Sky Dazn e Tim hanno dato avvio (forse con colpevole ritardo) alle negoziazioni afferenti alla questione diritti televisivi della Serie A 2022-2023. Il progetto, anche sotto spinta della Lega Serie A, trova la sua ragion d’essere nell’impietoso crollo degli ascolti registratosi nella stagione da poco conclusa.

Rispetto al periodo 2020-2021, infatti, secondo le rilevazioni Auditel, il numero degli spettatori totali è calato del 29,9%, dando dimostrazione del poco feeling costruitosi tra calciofili e piattaforma streaming. Quali sono allora le soluzioni paventate per sollevare gli ascolti?

Serie A, verso l’abbonamento unico?

No, il sogno di tutti gli appassionati resterà probabilmente tale. Più che un ritorno alle origini, infatti, Sky Dazn e Tim stanno cercando di trovare una via di mezzo redistribuendo i diritti sulle partite in modo da facilitarne la fruizione. Ricordiamo che nei precedenti due anni Dazn aveva ottenuto l’esclusiva su tutti i dieci match di ogni giornata, concedendo in sublicenza tre partite a Sky(nei weekend regolari: sabato ore 20:45, domenica ore 12:30, domenica ore 15:00).

Il nuovo accordo dovrebbe portare, invece, la disponibilità di tutti gli incontri sulla piattaforma Sky Q, che andrebbe così a inglobare tutti i canali Dazn, permettendo la fruizione della Seria A su un unico decoder.

Tim avrebbe l’occasione di abbassare il pagamento verso Dazn da 340 a 250 milioni, la piattaforma streaming quella di risanare questa perdita tramite un aumento degli abbonamenti dovuto alla partnership con Sky, che permetterebbe una risalita in termini di affidabilità e qualità dei contenuti mostrati.

Atteso dunque che, con ogni probabilità, per accedere al panorama completo bisognerà dotarsi di un doppio abbonamento, a quanto ammonterà l’esborso? In Italia la situazione non è ancora chiarita, ma dato l’imminente avvio della stagione calcistica (qui il calendario), a breve Sky Dazn e Tim scioglieranno tutti i nodi.

Pro e contro del decoder Sky Q

Dopo aver analizzato l’oggetto di discussione tra i tre colossi, risulta più facile farsi un’idea di come la trattativa potrebbe essere recepita dall’utenza.

Uno dei fattori principali del dietrofront dei fan nelle due stagioni sotto esclusiva Dazn, è stato sicuramente la qualità audiovisiva dei contenuti. Se inizialmente la piattaforma streaming chiedeva pazienza per un periodo di assestamento necessario, le problematiche non sono mai state risolte del tutto, portando a ritardi, bug, o addirittura oscuramento del video. La partnership con Sky permetterebbe di innalzare la qualità per la gioia di tutti i fan.

Di contro, il problema che il nuovo accordo non risolverebbe è probabilmente quello più spinoso. Il motivo principale dell’allontanamento dei supporters è, infatti, il doppio abbonamento. Le persone preferiscono riunirsi a casa, o guardare le partite al bar, piuttosto che dover pagare un doppio abbonamento per qualcosa che, fino a pochi anni fa, hanno sempre visto con un unico e minore esborso. I tifosi si sono sentiti violati e hanno reagito optando per una forma di boicottaggio.

L’aspetto più triste si disvela nella modalità in cui viene effettuato questo sabotaggio. I tifosi non hanno smesso di guardare il calcio, hanno solo smesso di guardarlo sui canali ufficiali. L’aumento dei prezzi, la divisone tra più piattaforme, ha sensibilmente aumentato lo streaming illegale.

Lungi dal voler giustificare questo comportamento, il calcio è prima di tutto lo sport del popolo, e una rivisitazione del numero e dell’entità degli abbonamenti sarebbe quantomeno auspicabile.

Sky, Dazn e Tim, a voi la scelta.