Parlare di sostenibilità ambientale in un articolo dedicato alla blockchain sembra un grandissimo ossimoro.

In effetti, sono sotto gli occhi di tutti le notizie riguardanti l'enorme spreco di energia che deriva dal funzionamento della blockchain. La blockchain infatti risulta essere una delle attività a più alto impatto energetico.

Risale a Marzo 2021 un articolo pubblicato da Focus in cui si evidenziava come l'attività di mining (ovvero di estrazione delle criptovalute) arriva a consumare 121,36 terawattora (TWh) di corrente elettrica. Questo dato può lasciarci indifferenti se non lo parametriamo al fatto che l'ammontare sia equivalente a quanto utiizzato dall'intera Argentina.

Ad oggi, quindi, la criptovaluta è responsabile del consumo dello 0,5% di tutta l'energia elettrica prodotta nel mondo.

Ad ogni modo, sarebbe in realtà superficiale dire che tutta l'attività della blockchain sia insostenibile a livello ambientale.

Ci sono infatti diversi motivi per cui la rivoluzione blockchain può essere positiva ed apportare cambiamenti benefici anche all'ambiente (qui un approfondimento sugli usi pratici della blockchain).

Il principio della tracciabilità della blockchain

Le caratteristiche della blockchain, prime fra tutte la tracciabilità, la trasparenza e la decentralizzazione, fanno in modo che essa possa essere la protagonista della cosiddetta quarta rivoluzione industriale.

Queste proprietà, infatti, rispondono pienamente a quanto richiesto dall'ONU nei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

La possibilità che dà la blockchain, ovvero di aggiungere e non togliere le informazioni protette da un complesso meccanismo crittografico, fa in modo che tutto sia assolutamente tracciabile e, dunque, trasparente.

La trasparenza è utile non soltanto a livello di produzione, ma anche a livello di consumatori.

Avete mai sentito parlare della "pasta tracciabile"? 

Il marchio 28 Pastai, in collaborazione con l'applicazione Authentico, punta alla tracciabilità della filiera della pasta proprio tramite l'applicazione. Il consumatore, tramite una semplice scansione del QR code presente nella confezione può facilmente riscontrare da dove provenga la pasta che sta acquistando e verificare ogni fase della sua produzione.

Non soltanto nel mondo del cibo possono essere applicati i principi della blockchain, ma anche nel mondo della plastica. 

Stiamo parlando della cosiddetta bioplastica prodotta dalla Bio Valore World Spa.

L'azienda è infatti riuscita a realizzare un particolare polimero partendo dagli scarti della produzione di canna da zucchero, mais e altre biomasse, sempre di origine naturale. Anche in questo caso, la blockchain dà valore alla produzione tracciandone ogni singola fase del processo produttivo.

Questo processo può rappresentare la svolta tanto attesa nell'economia circolare, potendo confermare in modo ufficiale che la bioplastica prodotta sia non soltanto efficace, ma anche compostabile: il percorso, infatti, viene controllato proprio dall'inizio alla sua naturale fine.

Meno corruzione e lungaggini grazie alla blockchain

Nel mondo della sostenibilità, il fatto che i comportamenti non siano tracciabili e controllabili può dar luogo a molte sfide sul tema della trasparenza (nell'ambito dei dati forniti o della reale efficienza di determinati prodotti).

Ecco perché la blockchain può veramente cambiare l'impatto che tante attività hanno attualmente sull'ambiente.

Il fatto di poter offrire un database condiviso e decentralizzato, rende la blockchain un alleato formidabile nella lotta alla corruzione, all'inquinamento ed alle inefficienze in generale.

Le parti coinvolte all'interno della catena agiranno al meglio delle loro possibilità perché sono legate da un vincolo di fiducia, pur senza conoscersi (tecnicamente si dice che il modello è peer to peer, o P2P).

Dal punto di vista della trasparenza in ambito della sostenibilità ambientale, ecco alcuni esempi pratici in cui la blockchain può essere di estremo supporto.

Le donazioni ad enti benefici ed istituzioni possono finalmente essere controllate e monitorate al meglio. I fondi possono essere depositati, inoltre, senza che ci siano troppi, ed onerosi, intermediari bancari. Tutto viene gestito nel modo più trasparente possibile.

A seguire, non possono mancare le applicazioni nell'ambito della burocrazia.

Può controllare le proposte ambientali messe in piedi dai governi, e verificarne la reale efficienza ma anche, non richiedendo il supporto di intermediari, può finalmente dare al mondo un reale volto di inclusività.

Le persone che attualmente ne sono escluse perché senza documenti oppure senza conto bancario sono escluse da una lunga serie di azioni. Ecco che la blockchain può venire in supporto. Essa può fornire identità complementari e senza l'ausilio di intermediari può far accedere quasi 2 miliardi di persone a diritti essenziali come la libera circolazione o l'accesso a sostegni sociali. 

E, infine, la blockchain è un sicuro mezzo nella lotta alla corruzione in ambito statale. In un mondo in cui tutto è registrato, anche le possibilità di evasione o falsificazione sono rese quasi nulle.

