Vinicius in lacrime parla di razzismo: ecco cosa è successo al fuoriclasse brasiliano

Rispondendo a una domanda sul razzismo, Vinicius Jr. è scoppiato in lacrime, confidando le sue difficoltà davanti a un problema ancora esistente.

Il razzismo è un problema che nel 2024 purtroppo sembra ancora lontano dall’essere risolto: episodi che accadono nel mondo del calcio ne sono la conferma e le lacrime di Vinicius lo testimoniano.

Nonostante le lotte di ogni club e le campagne UEFA e FIFA che coinvolgono i volti più importanti di questo sport, arginare il fenomeno sembra ancora difficile. Negli stadi sono ancora frequenti gli episodi di razzismo, tra cori e insulti ai giocatori di colore.

Vinicius, che nel corso della stagione più volte ha fatto interrompere partite per individuare le persone che gli hanno rivolto insulti razzisti, è scoppiato in lacrime durante una conferenza stampa dal ritiro del Brasile.

Le lacrime di Vinicius e la lotta al razzismo

Durante la conferenza stampa in vista dell’amichevole tra il suo Brasile e la Spagna, dove gioca nel Real Madrid, Vinicius è scoppiato in lacrime quando gli è stato chiesto degli insulti razzisti che riceve quando indossa la maglia dei blancos. A tal proposito, ha commentato:

Penso che sia qualcosa di molto triste quello che sta accadendo in ogni partita e non riguarda solo me, non riguarda solo la Spagna, succede in tutto il mondo.

Queste le prime parole dette dal brasiliano. Poi una pausa, nel tentativo di trattenere le lacrime, e la sala che inizia ad applaudire. Riprende fiato e quindi inizia a parlare, visibilmente provato dall’argomento che deve affrontare.

Non penso che la Spagna sia un Paese razzista, però sì che ci sono tanti razzisti in Spagna e molti di loro vanno allo stadio. La Liga sta cercando di migliorare le cose, ma in Spagna il razzismo non è un delitto e la cosa ovviamente complica tutto.

In Brasile sono state cambiate le leggi e i razzisti iniziano a essere puniti. Così dev’essere. Al momento i razzisti in Spagna sanno di essere impuniti, bisogna togliere loro questa sicurezza e gli episodi diminuiranno. Ci penseranno su due volte. Non succeda più a nessuno quello che sto vivendo io. Voglio che le cose cambino, che quando vengo a parlare con la stampa non debba parlare di questo.

Il giocatore si ferma di nuovo ed è ancora in lacrime. La sala gli dedica un altro applauso e quindi prosegue a parlare del problema:

Non ho mai pensato di andar via dalla Liga perché così facendo gliela darei vinta, è ciò che vogliono i razzisti. No, voglio restare qui, vincere e segnare così che questa gente veda la mia faccia da tutte le parti.

Chiude raccontando le difficoltà di entrare in campo dopo essersi esposto così tanto in seguito ai molti episodi di razzismo di cui è stato vittima, dichiarando anche che non smetterà di lottare. Infatti, ha sottolineato:

Sono stanco e ogni giorno più triste, perché da quando ho fatto la mia prima denuncia gli episodi di razzismo sono aumentati, ma non mi fermo. Devo parlare per tutti coloro che non hanno voce. A volte mi viene meno la voglia di giocare, ma ho il sostegno della mia famiglia e quella tranquillità mentale che mi permette di essere qui e parlare a nome di così tante persone. Io voglio solo giocare a calcio, ma non posso. Perché sento che devo lottare per tutti i neri del mondo che non hanno voce e che soffrono il razzismo sulla propria pelle tutti i giorni.

Altri episodi di razzismo

Sono diverse le occasioni in cui Vinicius è stato vittima di razzismo. È accaduto in occasione della partita tra Valencia e Real Madrid, in cui dei tifosi a bordo campo – dietro la porta dei padroni di casa – gli hanno rivolto insulti discriminatori. In quell’occasione, il brasiliano ha fatto fermare il gioco e identificato i razzisti, che sono stato costretti ad abbandonare lo stadio.

Anche l’Italia e la Serie A purtroppo non sono esenti da episodi di questo genere. Il 20 gennaio 2024, in occasione di Udinese-Milan, il portiere dei rossoneri Mike Maignan, è stato bersagliato da cori razzisti fino a quando, esausto, ha deciso che per lui era abbastanza e ha abbandonato il campo nel corso della partita. Nei giorni successivi all’accaduto i responsabili sono stati individuati e gli è stato inflitto un daspo di 5 anni.

Sempre in Italia, si attende la sentenza che vede coinvolto il giocatore dell’Inter Francesco Acerbi, accusato di aver utilizzato delle parole discriminanti nei confronti di Juan Jesus. La situazione è diversa dalle due descritte in precedenza, ma indica comunque una presa di posizione da parte della Serie A contro il razzismo che agisce punendo il responsabile (qualora fosse ritenuto colpevole).

Redazione Trend-online.com
Redazione Trend-online.com
Di seguito gli articoli pubblicati dalla Redazione di Trend-online. Per conoscere i singoli autori visita la pagina Redazione Trend-online.com
Seguici
161,688FansLike
5,188FollowersFollow
779FollowersFollow
10,800FollowersFollow

Mailing list

Registrati alla nostra newsletter

Leggi anche
News Correlate