Natale è arrivato e in molti casi sarà un Natale senza regali sotto l'albero. E Amazon.com per consolidare la leadership già rafforzata dalla pandemia, investe in modo massiccio e rinuncia ai profitti pur di accontentare la propria clientela. In Usa si celebra il Thanksgiving Day e venerdì 26 novembre parte ufficialmente la stagione dei saldi invernali, con il Black Friday che, ormai, è diventata la festa dello shopping a livello globale. Da grandi marchi come Adidas a colossi del retail d'abbigliamento come Gap, sono tante le aziende vittime del colpo di coda della pandemia di coronavirus: la crisi della supply chain. Crisi dovuta agli stop alla produzione nelle fabbriche asiatiche e al congestionamento dei porti da cui transitano le merci. Crisi ancora più dura per il settore dell'elettronica, per cui il 2021 è stato caratterizzato dalla carenza di chip.

Amazon investe e rinuncia ai profitti per portare i regali di Natale

Chi può ricorre a estremi rimedi, come il gigante della grande distribuzione Walmart (che ha risolto il problema a monte noleggiandosi le navi per il trasporto dei suoi prodotti). E Amazon, ormai l'unica vero rivale di Walmart, non sta a guardare. Come riporta Bloomberg, infatti, la strategia del colosso dell'e-commerce passa da investimenti per 4 miliardi di dollari solo nella logistica. Non solo. Agli oltre 150.000 lavoratori stagionali (assunti proprio per stare dietro all'impennata di ordini delle feste) è arrivata a offrire 3.000 dollari di bonus alla firma del contratto. Segnale, per altro, che conferma la difficoltà nel reperire manodopera in Usa e non solo, con le persone ancora spaventate dal rischio di contagi (o in alcuni casi ostinatamente ferme su posizioni anti-scientifiche per quel vaccino ormai diventato obbligatorio anche per lavorare).

Bonus agli stagionali e Amazon investe 4 miliardi nella logistica

Come Walmart e tanti altri retailer (certo meno fortunati del numero uno del settore), anche Amazon rinuncia ai profitti in quello che tradizionalmente è il trimestre più ricco dell'anno per lo shopping. D'altronde l'impegno messo in campo dal gruppo di Seattle è paragonabile a quello di uno Stato in guerra. Se Amazon riuscirà davvero a portare tutti i regali sotto l'albero sarà, come per Walmart, grazie alle navi noleggiate per andare a caricare i prodotti direttamente dalle fabbriche asiatiche, agli aerei cargo di Amazon Air che attraversano gli Usa, ai furgoni con il marchio Amazon in partenza da centinaia di depositi di consegna locali e alle centinaia di migliaia di dipendenti e collaboratori. "Ci sono vantaggi strutturali che hai nella ridondanza se sei Amazon", spiega a Bloomberg Jason Murray, ex proprio di Amazon, che per il gruppo Usa ha guidato i team che si occupano dei software che gesticono logistica. “Amazon ha una propria rete di trasporti, ha accesso a tutti i vettori. Più navi, più fabbriche", ha sottolineato.

Amazon ha la sua Amazon Air ma come Walmart noleggia anche navi

La strategia di Amazon nella logistica non è una novità. Grazie a questa ha costruito le sue fortune negli ultimi anni. Eppure la pandemia di coronavirus l'ha modificata radicalmente. Prima del Covid-19, la gran parte delle merci di Amazon volava nelle stive degli aerei passeggeri. Quando il settore del trasporto aereo, di passeggeri ovviamente, si è fermato, Amazon è passata ai cargo. C'è poi Amazon Air, la compagnia aerea nata intorno al 2015 e cresciuta fino ad avere 85 aerei che muovono le merci tra 40 aeroporti in Usa e che negli ultimi tempi ha allargato anche il suo raggio d'azione alla Germania (uno degli snodi cruciali per l'intera Europa). "Amazon userà le sue armi e porterà i prodoti ai clienti. Sarà costoso ma, nel lungo termine, consoliderà la fiducia dei clienti", ha sottolineato a Bloomberg David Glick, ex dirigente della logistica di Amazon, oggi chief technology officer della start-up di Seattle Flexe. (Raffaele Rovati)