L’ex presidente della Federazione spagnola Luis Rubiales arrestato per corruzione

L'ex presidente della Federazione spagnola Rubiales è stato arrestato per corruzione appena atterrato nella penisola iberica: ecco le motivazioni.

L’ex presidente della Federcalcio spagnola era finito sul registro degli indagati già qualche settimana prima del suo arresto, avvenuto nella mattinata del 3 aprile 2024. I capi d’imputazione si riferiscono alle accuse di riciclaggio e amministrazione sleale: ecco tutti i motivi che hanno portato all’arresto di Rubiales per corruzione.

Rubailes arrestato per corruzione: ecco perché

Rubiales era atteso in Spagna sabato 6 aprile, ma l’ex numero uno della Federcalcio si è subito messo a disposizione dei magistrati fin dalla mattinata del 3. Secondo i suoi legali, il motivo del rientro anticipato è frutto della volontà dello stesso Rubiales, il quale sarebbe intenzionato a chiarire subito la sua posizione riguardante le accuse. Secondo altri, però, il suo ritorno prematuro è dovuto a una convocazione formale che gli ha notificato la magistratura iberica. Il caso, a partire da questi piccoli dettagli, è già di per sé complicato.

L’ex presidente della RFEF era già stato accusato a fine marzo 2024 per via degli accordi tra le società e la Federazione riguardanti la possibilità di far giocare la Supercoppa spagnola in Arabia Saudita. Tra le accuse, oltre a quelle che coinvolgono il bacio alla calciatrice Jenni Hermoso, spiccano anche quelle di cattiva amministrazione e riciclaggio di denaro. Nell’inchiesta sono spuntati nuovi particolari: gli appalti concessi dalla Federcalcio spagnola – e quindi da Rubiales – negli ultimi 5 anni sarebbero stati dati in mano a imprese (una in particolare) che presentavano preventivi fittizi per potersi aggiudicare i lavori.

L’indagato si è aperto così ai microfoni de “la Sexta“, in un’intervista esclusiva:

Perché sono qui? Perché su di me si sono dette troppe bugie, così come è una bugia che io abbia distratto fondi pubblici: il denaro sul mio conto a Santo Domingo è il frutto del mio lavoro e dei miei risparmi.

L’arresto

Rubiales non era stato arrestato fin da subito poiché al momento del maxi-arresto che aveva coinvolto ben sette vertici della Federazione si trovava in Repubblica Dominicana, Paese da cui è arrivato nella mattinata del 3 aprile.

Le foto della cattura sono già diventate virali in tutto il mondo: si vede la sua discesa dall’aereo, a cui subito si sarebbe affiancato un furgone della polizia. In seguito, gli avrebbero letto i suoi diritti e preso le impronte digitali, oltre ad avergli notificato l’ordine di presentarsi davanti a un giudice prima di essere rimesso in libertà.

Gli agenti dell’UCO che lo avevano fermato erano stati anche protagonisti delle perquisizioni nella sua casa in Spagna – da cui avevano ritirato ingenti quantità di documenti – e anche nella sua dimora in Repubblica Dominicana, dove hanno sottoposto a sequestro i device elettronici appartenenti a Rubiales. Lui, intanto, continua a difendersi dalle accuse:

Sono qui per dire che è falso che abbia preso tangenti su appartamenti qui a Santo Domingo. E’ falso che ho fatto una speculazione edilizia a Capo Verde. È falso che abbia terreni per costruzioni in Arabia Saudita.

Il caso non si chiuderà presto, e si sa, i tempi della giustizia sanno essere parecchio lunghi. Non resta altro che aspettare, in attesa di risposte.

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