Ancora "virtuale" causa Covid-19 l'edizione 2021 dell'Apple Worldwide Developers Conference (Wwdc 2021), l'atteso appuntamento rivolto agli sviluppatori e in cui tradizionalmente Cupertino presenta le novità in tema di sistemi operativi. E la pandemia è in un certo senso protagonista anche degli annunci del colosso californiano. Che lancia la sfida a Zoom Video Communications con il suo FaceTime. Zoom è stata una delle protagoniste assolute, se non il vero e proprio fenomeno, del lockdown e Apple, che non è abituata a inseguire, presenta nuove funzioni per la sua piattaforma di videocomunicazione FaceTime per recuperare il terreno perduto, anche nei confronti della storica rivale Microsoft e del suo Teams. Nuove funzioni che rendono FaceTime più trasversale (facilmente utilizzabile anche da chi non ha hardware Apple), più versatile per potere essere usato in ambito lavorativo, senza dimenticare l'entertainment (Cupertino lancia lo streaming in contemporanea per ricreare a distanza l'effetto divano).

Apple vuole sfidare Zoom e Microsoft con FaceTime

Condivisione e social sono in generale le parole d'ordine per le nuove versioni dei sistemi operativi di Apple, da iOS 15 (per gli iPhone), a iPadOS 15 (per gli iPad), a WatchOS 8 (per gli smartwatch), fino a macOS Monterey (per i computer della mela morsicata). L'obiettivo è quello di rendere l'ecosistema Apple ancora più unito. Caratteristica fondamentale che arriva finalmente anche sui terminali mobili è il vero multitasking, con la possibilità di gestire più applicazioni in contemporanea non in background ma direttamente sullo schermo dell'iPhone. Per quanto riguarda proprio l'iPhone, Apple sta lavorando con le autorità per ora principalmente in Usa per portare anche i documenti d'identità dentro al suo Wallet.

Non solo Zoom. Al Wwdc 2021 Apple punta sulla privacy

Vera protagonista del Wwdc 2021 è però la privacy, tema su cui Cupertino insiste da tempo, anche andando a pestare i piedi direttamente a Big Tech rivali come Alphabet (Google) e Facebook. Per gli utenti dei sistemi operativi di Apple le email saranno più protette e la navigazione su Safari davvero privata, con una funzione dell'App Tracker Report che permetterà di monitorare l'intrusione di software terzi nelle proprie attività. In particolare gli utenti di iCloud+ (il servizio cloud di Cupertino) avranno i loro dati inviati attraverso due distinti server in modo da mascherare identità e siti visitati. Funzione che, spiegano, impedirà alla stessa Apple di vedere quei dati. Progressi sulla privacy che, e questo verosimilmente genererà polemiche, non arriveranno però in Cina. Gli utenti dell'ex Celeste Impero non potranno fruirne.

Colpo basso di Facebook. Anticipa Apple con un annuncio

Mentre i rapporti tra le due Big Tech sono sui minimi storici, Facebook tenta di rubare la scena. Il social network ha infatto tenuto una sua presentazione battendo sul tempo Apple. Facebook ha annunciato una nuova piattaforma per il pagamento degli sviluppatori e soprattutto ha dichiarato che non chiederà percentuali sui ricavi fino al 2023. Messaggio, quest'ultimo, mandato alla rivale, sicuramente, ma anche ai tanti regolatori che in questo periodo stanno mettendo sotto torchio Facebook. "Per aiutare più creativi a guadagnarsi da vivere sulle nostre piattaforme, manterremo gli eventi online a pagamento, gli abbonamenti dei fan, i badge e i nostri prossimi prodotti di notizie indipendenti gratuiti fino al 2023. E quando introdurremo una quota di compartecipazione alle entrate, sarà inferiore al 30% applicato da Apple e altre società", ha dichiarato Mark Zuckerberg, fondatore e chief executive della società di Menlo Park.

(Raffaele Rovati)