Apple accelera sul settore dei pagamenti e punta forte sul buy-now, pay-later (Bnpl). Secondo quanto riporta Bloomberg, infatti, Cupertino starebbe lavorando al dossier con Goldman Sachs, dal 2019 partner del colosso tecnologico con cui ha creato la Apple Card. Apple vorrebbe portare nel suo sistema di pagamenti Apple Pay (e quindi non solo sulla Apple Card) la funzionalità già introdotta, per esempio da PayPal, che permette agli utenti di parcellizzare i pagamenti in quattro tranche senza interessi (in genere ogni due settimane) o spalmarli su un periodo più lungo, in questo caso però con interessi aggiuntivi. 

Apple accelera su pagamenti. Buy-now, pay-later con Goldman

Non solo servizi, comunque, per Apple. Sempre secondo Bloomberg, infatti, Cupertino avrebbe chiesto ai suoi fornitori di produrre fino a 90 milioni di iPhone nel 2021. Apple si attende un'accelerata nel tasso di sostituzione dei terminali mobili da parte dei consumatori, considerando anche che solo con l'iPhone 12, lanciato lo scorso autunno, il 5G era arrivato anche sugli di smartphone di Apple. Su tali cifre si tratterebbe di un balzo del 20% rispetto ai 75 milioni prodotti nel 2020. Altro fattore da non dimenticare, e che Apple vuole decisamente sfruttare, è l'uscita di scena di Huawei Technologies. Crollata nella classifica dei maggiori produttori globali di smartphone a causa della guerra lanciata da Donald Trump contro il colosso cinese.

Apple chiude sui massimi al Nasdaq come Microsoft e Google

Intanto martedì tra gli undici sottoindici che compongono l'S&P 500 solo Technology ha chiuso in positivo (dello 0,44%). E il progresso per la gran parte è dovuto proprio a Apple e ad altre due Big Tech. Cupertino ha infatti guadagnato lo 0,79% al Nasdaq, segnando nuovi massimi. Record, però, è stato anche per Alphabet (Google) e Microsoft (in rialzo dello 0,29% e dell'1,32% rispettivamente): è la terza volta che succede quest'anno che i tre colossi segnino nuovi record a Wall Street in contemporanea.

Crollo per il player del buy-now, pay-later Affirm Holdings

E invece Affirm Holdings, tra i principali player del Bnpl, sulla notizia dell'invasione di campo di Apple ha segnato un crollo del 10,45% al Nasdaq (il titolo ha per altro perso il 37% dai 90,90 dollari con cui aveva aperto al debutto a Wall Street il 13 gennaio scorso). "Timori per nuovi ingressi che danneggerebbero l'ecosistema dei pagamenti sono emersi in passato ma hanno finito per essere meno impattanti di quanto inizialmente pensato", ha spiegato a MarketWatch Dan Dolev, analista di Mizuho. Si era invece limitata allo 0,49% la perdita di PayPal al Nasdaq.

(Raffaele Rovati)