La Serie A cambia nome e diventa "Made in Italy": ecco quanto costa al Governo

La Serie A è pronta a cambiare nome e all'estero diventa "Made in Italy". Per la crescita del movimento il Governo è pronto a investire, ecco quanto costerà e le parole di De Siervo.

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Obiettivo crescita, il campionato italiano è pronto ad avere più appeal all'estero e di conseguenza cambia nome in "Serie A Made in Italy". Per farlo diventare ancora più competitivo anche il Governo ha deciso d'investire, ecco il costo per stagione.

Il calcio italiano torna a crescere

Ci sono stati anni bui in cui le italiane, eccezion fatta per la Juventus, non sono mai state realmente competitive nelle coppe continentali. Il gap economico con quelle provenienti dagli altri campionati top è ragguardevole, e ha creato un solco importante che per un lungo periodo ha tolto un po' di fascino alla Serie A.

Nel mentre c'è stata la vittoria dell'Europeo ma anche le due mancate qualificazioni ai Mondiali, ed è stato chiaro a tutti che il calcio del Bel Paese avesse subito una flessione.

In questa stagione, però, le cose sono repentinamente cambiate, e la Serie A ha portato tre squadre in tre diverse finali in competizioni UEFA. Roma e Fiorentina non sono riuscite a vincere e la speranza è riposta tutta sull'Inter, certo è che questo è un risultato importante.

Il movimento sembra tornato finalmente in crescita, ma manca ancora qualcosa per poter tornare a competere sistematicamente con le grandi corazzate. I risultati ottenuti in questa stagione hanno fatto appassionare nuovamente milioni di tifosi al nostro calcio, e ha attirati nuovi sostenitori anche provenienti dall'estero.

Per questo motivo è nata l'esigenza d'investire fuori dallo Stivale in emittenti e intermediari e, al contempo, di cambiare nome. Il campionato italiano all'estero diventerà dunque "Serie A Made in Italy".

Serie A Made in Italy, il costo del Governo e i profitti

Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, ai microfoni di AS ha parlato dell'andamento del campionato italiano mettendone in luce la crescita:

"Puntiamo tra i 1.150 e i 1.380 milioni di euro a stagione per l'Italia. Anna Guarnerio, direttrice dei diritti internazionali, sta lavorando per spostare all'estero da 250 a 400 milioni di euro. Negozieremo con emittenti , intermediari e anche con fondi che possano commercializzare e distribuire il canale della Serie A, che sarebbe pronto entro un anno".

Ha poi proseguito annunciando la nuova "Serie A Made in Italy", mettendo in luce il nuovo investimento del Governo:

"Inoltre abbiamo chiuso un accordo da 10 milioni a stagione con il Governo: il nostro campionato fuori dall'Italia si chiamerà Serie A Made in Italy . È una crescita costante. Con la direzione aziendale di Michele Ciccarese, i nostri profitti aziendali sono passati dai 30 milioni di tre anni fa ai 70 di oggi".

Il potenziale del calcio italiano

Finalmente il calcio italiano è tornato a splendere attirando le attenzioni di nuovi appassionati e, soprattutto, di nuovi investitori. Luigi De Siervo ne riconosce le potenzialità di crescita:

"Costruire un prodotto così buono porta nuovi investitori. I fondi hanno iniziato a negoziare con l'Italia perché siamo il campionato con più potenziale, visto che per decenni siamo stati i migliori".

L'amministratore della Lega Serie A prosegue:

"Dobbiamo migliorare negli stadi, ma la bellezza delle nostre città e la storia che portano è unica. Inoltre, negli ultimi quattro anni quattro squadre diverse hanno vinto lo scudetto, cosa che non accade in nessun altro campionato. L'Italia è un sogno per molte persone, al di là del calcio".

Il futuro del calcio italiano

I buoni propositi ci sono tutti, il calcio italiano ha dimostrato di poter essere competitivo e appetibile, ma si deve fare ancora un ulteriore step.

Perché i risultati ottenuti in questa stagione non rimangano un caso isolato, è necessario riuscire a guardare al futuro. Diritti TV, investimenti e altro ancora, nonostante il romanticismo che porta con sé questo sport, non si può negare che i soldi contino molto.

Campionati come la Premier League rimangono ancora molto sopra rispetto al nostro in termini economici, e questo gap deve quantomeno assottigliarsi.

Non si può poi prescindere dal rinnovare le strutture, che spesso appaiono fatiscenti, poco attrattive e funzionali. Potrebbe essere quello annunciato da De Siervo il primo passo di un nuovo percorso di crescita? Staremo a vedere.

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dani alves

Redazione Trend-online.com

22 feb 2024