Amazon.com vola sui nuovi massimi storici a Wall Street (il precedente record risaliva allo scorso 2 settembre). Il titolo, sempre più buy, ha chiuso in rally del 4,69% martedì, segnando la migliore performance sia dell'S&P 500 che del Nasdaq), dopo avere già guadagnato il 2,30% venerdì. Si tratta, oltre tutto, del rialzo più netto dallo scorso 4 novembre (giorno delle elezioni presidenziali Usa). Rialzo arrivato parallelamente all'entrata in carica di Andy Jassy (nomina annunciata in febbraio), che diventa chief executive al posto del fondatore Jeff Bezos. Protagonista del rimbalzo tuttavia è il Pentagono che cancella il controverso programma Joint Enterprise Defense Infrastructure (Jedi).

Amazon sui massimi al Nasdaq. Buy targato Pentagono

Il Jedi era controverso, secondo Amazon ma anche per altri big tecnologici del calibro di Oracle, per un semplice motivo: la commessa da 10 miliardi di dollari per l'infrastruttura cloud della Difesa Usa era stata assegnata nel 2019 a Microsoft. Amazon sosteneva che l'assegnazione fosse semplicemente una rappresaglia da parte di Donald Trump, visto i tutt'altro che positivi rapporti tra l'allora presidente Usa e Bezos, proprietario anche di quel Washington Post che è stata una delle principali voci contro l'immobiliarista newyorkese. La stessa Oracle aveva sollevato una questione di conflitto di interessi sull'assegnazione della commessa. Portandola fino alla Corte Suprema.

"Quando hai un presidente in carica che è disposto a condividere apertamente il suo disprezzo per un'azienda e il leader di quell'azienda, diventa davvero difficile per le agenzie governative, incluso il Department of Defense, prendere una decisione senza timore di rappresaglie", Andy Jassy, oggi chief executive di Amazon, nel 2019.

Pentagono cancella Jedi. Amazon festeggia al Nasdaq

Ora il Pentagono chiude la vicenda in modo salomonico, cancellando il Jedi “a causa dell'evoluzione dei requisiti, della maggiore conoscenza del cloud e dei progressi del settore". Tutto da rifare, quindi, e Amazon torna in corsa al Pentagono per il Joint Warfighter Cloud Capability, che rimpiazza il Jedi. Tornano però in corsa anche Oracle e Microsoft, ovviamente, come pure International Business Machine (Ibm) e Alphabet (Google). La stessa Microsoft, per altro, nonostante la vittoria era stata tra le aziende che per questioni di sicurezza nazionale non riteneva che fosse saggio che il Jedi fosse gestito da un singolo fornitore.

Amazon buy. Torna in corsa su commessa del Pentagono

"Riteniamo che questo sia un chiaro fattore positivo per Amazon e potenzialmente negativo per i data center di terze parti. crediamo che il passaggio ad Amazon consoliderebbe ulteriormente la sua posizione di leader nella fornitura di servizi cloud, in particolare proprio per le agenzie governative", hanno commentato gli analisti di Raymond James, citati da MarketWatch. E la tempesta perfetta, che ha spinto alle stelle il titolo Amazon, si concretizza nel fatto che l'annuncio del Pentagono sia arrivato proprio in concomitanza con l'entrata in carica di Jassy, che finora ha guidato Amazon Web Services (Aws), la divisione responsabile proprio dei servizi cloud, sempre più strategica per il colosso di Seattle.

(Raffaele Rovati)