La ventiduesima edizione del campionato mondiale di calcio per nazionali maggiori maschili, si svolgerà in Qatar dal 21 novembre al 18 dicembre 2022. Questa edizione porterà con sè delle notevoli differenze mai avvenute prima nella storia dei mondiali: per la prima volta infatti non si giocherà nei mesi estivi, dato l'eccessivo caldo che interessa la zona in quel periodo - ben si nel periodo invernale, andando dunque a bloccare temporaneamente i campionati nazionali.

I Mondiali di Qatar 2022, non sono ancora iniziati ma sono già oggetto di polemiche: saranno infatti vietati i rapporti sessuali tra persone non sposate, pena 7 anni di carcere.

Mondiali in Qatar, niente sesso tra non sposati

Ai Mondiali di Qatar 2022 sarà vietato il sesso tra persone non sposate, con pena fino a sette anni di carcere nel paese per chi non rispetterà questa legge. Uno scenario che potrebbe inevitabilmente portare a malcontento tra i tifosi, oltre che un danno di immagine e di pubblico.

Il Daily Star ha ottenuto la notizia da una fonte della polizia che collabora con il tabloid. La fonte ha spiegato dunque il divieto, e le ripercussioni che ciò potrebbe portare al pubblico.

In Qatar il sesso tra persone non coniugate è un reato, quindi l'atto è escluso a meno di non andare nel paese come marito e moglie. In questo mondiale non ci saranno storie di una notte e nemmeno feste.

La fonte del tabloid ha poi proseguito mettendo in guardia tutti i tifosi che si apprestano a raggiungere il paese arabo per assistere alla competizione più importante del panorama calcistico.

Tutti quanti dovranno tenere la testa a posto, se non vogliono rischiare di andare in prigione. I tifosi devono essere preparati in vista di questo scenario.

Non solo il sesso, ma in Qatar sono vietate anche le dimostrazioni d'affetto o le effusioni in pubblico. Con una dichiarazione, il Comitato supremo del paese ha dichiarato che:

Il Qatar è un paese conservatore, e le manifestazioni pubbliche di affetto sono disapprovate indipendentemente dall'orientamento sessuale

Va ricordato inoltre, che questa edizione dei Mondiali sara completamente priva di alcool sugli spalti (il consumo di alcolici è infatti vediato nel paese qatariota, ndr) con la FIFA che inizia ad essere preoccupata per il danno d'immagine ed economico che ciò potrebbe comportare.

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Mondiali Qatar 2022: le altre polemiche

La 22esima edizione dei Mondiali è oggetto di polemiche sin dal momento dell'assegnazione: al momento della scelta infatti, la FIFA venne duramente criticata doprattutto da Barack Obama, allora presidente degli Stati Uniti.

Nel 2014, il The Sunday Times mosse accuse di corruzione e denunciò brogli: nonostante si parli di alcune prove rinvenute, l'indagine interna della FIFA non riscontrò irregolarità nel processo di assegnazione.

Polemiche sono state mosse anche riguardo la costruzione degli stadi che ospiteranno le partite del mondiale: oltre al pessimo trattamento riservato agli addetti ai lavori- con contratti al limite dello sfruttamento - a dare più sdegno furono le morti sul lavoro: si parla infatti di oltre un migliaio di operai deceduti.

A seguito di tali notizie, le Nazionali hanno cominciato a proporre iniziative per chiedere una ferma condanna e una presa di posizione da parte della FIFA. L'azione più degna di nota arriva dalla Norvegia che, con un comunicato ufficiale aveva chiesto alla FIFA una risposta dura alle autorità qatariote.

Sempre la federazione norvegese aveva indetto una votazione interna per decidere o meno del boicottaggio del mondiale. Il congresso interno si è espresso in favore della partecipazione, con 368 voti positivi e 121 contrari. Iniziative simili, si sono svolte anche in Danimarca e in Germania.

Polemiche sportive sono arrivate anche in merito alla collocazione temporale del Mondiale, che svolgendosi nel periodo invernale, andrà inevitabilmente a bloccare i campionati nazionali e le competizioni europee: cosi si porterà ad una mole incredibile nel corso della stagione per i giocatori, con i club che ne risentiranno inevitabilmente.

La FIFA però prosegue per la sua strada: non c'è stata per il momento una presa di posizione nei confronti delle autorità del Qatar. Il Dio denaro sembra predominare ancora una volta sui diritti civili e sulla salute fisica dei calciatori.

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