Schede video gaming: crisi causata dai minatori di bitcoin

Panoramica sul fenomeno del mining delle cripto valute (bitcoin) e su come gli scalpers stiano minando il mercato delle schede video, mettendo in difficoltà i produttori e i professionisti che ne necessitano nel loro campo. Possibili soluzioni in atto analogiche, politiche e digitali.

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Oggi l’acquisto di una scheda grafica di ultima generazione, soprattutto se ad un prezzo ragionevole, sembra un miraggio: questo è dovuto a una serie di fenomeni che, sovrapponendosi temporalmente gli uno agli altri, hanno creato una scarsità di questi prodotti in tutto mondo.

Secondo i dati riportati sul sito Techspot, infatti, le schede video che si trovano sul mercato al momento superano di una percentuale che varia dal 70% al 74% il valore MSRP (il prezzo consigliato dai produttori per la vendita dei loro articoli. Viene calcolato includendo al suo interno i costi delle materie prime, i costi di produzione e quelli di distribuzione dei prodotti)

Fra i fattori che contribuiscono all'aumento dei prezzi abbiamo: in primis la pandemia, che ha creato un'interruzione della catena di montaggio e distribuzione. Bloccando sia le fabbriche dove queste vengono prodotte sia le aziende che si occupano di logistica e distribuzione; ma soprattutto il fenomeno dei cosiddetti scalpers.

A causa di questi individui e alla loro folle corsa per assicurarsi più bitcoin possibile, i professionisti che necessitano di schede video potenti per lavorare, si trovano in forte difficolta. Ritrovandosi a pagare molto più del dovuto per poter svolgere al meglio il loro lavoro. Analizziamo  meglio questo fenomeno, approfondendo come mai gli scalpers hanno un impatto così forte sul mercato.

Chi sono gli scalpers?

Gli scalpers (in italiano potremmo chiamarli “bagarini”) sono persone che, attraverso una serie di strumenti automatizzati detti bot, riescono a fare piazza pulita in pochi istanti dei magazzini digitali, per poi rivendere a prezzi spropositati gli articoli che hanno reso introvabili. 

Questo fenomeno ha interessato recentemente anche le console di nuova generazione come PS5 e Xbox Serie X/S (che continuano ad essere introvabili presso quasi tutti i rivenditori, a meno di attese estenuanti e liste di prenotazione lunghissime), ma è ancora più complesso per quanto riguarda il mercato delle schede video.

Questo perché, al contrario del mercato console dove è comunque possibile acquistare anche se ad un prezzo maggiorato, in quello delle schede grafiche entra un altro attore che ruba la scena agli acquirenti: i minatori di criptovalute.

Cosa sono le criptovalute?

Nascono a cavallo tra il 2008 e il 2009 dalla mente di un certo Satoshi Nakamoto, di cui a oggi non si conosce la reale identità, e addirittura non è nemmeno certo se si tratti di una sola persona o di un gruppo.

I Bitcoin (la prima di queste monete ad essere creata, ne sono nate altre, come ad esempio Ethereum o Dogecoin) sono un sistema monetario decentralizzato, che usa degli appositi programmi installati nei computer di utenti di tutto il mondo per tenere traccia dei flussi di denaro e gestire i loro portafogli.

Nella mente dei creatori queste erano una libera alternativa alle monete nazionali emesse dalle banche. Purtroppo però, come spesso accade, questo progetto nato dalle migliori intenzioni è stato corrotto dall'uso effettivo che se ne è fatto, essendo il mezzo di pagamento più usato nei traffici illeciti.

Alla base della sicurezza di questo sistema, senza entrare troppo nei dettagli, c’è la risoluzione di lunghe equazioni crittografiche che assicurano la validità e (in alcuni casi) la segretezza delle transazioni.

Quanto valgono le criptovalute?

La loro particolarità spiega anche l’interesse che generano da parte del pubblico: nei pochi anni dalla loro nascita ad oggi il loro valore ha raggiunto livelli stratosferici, addirittura oggi a 1 Bitcoin equivalgono circa 53.900€! 

Per fare un paragone, una delle prime transazioni registrate con questa moneta fu per pagare due pizze, scambiate per 10.000 Bitcoin, che all’epoca erano quasi completamente privi di valore.

