Sempre più partite. Sembra essere questo il motto, e l'obiettivo, che sembra muovere la rivoluzione calcistica promossa dalla UEFA. Nonostante le polemiche attorno alla mole di partite internazionali a cui sono sottoposti i calciatori, ecco che l'organo calcistico europeo sembra intenzionato a promuovere un nuovo torneo: la Final Four

Da un lato il nuovo format della Champions League, dall'altra lo sdoppiamento della Supercoppa Europea. Il nuovo format infatti non prevederà più la sfida tra le vincenti di Europa League e Champions League, bensì un torneo a 4 squadre - dove parteciperà anche la vincitrice della Champions - e una sfida secca tra le vincitrici di Europa League e Conference League: il tutto però solo dal 2024.

Final Four Champions League: format e inizio

Il nuovo torneo non andrà in alcun modo a sostituire la Supercoppa Europea, ma ne cambierà inevitabilmente i partecipanti. La vincente della Champions League infatti, sfiderà altre tre squadre (ancora da decidere i parametri per l'assegnazione: o le altre semifinaliste della Champions, o in base al ranking) liberando così il posto in Supercoppa alla vincitrice della Conference League.

Il nuovo torneo darà di fatto il via alla nuova stagione dato che verrà giocato ad agosto negli Stati Uniti: la scelta della location non è affatto casuale, visto che si punta ad allargare il bacino di influenza in quelle zone e, cosi facendo, anche dei ricavi.

Il format della Final Four prevede dunque quattro squadre, inclusa la vincitrice della Champions League della stagione precedente, che si sfideranno in quattro partite: semifinale, finale terzo/quarto posto e finale. 

Ragionamenti sul torneo sono ancora in corso, si attende l'ufficialità e non è detto che il format non subisca modifiche dell'ultima ora: quello che è certo è che, in caso di semaforo verde, la competizione prenderà il via dal 2024, quando sarà inaugurato anche il nuovo format della Champions League.

La nuova Champions League: cosa cambia

Il 2024 sarà dunque l'anno delle modifiche alle maggiori competizioni europee. A subire un cambiamento più evidente però sarà la Champions League: l'obiettivo della UEFA è quello di svecchiare la competizione, renderla più "accessibile" ed ottimizzare i ricavi. Più squadre vuol dire più tifosi, più tifosi vuol dire più introiti.

Il mese scorso, come era stato anticipato dal quotidiano francese L'Equipe, è stato approvato il nuovo format della UEFA Champions League valido per il trienno dal 2024 al 2027. Non più le 32 squadre attuali: a contendersi la prestigiosissima coppa dalle grandi orecchie, saranno 36 formazioni. Ciascuna di loro giocherà 8 partite contro un avversario diverso in una sorta di campionato.

Mentre le prime otto classificate di questa Champions League atipica andranno direttamente agli ottavi, le squadre dal nono al ventiquattresimo posto giocheranno una sorta di play-off con andata e ritorno per decretare le restanti otto squadre che accederanno agli ottavi.

Dagli ottavi, fino alla finale la formula resterà invariata. Variazioni simili sono previste anche in Europa League e Conference League.

Supercoppa Europea: spazio alla Conference

La presenza della vincitrice della Champions League nel nuovo torneo delle Final Four ha spinto la UEFA a considerare modifiche anche per l'altra competizione: la Supercoppa Europea. Ecco allora che si fa largo l'indiscrezione, sempre riportata da L'Equipe, di una sostituzione.

Dal 2024 infatti, a contendersi la Supercoppa Europea, saranno le vincitrici di Europa League e Conference League, con quest'ultime che passeranno anch'esse alla formula "a campionato" della nuova Champions League, ed avranno 36 squadre ciascuna.

L'obiettivo, oltre quello dei ricavi, è cercare di dare lustro e importanza alla Conference: la competizione riservata alle settime classificate di ogni campionato, la cui prima edizione è stata vinta quest'anno dalla Roma, rischia di essere sottovalutata dai club. La prospettiva di andarsi successivamente a giocare la Supercoppa, potrebbe portare le squadre a dare importanza alla competizione.

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