Blockchain impegnata nelle energie rinnovabili

Se in apertura abbiamo detto come la blockchain sia un database che riesce a consumare l'energia intera di un Paese per il suo funzionamento, dobbiamo necessariamente spezzare una lancia a suo favore nel tema delle energie rinnovabili.

La blockchain infatti può essere applicata anche nell'ambito della ricerca delle energie rinnovabili.

A titolo illustrativo, una compagnia telefonica spagnola, la Iberdrola, ha infatti lanciato un nuovo progetto di sostenibilità ambientale garantito proprio dalla blockchain: tramite questo supporto vuole fare in modo di controllare l'energia prodotta e verificare che sia prodotta da fonti 100% rinnovabili.

Ricordiamo che molto spesso il cosiddetto "Ultimo miglio" (l'ultima fase del percorso di un bene) nel campo dell'energia è gestito da grandissime compagnie energetiche che rivendono energia che nell'80% dei casi non proviene da fonti rinnovabili.

La blockchain può finalmente controllare anche l'energia green che viene prodotta in casa (es. da pannelli solari). Attraverso dei software è possibile controllare, distribuire e certificare il valore di quanto prodotto.

Si crea così un sistema trasparente che dà valore alla reale produzione della comunità.

La blockchain che stimola comportamenti sostenibili

Come già raccontato nei nostri precedenti articoli, grazie alla blockchain è possibile condividere valore (in quest'articolo parlavamo del legame con il mondo dello sport).

Nella rete, tutti i membri condividono gli stessi valori e gli stessi obiettivi.

Grazie alla blockchain possono essere creati dei token che stimolino il comportamento sostenibile delle persone, anche attraverso dei metodi di gamification. In altre parole, si premia chi adotta dei comportamenti rispettosi per l'ambiente.

Possono essere premiati, ad esempio, coloro i quali scelgono la bicicletta o il mezzo pubblico anziché l'auto, oppure spengono le luci quando non servono. Ed ancora, riciclano prodotti, puliscono spiagge e giardini dai rifiuti oppure, per le loro vacanze, decidono di scegliere hotel che siano ecocompatibili e rispettosi dell'ambiente.

Si tratta di un sistema all'interno del quale il valore creato viene allo stesso tempo condiviso dagli stessi attori in gioco. Un modo assai efficace per sensibilizzare le persone ad abbracciare la lotta al cambiamento climatico, lotta di cui si sta occupando ONU, come vedremo nel prossimo paragrafo.

Sostenibilità ambientale: l'ONU sceglie di sostenere la blockchain

Secondo gli esperti di ONU, la blockchain può rappresentare una vera svolta sul tema della sostenibilità ambientale.

Nonostante il "mining" di bitcoin consumi un'energia inimmaginabile, ONU sostiene che questo database possa essere utilizzato nella lotta odierna per un futuro sostenibile.

Dal momento che è tracciabile e trasparente, pare che possa essere piuttosto facile per il mondo intero riuscire ad organizzarsi sulla base di obiettivi comuni, introducendo una forma condivisa di valore che rispetti le regole internazionali dell'accordo di Parigi.

Per il momento, in Italia, 4 sono le città che hanno deciso di applicare la blockchain per riuscire ad assecondare i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile fissati dall'Agenda 2030. Trattasi di Milano, Trento, Bari e Bologna.

Nonostante un disanimo iniziale basato essenzialmente sulla difficoltà di trovare un metodo comune per organizzare gli obiettivi e dare lo stesso metro di giudizio per tutti, pare che l'esperimento sia stato un vero successo. 

Secondo lo Smart City Index 2020, infatti, Trento era la smart city più sostenibile del Paese, Bologna al terzo posto e Milano al quinto. Bari invece si collocava come la seconda città più sostenibile del sud Italia.

Anche per il Ministero dello Sviluppo Economico italiano la blockchain è uno strumento da considerare.

Nel sito del Ministero, infatti, si fa riferimento ad un piano firmato dal ministro Giorgetti che istituisce un fondo del valore di 45 milioni di euro a supporto delle nuove tecnologie.

Il fondo ha l'obiettivo di promuovere la competitività e la produttività del sistema imprenditoriale del Paese attraverso progetti di ricerca e innovazione tecnologica legati al programma transizione 4.0, si legge nel sito.

I progetti che troveranno il sostegno nel fondo dovranno essere fortemente innovativi e potranno essere generati ed incrementati dall'impegno e dall'ingegno di aziende, enti e singoli cittadini. Inoltre, tali progetti potranno trovare il sostegno anche dei fondi istituiti a livello comunitario, affinché la transizione avvenga nel modo più veloce ed efficiente possibile.

In conclusione, ogni novità che venga introdotta nel mondo, tecnologica o meno, non può mai essere vista in modo totalmente positivo o negativo. Nel mondo della blockchain, nonostante i grandi vantaggi, non si può negare l'immenso costo che essa porti con sé. D'altra parte però, notevoli sono anche i cambiamenti che può apportare, a sostegno di tutti.