Ma cosa significa esattamente minare le criptovalute?

Una panoramica sull'argomento ci viene dato dal canale di appassionati del settore SaddyTech.

Essendo le criptovalute (in maniera molto semplicistica) nulla più di complicate equazioni da risolvere, minare significa proprio risolvere queste equazioni via via sempre più complesse allo scopo di guadagnare sempre più.

Infatti al risolvere di ogni equazione il portafoglio virtuale dell’utente si ingrossa. 

É qui che entrano in gioco le schede grafiche, in particolare quelle di Nvidia, leader del settore al momento, che grazie alla loro capacità di risolvere un grande numero di operazioni in parallelo riescono a generare notevoli profitti rispetto a componenti più specializzati come i processori (CPU).

A causa della natura di questo sistema, man mano che il numero delle operazioni risolte aumenta, altrettanto fa la loro complessità: questo comporta un aumento sempre crescente del fabbisogno di schede video, assicurando un enorme margine di profitto per gli scalpers (si parla infatti di prezzi per unità con un rincaro di oltre il 100% del prezzo normale e profitti per decine di milioni di dollari).

Le conseguenze inaspettate

Gli scalpers aggiungono poi al danno la beffa. Molti utenti, infatti, si rivolgono al mercato dell'usato nella speranza di accaparrarsi qualcosa, salvo poi scoprire che le schede usate che si trovano in quel momento sul mercato vengono rivendute dai miners stessi.

Ragion per cui chi pensa di fare un affare comprando un pezzo con pochi mesi di vita sulle spalle, sta in realtà comprando una scheda che è stata spremuta completamente, destinata quindi a rompersi in pochissimo tempo a causa dello stress eccessivo che si trovano a subire, lavorando a ciclo continuo dopo aver consumato enormi quantità di energia.

Secondo una recente stima, infatti, il consumo a livello mondiale di elettricità per sostenere il sistema equivale al consumo dell’intera Argentina.

Le ripercussioni di un modello simile sono evidenti: se per minare i bitcoin ho bisogno di una potenza di calcolo sempre maggiore, ma più ne ottengo più diventa difficile ottenerne; la quantità di risorse ed energia impiegate è destinata a crescere a livello esponenziale, con implicazioni piuttosto preoccupanti per quello che potrebbe essere il nostro futuro.

L’impatto del mining sul mercato dei componenti

Il fenomeno del mining va poi ad esacerbare quella che è una crisi strutturale del settore: la scarsità dei semiconduttori.

Si tratta di un termine ad ombrello che indica i materiali ed i microchip che oggi sono presenti in quasi tutti gli oggetti della nostra quotidianità: dai frigoriferi ai forni, dalle televisioni agli smartphone, passando per tutti i dispositivi smart e perfino per le automobili.

Ci sono numerose cause che hanno determinato questa crisi, in particolare i rapporti tesi tra Stati Uniti e Cina (i due bacini di produzione principali), ma anche scelte sbagliate da parte dei produttori, che hanno sottovalutato l’impennata di vendite di dispositivi di ogni sorta che si è verificata con l’arrivo della pandemia e dell’affermarsi dello smart working come modello.

Nonostante i numeri più significativi legati alla richiesta di questi materiali appartengano ad industrie diverse da quelle delle schede video, l’impatto che queste stanno avendo su una situazione già delicata è innegabile. Questo perché chi ne acquista una si aspetta che duri diversi anni, mentre invece la domanda costante da parte dei miners che le distruggono in pochi mesi ha presto saturato la capacità di Nvidia di mantenere l’offerta.

Chi viene colpito dal fenomeno degli scalpers?

Parlando di schede grafiche, soprattutto se di quelle di un certo livello, pensiamo immediatamente a videogiochi dalla grafica strabiliante, che a volte sembrano più veri del vero. Questo però è solo uno dei tantissimi settori che sta risentendo di questa situazione.

Infatti la potenza di calcolo offerta dalle schede video è molto utilizzata in numerosi settori: dalla modellazione tridimensionale al montaggio video, dalla progettazione architettonica e ingegneristica all'utilizzo nel campo odontotecnico e molto altro ancora.

