E' da complottisti chiedersi se il 5G potrebbe per caso interferire con gli strumenti di controllo degli aerei, mettendo a rischio la sicurezza di equipaggio e passeggeri?

No! Non è da complottisti, visto che a lanciare l'allarme sono stati due colossi dell'aviazione: l'europea Airbus e la statunitense Boeing, di solito acerrimi nemici, ma che stavolta hanno fatto fronte comune contro un potenziale nemico: la rete 5G.

E così le due aziende, accordandosi, hanno scritto una lettera che hanno inviato al ministro dei Trasporti degli Stati Uniti, per chiedere una risoluzione del problema che avvenga il più presto possibile. 

Le due aziende sono davvero molto preoccupate perché la nuova tecnologia 5G potrebbe portare delle reali interferenze con i radioaltimetri che permettono a piloti e alle torri di controllo di conoscere l'altitudine esatta degli aerei in volo. Questi sono dunque strumenti vitali, soprattutto durante il momento dell'atterraggio del velivolo.

Quali problemi creerebbe il 5G nella realtà agli aerei in volo?

Come spiega il magazine Le Soir, il 5G rischia concretamente di creare dei problemi sia alla radionavigazione aeronautica da terra, che ai radio altrimetri che si trovano a bordo degli aerei.

Gli Stati Uniti hanno già dato in concessione delle bande da 3.700 a 3.800 MHz a due operatori di telefonia mobile, Verizon e AT&T. Le bande concesse agli altimetri, invece, vanno da 4.200 a 4.400 MHz, si capisce dunque molto facilmente che le due frequenze si trovano davvero troppo vicine.

Queste preoccupazioni, lungi dall'essere campate in aria, hanno trovato anche l'appoggio della FAA, ovvero la Federal aviation agency americana che, però, alla fine ha rimandato solo al 5 gennaio la partenza della nuova rete, introducendo però un limite a 6.800 MHz per gli aerei americani.

L'Europa ha le stesse preoccupazioni per il 5G rispetto agli aerei in volo?

Sì anche l'Europa è preoccupata. L'Easa, l'Agenzia europea per la sicurezza aerea, ha raccomandato agli aerei che volano in America di rispettare i limiti imposti dalla Faa. 

In Europa, invece, la frequenza assegnata ai radioaltimetri dell'aviazione civile, sono più elevati, ma questo non elimina del tutto i rischi che potrebbero crearsi con le interferenze. 

La Francia si è portata avanti e ha già imposto il divieto di utilizzo dei dispositivi 5G a bordo degli aerei durante decollo e atterraggio. L'obbiettivo fondamentale è limitare di tantissimo la presenza di antenne 5G vicino agli aeroporti. 

Questa richiesta non piace affatto agli operatori telefonici. Ma se riguarda la sicurezza? Come si metteranno le cose?

Man mano che il 5G diventa più diffuso, è probabile che gli scontri tra la tecnologia emergente e le compagnie aree si faranno sempre più duri. 

Ma la tecnologia 5G interferisce davvero con i voli aerei?

L'amministratore delegato di Airbus Americas Jeff Knittel e l'amministratore delegato di Boeing David Calhoun hanno evidenziato "le preoccupazioni condivise dall'industria dell'aviazione statunitense sull'implementazione del 5G negli Stati Uniti". Le società di telecomunicazioni affermano invece che questi timori siano infondati. Chi avrà ragione?

Dopo la pubblicazione della lettera, le organizzazioni commerciali di entrambi i settori si sono riunite ieri per discutere su come risolvere il conflitto. "Dopo discussioni produttive, lavoreremo insieme per condividere i dati disponibili da tutte le parti e identificare le aree specifiche di interesse per l'aviazione", ha affermato in una dichiarazione Airlines for America e Aerospace Industries Association. 

L'industria aeronautica sostiene che lo spettro wireless utilizzato dalle reti 5G potrebbe interferire con i radio altimetri, che misurano l'altitudine di un aereo. "Il problema è che la frequenza in banda c utilizzata per il 5G negli Stati Uniti è un troppo vicina alle frequenze utilizzate dagli altimetri", spiega Roslyn Layton, vicepresidente della società di consulenza per le telecomunicazioni Strand Consult.

Questo è un problema perché fa nascere la probabilità  di conflitti tra radioaltimetri con il 5G, in particolare quando si tratta di dispositivi più vecchi.

E così a causa di questi timori, grazie ad un provvedimento della Federal Aviation Administration, il 5G che doveva partire il 5 dicembre, è stato rimandato al 5 gennaio, ma le frequenze dei radioaltimetri, fino a quel momento, saranno portati a livelli più alti. 

Ma questa potrebbe non essere la soluzione definitiva per ridurre le interferenze causate dal 5G.

Finora, le prove dell'interferenza sono ancora limitate e le indagini sono in corso. Intanto gli operatori telefonici americani hanno accettato volontariamente di ridurre la potenza proveniente dai loro trasmettitori 5G per i primi sei mesi di funzionamento.

Questa controversia impatterà anche sul sistema 5G di altri paesi?

Gli Stati Uniti non sono il primo paese a sollevare preoccupazioni sulla possibilità che il 5G interferisca con gli aerei. A febbraio già l'autorità per l'aviazione civile degli Emirati Arabi Uniti (CAA) aveva emanato un avviso di sicurezza agli operatori e agli aeroporti avvertendoli dei potenziali “grandi rischi operativi” derivanti con tutta probabilità dalla nuova tecnologia wireless.

La CAA francese ha anche avvertito che i dispositivi 5G possono addirittura interrompere l'attività degli altrimetri e ha emesso una guida che impedisce alle stazioni base del 5G di essere costruiti nelle vicinanze degli aeroporti. 

Ma con il 5G ormai ben consolidato in molti mercati in tutto il mondo, e benedetto anche dagli enti aeroportuali anni fa, come si fa ora a dire che c'è un problema addirittura per la sicurezza?

Con tutta probabilità, comunque, il problema sollevato negli Stati Uniti avrà un impatto su tutto il mondo e gli scontri aumenteranno con l'aumento dell'utilizzo del sistema 5G. 

In futuro sicuramente si progetteranno altimetri a livelli più alti, in modo che non interferiscano con la nuova tecnologia.

La risoluzione di questo problema dovrebbe dipendere da La Casa Bianca di Biden, che dovrebbe agire al più presto e convocare le parti, per impedire che si arrocchino sulle loro posizioni. Diciamo che tocca alla Casa Bianca assumersi l'impegno con l'industria aeronautica di "sviluppare nuovi standard" per i radioaltrimetri.

Il gruppo di lavoro dovrebbe avere una scadenza ravvicinata per riportare le sue conclusioni. Bisogna definire nuovi standard e difendere sia il 5G che ovviamente i voli e la loro sicurezza. 

Quello che bisogna fare è riparare gli altimetri, proprio come sono state riparate le sedie a rotelle, gli apparecchi acustici e i pacemaker. 

Il governo potrebbe pagare con i quasi 82 miliardi di dollari generati dalla vendita delle licenze per l'utilizzo della banda C; ciò richiederebbe probabilmente un atto emanato dal Congresso. Oppure l'industria wireless potrebbe pagare una tariffa aggiuntiva in aggiunta ai miliardi già spesi. Oppure L'industria aeronautica, avendo saputo da tempo della nuova allocazione 5G, potrebbe risolvere da sola il problema degli altimetri.

Insomma le soluzioni sono tante, l'importante è che se ne prenda una al più presto!