Arriva una nuova tegola antitrust per Facebook, da anni nel mirino dei regolatori di tutto il mondo. La britannica Competition and Markets Authority (Cma) mette infatti in discussione l'acquisizione di Giphy da parte del gruppo di Menlo Park. L'operazione, da "appena" 400 milioni di dollari, era stata annunciata nel maggio 2020 e sin dal mese successivo la Cma aveva avviato un'indagine. Giphy è leader indiscusso nelle Gif, minivideo animati che nonostante siano all'apparenza retaggio di un periodo in cui le tecnologia era assai meno evoluta di quella attuale rappresentano uno degli strumenti di comunicazione più utilizzati sul Web e sui social media e sono anche un veicolo pubblicitario di non poco rilievo.

Nuova tegola antitrust per Facebook. A rischio il deal su Giphy

Come nota la Cma anche se il formato Gif è stato inventato negli Anni Ottanta del secolo scorso è tutt'altro che una tecnologia superata. Anzi. L'avvento dei social media "ha offerto l'opportunità di reimmaginare il Gif come parte della moderna cultura di Internet. Le principali librerie Gif utilizzate oggi sono state lanciate meno di dieci anni fa e da allora la popolarità delle Gif è cresciuta enormemente", ricorda l'authority di Londra. In relazione alle librerie ricercabili di Gif la Cma sottolinea inoltre come social media e piattaforme di messaggistica abbiano una scelta molto limitata di alternative a Giphy. "Tenor (di proprietà di Google) è l'unico concorrente stretto di Giphy, che vanta però una serie di caratteristiche distintive che lo rendono particolarmente attraente per la qualità dei suoi contenuti, la portata tra i partner di distribuzione e per il fatto che, al momento della fusione, era l'unico fornitore significativo di servizi pubblicitari basati su Gif", spiega l'antitrust britannico.

Per l'antitrust di Londra deal su Giphy rischio per concorrenza

Già in occasione dell'annuncio del deal, Facebook aveva sottolineato di volere integrare Giphy all'interno di Instagram, “in modo che le persone possano trovare il modo giusto per esprimersi”. Facebook, che va ricordato è proprietaria anche di WhatsApp, aveva dichiarato di essere pronta "a mostrare alle autorità di regolamentazione che questa acquisizione è positiva per consumatori, sviluppatori e creatori di contenuti". Dichiarazione d'intenti che per ora non sembra avere convinto la Cma, che ritiene che il controllo di uno strumento come Giphy in mano a quello che è di fatto un monopolista sia un rischio per la concorrenza. Concorrenza che risponde al nome di Twitter e SnapChat, per esempio, ma che oggi è soprattutto TikTok.

In mano a Facebook le Gif usate anche su Twitter e TikTok

Il rischio, secondo la Cma, è che Facebook utilizzi l'acquisizione per negare ad altre piattaforme di social media l'accesso ai contenuti di Giphy. Le gif sono usate da milioni di persone in tutto il mondo e se Facebook le rimuovesse da altre piattaforme, come TikTok o Twitter appunto, potrebbe agire direttamente sull'appeal che questi social rivali hanno sui consumatori. In alternativa il gruppo di Mark Zuckerberg potrebbe richiedere alla concorrenza più dati sugli utenti per accedere alle librerie. Non solo. L'acquisizione di Giphy toglie anche dal mercato "un potenziale rivale di Facebook nel display advertising", business miliardario oggi controllato da Facebook (che grazie anche a WhatsApp e Instagram assomma il 70% del tempo passato dalla gente sui social media) e Google.

(Raffaele Rovati)