Perché l’ex calciatore brasiliano Robinho è finito in carcere? Ecco cosa è successo

La sentenza definitiva è arrivata: l'ex calciatore deve scontare una pena di nove anni. Cosa è successo a Robinho e perché è in carcere?

22 gennaio 2013, Milano, quartiere Bicocca. In una delle numerose discoteche della città meneghina si compie l’ennesima violenza ai danni di una giovane donna. L’ex talento brasiliano viene accusato di stupro ai danni di una ragazza albanese e nel 2017 arriva la condanna. Ma perché Robinho inizia a scontare la pena in carcere solo dal marzo del 2024?

Robinho in carcere, ecco perché

L’episodio, come accennato, fa riferimento alla violenza sessuale che Robinho e l’amico Riccardo Falco avrebbero commesso nei confronti di una ragazza, all’epoca dei fatti 23enne. Il gruppo avrebbe offerto da bere alla donna fino allo sfinimento, rendendola di fatto impossibilitata a comprendere quello che le stava succedendo. Dopo i numerosi drink, Robinho e i suoi amici avrebbero abusato di lei nel guardaroba della discoteca.

I fatti risalgono al 2013 e la condanna, comminata dal tribunale di Milano, arriva quattro anni dopo, nel 2017. Robinho si è sempre dichiarato innocente, sostenendo che il rapporto sessuale con la ragazza sarebbe stato consensuale. Nonostante i tentativi di difendersi, la sentenza di condanna è stata confermata prima dalla Corte d’Appello e poi dalla Corte di Cassazione, diventando così definitiva nel gennaio del 2022.

In Brasile la procura federale richiede che l’ex calciatore sconti la pena nel suo paese natio. Le autorità italiane, così, mandano la richiesta di estradizione al Ministero della Giustizia, ma c’è un problema: lo stato brasiliano non ammette l’estradizione per alcun tipo di reato. La regola, però, vale per i cittadini che hanno solamente il passaporto brasiliano, ma Robinho – complici suoi trasferimenti nelle più grandi squadre d’Europa – possiede anche il passaporto spagnolo ed è a tutti gli effetti un cittadino comunitario. Dunque può tornare in madrepatria: superato l’annoso cavillo legale, in Brasile può iniziare il processo. La pena comminata in Italia viene giudicata esaustiva e di fatto viene “copiata” dal tribunale della città di Santos, nello stato di San Paolo.

I legali dell’ex stella di City e Milan sostengono che però la decisione di traslare la pena italiana nel sistema giudiziario brasiliano sia incostituzionale e su queste basi avevano richiesto la sospensione della pena. Ma la Corte Suprema brasiliana ha rigettato questa possibilità. Infatti il giudice Luis Fux, nella sentenza sopraggiunta nella notte tra il 21 e il 22 marzo, ha dichiarato:

Respingo la richiesta di misure cautelari e si mantiene l’ordine di detenzione affinché possa iniziare a scontare la pena.

L’ex calciatore al momento della condanna si trovava in Brasile, nella sua villa a Guaruja, ed è stato traferito dalla polizia federale nel carcere di Tremembé. Robinho ha espresso dubbi sulla sua incolumità fisica all’interno della prigione, ragion per cui trascorrerà i suoi primi giorni in carcere in una cella singola.

Il passato giudiziario di Robinho

La sentenza nei confronti di Robinho è arrivata solo un mese dopo quella che ha coinvolto il connazionale Dani Alves. Robinho, oggi 40enne, non è nuovo a questa tipologia di accuse: a gennaio 2009 era già stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una 18enne in un night club di Leeds. In quell’occasione venne rilasciato su cauzione, pagata immediatamente dal calciatore. La vicenda giudiziaria terminò appena qualche mese dopo: ad aprile venne scagionato da tutte le accuse, ma il brasiliano resta purtroppo un volto noto negli schedari della polizia. E non di certo per quello che ha fatto sul rettangolo di gioco.

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