Cupertino può raddoppiare a Wall Street grazie all'Apple Car? Intanto la scommessa nell'automotive ha spinto Apple sui massimi: il titolo ha infatti chiuso in rialzo dell'1,70% venerdì al Nasdaq sul nuovo record storico e con la seconda migliore performance del Dow Jones Industrial Average (alle spalle di Nike, in progresso del 2,06% al Nyse). Giovedì Apple aveva invece segnato una crescita del 2,85% (conquistando in quel caso la vetta dell'indice benchmark di New York), dopo che Bloomberg era tornata a parlare del progetto dell'Apple Car, indicando che secondo gli analisti sono comprese tra il 60% e il 65% le possibilità che l'auto del produttore dell'iPhone possa debuttare nel 2025. Anche se il traguardo è ancora lontano anni c'è chi crede che gli investitori debbano già raddrizzare le antenne. 

Per Morgan Stanley Cupertino può raddoppiare grazie all'Apple Car

Per Katy Huberty, analista di Morgan Stanley, Cupertino potrebbe infatti raddoppiare i suoi ricavi ma soprattutto la sua capitalizzazione a Wall Street grazie all'Apple Car. E l'andamento del titolo a Wall Street, in particolare, potrebbe già riflettere la nuova sfida di Apple. Per Bloomberg il gruppo californiano avrebbe ristretto la sua tabella di marcia, che in precedenza avrebbe avuto una tempistica compresa tra cinque e sette anni, ma novità cruciali potrebbero arrivare già nel 2022. Visto che Apple difficilmente potrà portare avanti il progetto in solitaria e per questo il prossimo anno potrebbe arrivare l'annuncio di un partner (il più gettonato, per ora, sembra essere la sudcoreana Lg Electronics).

Apple può raddoppiare a Wall Street (e sui ricavi) ma serve partner

Huberty è convinta che Apple debba trovare ma nuovi partner ma anche "reperire nuovi componenti e investire internamente in nuove tecnologie" se vuole entrare nel business dello sviluppo di automobili. Secondo l'analista di Morgan Stanley, citata da MarketWatch, la società ha le capacità per gestire questo cambiamento sfruttando al contempo il suo know-how attuale. Apple, d'altronde, può contare su un fattore cruciale costituito da un ecosistema senza paragoni in ambito tecnologico che vanta un miliardo di fedeli seguaci.

Cupertino può replicare con l'Apple Car quanto fatto con l'iPhone

"L'evidenza mostra che quando Apple entra in nuovi mercati assume il ruolo di catalizzatore per fare espandere il mercato indirizzabile oltre quanto fosse stato precedentemente immaginato", nota ancora Huberty. Basta ricordare, per esempio, che Apple non ha inventato lo smartphone (l'allora Research in Motion con il BlackBerry, Nokia con il suo Communicator, persino la defunta Palm erano stati i veri pionieri del comparto) ma ha creato il mercato con l'iPhone. E lo stesso potrebbe succedere con l'auto elettrica (e soprattutto a guida autonoma che è il principale obiettivo), aiutando anche il leader Tesla. Nell'immediato, però (e gli investitori dovrebbero porre attenzione a questa ipotesi), l'Apple Car rischia di rappresentare un fattore ribassista per i titoli dell'automotive. Ne è convinto Adam Jones, che per Morgan Stanley segue tra gli altri proprio Tesla. Secondo Jones, citato dalla Cnbc, l'ingresso di Apple nel settore è un "chiaro fattore negativo per gran parte della nostra copertura" nell'automotive. (Raffaele Rovati)