Insomma, sia che vengano usate per divertimento che per lavoro, questa crisi di settore ha lasciato insoddisfatti molti utenti, i quali si riversano su internet per sfogarsi.

Il tentativo di Nvidia di fermare i miners

Ovviamente queste lamentele non sono passate inosservate e dai vertici di Nvidia sono arrivate delle rassicurazioni: a febbraio 2021 infatti hanno annunciato che avrebbero messo in commercio il modello RTX 3060, cioè quello di fascia economica, con un particolare firmware in grado di limitare la capacità di queste schede di essere usate nel mining.

Questa decisione però non ha avuto l’effetto sperato e infatti ha reso ancora più difficili da ottenere tutti gli altri modelli, preda degli scalpers e quindi dei miners.

Nvidia ha deciso allora di fare una nuova inversione di marcia, annunciando che questa modifica avrebbe interessato tutti i modelli della loro nuova linea.

Ovviamente ci è voluto veramente poco prima che un utente di un forum coreano, Quasar Zone, postasse un metodo per aggirare questa limitazione, permettendo ancora una volta ai miners di utilizzare il pieno potenziale delle loro schede.

L’intervento dei rivenditori

Nvidia non è stata l’unica a mobilitarsi per cercare di risolvere la situazione, negli USA, infatti, alcuni negozi hanno escogitato diversi sistemi interessanti per provare ad ovviare al problema.

Alcuni hanno limitato l’acquisto ai soli negozi fisici, previa prenotazione e assegnazione di un ticket numerato (un po' come nelle nostre salumerie).

Altri invece hanno implementato delle sale d’attesa digitali per controllare il flusso di vendite in maniera che un bot non possa approfittarne. 

Ovviamente si tratta di iniziative isolate e non di pratiche in atto nell’intero settore, quindi purtroppo il problema permane e per ora non si vede una soluzione che possa durare nel tempo.

Uno sguardo alla concorrenza

E dove c’è domanda ovviamente c’è un aumento dell’offerta, soprattutto quando il mercato è in crisi. 

Anche se in questo momento Nvidia è sicuramente il leader mondiale nel settore, non ne ha il monopolio, aprendo la strada alla concorrenza. La quale arriva principalmente da AMD, altra azienda storica che negli ultimi anni ha rilanciato il suo brand puntando a competere in maniera accesa con la sua rivale. 

Ironicamente questo fatto ha avuto un risvolto non intenzionale, visto che anche i prodotti AMD sono più difficili da reperire, pur se in maniera meno drammatica di quanto succede per Nvidia.

Il mercato dell’usato

L’ usato al momento presenta molti rischi. I prezzi sono gonfiati artificialmente e i modelli ormai vecchi, come della serie GTX 10x (uscita nel Maggio 2016, 5 anni fa) e della serie RTX 20x (settembre 2018, 3 anni fa), sono disponibili allo stesso prezzo che avevano all’uscita all’epoca.

Dice il detto, “tutto fa brodo” e quindi molti utenti sembrano rassegnati a pagare in sovrapprezzo per componenti che dovrebbero essere ampiamente deprezzati, ovviamente non senza qualche rimostranza.

Così come per ogni crisi, si spera che anche questa avrà fine. Un segnale in questo senso sembra venire dalla Cina che ha preso misure estremamente restrittive nei confronti dei miners sopprimendo quasi del tutto la loro attività nel paese. 

Fino ad aprile di quest’anno il 65% della potenza di calcolo per il mining era concentrato in Cina, il cui governo però si è mosso bandendo la criptovaluta da tutte le transazioni monetarie.

Questo ha fatto sì che si verificasse un fenomeno chiamato great mining migration (la grande migrazione dei miners) durante la quale la maggior parte delle attività di mining presente sul territorio cinese è stata trasferita in paesi con politiche meno restrittive come alcuni stati USA e il Kazakistan.

Si spera che i governi di tutto il mondo riescano a trovare soluzioni meno drastiche, regolamentando l’utilizzo delle criptovalute all'interno dell'economia mondiale per prevenire e fermare l'abuso selvaggio di queste, come stiamo vedendo in questo periodo.