Non solo iPhone (o futuribili occhiali e smart car). Apple continua a scommettere sui computer. Gli eventi primaverili (o pre-primaverili come in questo caso) di Apple non sono i più attesi, neppure da Wall Street che non ha certo premiato gli ultimi annunci di Cupertino. Apple ha infatti chiuso martedì in declino dell'1,17% al Nasdaq, contro la flessione dello 0,72% dell'S&P 500). Peek Performance, questo il titolo dell'evento dell'8 marzo, ha però presentato diverse novità interessanti e che mostrano quanto Apple continui a muoversi su diversi fronti. Il tema della performance è stato centrale perché dopo poco più di un anno (il primo annuncio era stato nel novembre 2020) si è completata la transizione dai processori Intel agli autoprodotti M1. E Apple l'ha fatto con Mac Studio, sorta di Mac mini "dopato" che in realtà è un supercomputer pensato per ribadire lo storico legame di Apple con i creativi, di grafica, musica, video e quant'altro.

Apple continua a scommette sui pc con i suoi chip e con il Mac Studio

Mac Studio, la cui versione top parte in Italia dal non certo economico prezzo di 4.649 euro, segna il completamento del passaggio della gamma di computer di Cupertino ai processori M1 (in questo caso i potentissimi M1 Max e M1 Ultra) dopo il debutto su MacBook Air e Mac Mini e nell'aprile 2021 sugli iMac (tornati colorati dopo un ventennio). Gli M1 nella strategia di Apple oltre a essere performanti e meno dispendiosi in termini di energia rappresentano la continuità con il mondo dei terminali mobili (vengono utilizzati per altro anche negli iPad Pro), basandosi su quella architettura Arm (sì, quella dell'azienda britannica che Nvidia ha tentato di acquisire senza riuscirci) che ha fatto le fortune degli smartphone nell'ultimo decennio. Gli M1, però, hanno fatto le fortune di Apple proprio in un segmento come quello dei pc, che in molti davano per morto da tempo.

Il Mac Studio completa la transizione dai chip Intel agli Apple M1 

Pc che sono "risorti" grazie alla pandemia di coronavirus e al corollario di didattica a distanza e telelavoro, con Apple che è stata una delle maggiori beneficiarie. Anche nei trimestri in cui il settore ha segnato il passo, infatti, Cupertino ha continuato a crescere e lo ha fatto più del mercato: è successo, per esempio, nel terzo trimestre 2021. “Quando sono usciti con il chip M1, tutto è cambiato. Hanno avuto numeri davvero grandiosi per un paio di trimestri. È stato semplicemente fantastico, in un mercato in cui tutti li consideravano fuori", sottolinea Maribel Lopez di Lopez Research, citata da MarketWatch. Il successo di Apple nei computer non è tuttavia solo frutto degli M1. "Onestamente hanno ottimi prodotti ma in pratica si riduce alla loro supply chain. In tempi come quelli in cui ci troviamo ora, chi ha accordi di filiera più stretti tende a vincere", ha notato Ryan Reith, analista di Idc. Sì, perché il successo dei Mac, va ricordato, è arrivato nel pieno della crisi dei chip che, come spiega Mikako Kitagawa di Gartner, non è strettamente una crisi di processori (che ora Apple si produce in casa) ma di tutta una componentistica che costa poco ma che è indispensabile per esempio per gestire gli schermi Lcd o il Wi-Fi.

Apple anche nello sport. Accordo sulla trasmissione dei match Mlb

E gli altri annunci? Be', come anticipato da tempo Apple ha presentato la nuova versione low-cost (si fa per dire: il prezzo base in Italia è di 529 euro) dell'iPhone Se (e nuovi colori per l'iPhone 13) e il nuovo iPad Air (anche in questo caso dotato di processore M1). Come compagno del Mac Studio (ma utilizzabile su qualsiasi Mac di ultima generazione) è arrivato il nuovo schermo Studio Display (a partire da 1.799 euro). L'annuncio più significativo, per quanto la tempistica sia sfortunata, è però sui contenuti. Apple infatti ha siglato un accordo con la Major League Baseball (Mlb, massima lega professionistica Usa di baseball) per la trasmissione di un match del venerdì sera. Inizialmente le partite saranno visibili in Usa, Canada, Australia, Brasile, Giappone, Messico, Puerto Rico, Corea del Sud e Gran Bretagna ma l'obiettivo è allargare la presenza di Cupertino nello streaming sportivo anche al resto del mondo. Per usufruire del servizio per ora non sarà necessario l'abbonamento a Apple Tv+. Tempistica sfortunata perché non si sa quando partirà la nuova stagione della Mlb a causa dello sciopero dei giocatori. L'annuncio, però, segna l'ingresso anche di Apple nello sport, dopo Amazon.com che su Prime Video ha iniziato con l'Nfl per aggiungere poi la Champions LeagueApple potrebbe un giorno entrare nella gara per la Serie A di calcio? (Raffaele Rovati)