "novità"

Che il mondiale del 2026 non sarà un'edizione come le altre si può desumere innanzitutto dall'elevato numero di squadre partecipanti (ben 48), che conferirà a molte più squadre l'occasione di poter accedere alla prestigiosa competizione.

Non è la prima volta che un Mondiale si svolge in più nazioni: il primo "esperimento" è avvenuto nel 2002, quando la fase finale della competizione si è svolta congiuntamente tra Corea del Sud e Giappone.

Nel 2026 però saranno addirittura 3 le nazioni ospitanti, ossia USA, Messico e Canada, che hanno prevalso sulla candidatura avanzata dal Marocco nel Congresso FIFA di Mosca del 2018.

Altra novità è la formula con cui si svolgeranno le partite: ai classici gironi da 4 squadre si sostituiscono infatti gironi da 3. Le prime due qualificate di ogni raggruppamento si affronteranno nei 16mi di finale. Dunque il numero di partite massime delle 4 semifinaliste non cambia, restando sempre in un massimo di 7 incontri.

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Mondiali 2026: le città ospitanti

Come anticipato, la maggior parte degli incontri sarà disputata negli USA, che vorrebbero replicare la positiva esperienza del Mondiale ospitato nel 1994.

Sono infatti ben 11 le città ospitanti: Atlanta, Boston, Dallas, Houston, Kansas City, Los Angeles, Miami, New York, Philadelphia, San Francisco e Seattle.

Tre sono invece gli stadi messicani messi a disposizione per il Mondiale e precisamente quelli di Città del Messico, Guadalajara e Monterrey.

Per il Messico tale edizione rappresenta un importante record: è infatti la prima nazione a ospitare per ben tre volte i Mondiali, dopo le edizioni del 1970 e del 1986, vinti rispettivamente dal Brasile e dall'Argentina.

La novità è dunque rappresentata dal Canada, che ospiterà i Mondiali per la prima volta, nelle città di Toronto e Vancouver. Canada che tra le altre cose vanta solo una partecipazione ai Mondiali (1986), oltre a quella in Qatar 2022 e ovviamente l'edizione che la vedrà in veste di nazione ospitante.

Sono 80 i match previsti, che si svolgeranno dal 25 maggio al 5 luglio 2026. Gli USA ospiteranno la maggior parte di essi (ben 60), tra cui tutte le fasi eliminatorie (quarti, semifinali e finale). Messico e Canada invece si divideranno le restanti 20 (10 a testa).

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Le parole della FIFA

La FIFA, nel presentare ufficialmente le città candidate, ha espresso tutto il proprio entusiasmo. Emblematiche a tal proposito le parole del presidente Gianni Infantino:

Oggi è un giorno storico, per tutti in quelle città e Stati, per la FIFA, per il Canada, gli Stati Uniti e il Messico che daranno vita al più grande spettacolo della Terra

A Infantino si è aggiunto il vicepresidente FIFA Vittorio Montagliani, il quale ha sostenuto che l'edizione 2026 rappresenti un'importante occasione e un momento decisivo per il calcio. Un modo per rendere la più importante competizione calcistica davvero "globale".

L'entusiasmo della FIFA è stato condiviso dagli abitanti delle città prescelte i quali, non appena appresa la notizia, si sono lanciati in copiosi festeggiamenti.

Le novità introdotte dalla FIFA, come prevedibile, sono state oggetto da una parte da uno scroscio di applausi da chi sostiene l'equazione più partite uguale a più spettacolo.

Ma dall'altra parte sono piovute una valanga di critiche, per una formula che da molti è stata definita "folle", incapace di apportare alcunché di positivo alla precedente formula.

Solo il tempo darà conto delle scelte effettuale dalla FIFA. Nel frattempo non resta che godersi i Mondiali in Qatar anche se, non senza amarezza, vi assisteremo solo da spettatori.

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