In una tornata di trimestrali complessivamente in positivo per la Corporate America, giovedì due Big Tech hanno deluso le aspettative del mercato, pur registrando risultati in decisa crescita. Si tratta di Apple e Amazon.com i cui titoli crollano entrambi di circa il 4% al Nasdaq riavvicinandosi alla riapertura di Wall Street (Apple aveva guadagnato il 2,50% giovedì, contro il progresso dell'1,59% di Amazon.com). In un modo o nell'altro entrambi i colossi hanno sofferto per l'onda lunga della pandemia di coronavirus (e del radicale impatto sulla domanda di prodotti da parte dei consumatori), insieme alla crisi dei chip (il numero uno di Cupertino Tim Cook ha ammesso che è costata 6 miliardi di dollari a Apple) e a quella della supply chain. In particolare i problemi di logistica continuano a mettere a rischio la cruciale stagione dello shopping natalizio. 

Passo falso per Big Tech Apple e Amazon.com che crollano al Nasdaq

Apple nel quarto trimestre del suo esercizio per la prima volta dal 2018 ha segnato vendite sotto alle stime. Nei tre mesi allo scorso 25 settembre Cupertino ha infatti registrato un rimbalzo dei ricavi del 29% annuo a 83,4 miliardi di dollari, contro gli 84,8 miliardi del consensus di Refinitiv. Nel trimestre i profitti netti sono rimbalzati da 12,7 miliardi di dollari, pari a 73 centesimi per azione, a 20,6 miliardi, e 1,24 dollari, sostanzialmente in linea con le attese del mercato. I ricavi generati dalle vendite dei soli iPhone sono cresciuti da 26,4 a 38,9 miliardi di dollari, sotto però ai 41,2 miliardi del consensus di FactSet. Sopra le attese, invece, Mac e iPad, che insieme valgono circa la metà degli iPhone e che per Apple sono stati i veri protagonisti durante il lockdown. Le vendite di Mac sono salite da 9,0 a 9,2 miliardi di dollari, contro i 9,1 miliardi stimati dagli analisti. Quelle di iPad sono invece passate da 6,8 a 8,3 miliardi, contro i 7,3 miliardi del consensus di FactSet.

Apple e Amazon.com deludono anche sull'outlook per Natale

Amazon, invece, nel terzo trimestre ha registrato profitti netti sostanzialmente dimezzati da 12,37 a 6,12 dollari per azione. Si tratta del declino più netto dal secondo trimestre 2017 e il dato si confronta con gli 8,90 dollari del consensus di FactSet. I ricavi sono cresciuti del 15% annuo a 110,8 miliardi, sotto comunque ai 111,6 miliardi del consensus di Refinitiv. Il colosso di Seattle delude anche sull'outlook relativo al quarto trimestre, cruciale visto che comprende il Natale e le lunghe festività che, per lo shopping, iniziano a fine novembre con il Black Friday. Amazon prevede vendite comprese tra 130 e 140 miliardi di dollari, comunque in decisa crescita rispetto al record di 125,6 miliardi registrato un anno prima, ma sotto ai 142 miliardi del consensus di FactSet.

Nessun passo falso per Aws. Il cloud di Amazon continua a brillare

Per Amazon le note negative arrivano in gran parte dal suo core business dell'e-commerce, visto che Amazon Web Services (Aws, sussidiaria attiva nei servizi cloud) continua a brillare. Nel terzo trimestre Aws ha registrato vendite per 16,11 miliardi di dollari, per un rimbalzo del 39% rispetto agli 11,6 miliardi di dollari di un anno prima. Netta crescita anche per l'utile operativo da 3,54 a 4,88 miliardi di dollari. Il resto dell'attività di Amazon ha segnato una perdita operativa, principalmente a causa delle attività internazionali. Il retail fuori dagli Usa è stato a lungo una voce di perdita per il gruppo di Jeff Bezos, almeno fino alla pandemia, che ha regalato al segmento cinque trimestri consecutivi in utile. La tendenza però è arrivata allo stop: nell'ultimo periodo, infatti, l'e-commerce internazionale ha segnato una perdita operativa di 911 milioni. (Raffaele Rovati)