Il Recovery Plan è stato recentemente approvato, e con il piano per sostenere la ripresa del paese, anche la digitalizzazione verrà applicata su larga scala, almeno secondo le intenzioni del piano. Il governo con Draghi ha deciso di stanziare ben 6,3 miliardi a favore della banda ultralarga, per sanare le differenze di accesso alla rete ancora presenti nel paese.

Come riporta il sito primaonline.it, l’argomento digitalizzazione sta a cuore all’attuale governo Draghi, che ha spiegato a parole quale sarà l’impegno concreto in questa direzione:

“Il governo intende stanziare 6,31 miliardi per le reti ultraveloci, la banda larga e il 5G. L’obiettivo del Governo è portare entro il 2026 reti a banda ultralarga ovunque senza distinzioni territoriali ed economiche.”

L’Italia è indietro a questo proposito rispetto agli altri paesi europei, perché nonostante quat’anno abbia richiesto ingenti risorse tecnologiche per affrontare un mercato del lavoro sempre più digitale, ci sono ancora aree sprovviste di accesso veloce alla rete in tutta Italia.

Recovery Plan e digitale: gli impegni del governo Draghi

La digitalizzazione risulta importante per tutte le aree del paese, per le aziende private e per la sfera pubblica. Lo scoppio della pandemia e le limitazioni allo svolgimento in presenza di moltissimi lavori ha visto come soluzione l’impiego massiccio dello smart working, il lavoro da remoto.

Smart working che richiede sempre di più l’impiego di tecnologia, e il governo punta a rendere la rete ancora più accessibile con le novità introdotte con il Recovery Plan. Ed è proprio dalla pubblica amministrazione che si intende cominciare, offrendo formazione specifica per l’aggiornamento in materia digitale.

Draghi ha posto come missioni principali dei prossimi mesi, attraverso la pianificazione del piano di ripresa economica, alcuni cardini: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura. Come ci spiega anche il sito idealista.it, il governo italiano punta all’innovazione su tutti i fronti.

Il sistema produttivo, il turismo e la cultura, sono settori chiave per la ripresa, e devono poter avvalersi di efficaci infrastrutture digitali per lavorare alla ripresa.

Il digitale come soluzione: la tecnologia a sostegno del lavoro

La tecnologia ha sostenuto il lavoro di moltissimi italiani, che hanno potuto continuare a lavorare da remoto avvalendosi di strumenti come: computer, smartphone, tablet. La digitalizzazione è un processo già avviato, che è stato velocizzato dagli eventi che hanno colpito il mondo negli ultimi anni.

La digitalizzazione è ormai imprescindibile, non si può più lavorare senza tecnologia in moltissimi casi. Pensiamo solo alla didattica a distanza, e a quanto ha influito la componente digitale nella sua applicazione. Il governo Draghi è favorevole ad un’applicazione dell'informatica estesa anche dopo alla riapertura delle attività e alla ripresa economica.

La tecnologia digitale sostiene il lavoro, e con essa sono nate negli ultimi anni anche nuove professioni, basate interamente sull’utilizzo del web. Per questi motivi tutti i cittadini devono poter avvalersi di una connessione internet stabile, ormai indispensabile per rimanere al passo con i tempi.

L’accesso ad internet è diventato un vero e proprio diritto, imprescindibile. L’accesso al web è da tutelare giuridicamente, perché fa parte dei diritti del cittadino. Grazie alla rete si possono svolgere moltissime azioni quotidiane. Dal lavoro alla spesa online, dalla prenotazione di visite mediche alla gestione delle tasse. Internet è diventato imprescindibile per la quotidianità anche degli italiani.

Recovery Plan Draghi: “la transizione digitale”

Secondo il Recovery Plan di Draghi si dovrà applicare una vera e propria “transizione digitale”, e nel testo integrale del piano è possibile consultare le misure e gli incentivi che verranno proposti in questo senso.

Si parla di 6,3 miliardi di euro dedicati unicamente alla digitalizzazione, che opereranno per migliorare l’efficacia della tecnologia in diversi aspetti della vita degli italiani, nelle imprese e nella pubblica amministrazione.

Il testo del Recovery Plan, scaricabile qui, contiene un capitolo interamente dedicato alla digitalizzazione, e spiega così:

“La rivoluzione digitale rappresenta un’enorme occasione per aumentare la produttività, l'innovazione e l'occupazione, garantire un accesso più ampio all'istruzione e alla cultura e colmare i divari territoriali.”

Secondo lo studio, l’Italia si trova ventiquattresima in Europa per applicazione della tecnologia web. L’innovazione tecnologica nel nostro paese, nonostante numerosi centri universitari di sviluppo, è ancora indietro rispetto al resto del mondo, in particolare nel continente europeo.

Cittadini, famiglie, ma anche scuole e ospedali, pubblica amministrazione e imprese hanno bisogno di velocizzare i processi e semplificare la lenta burocrazia esistente, e possono farlo grazie alla rivoluzione digitale.

Recovery Plan Draghi: connessione tra cittadino e amministrazioni

Un altro punto importante trattato dal Recovery Plan nella sezione dedicata alla digitalizzazione riguarda il collegamento tra cittadino e pubblica amministrazione. L’obiettivo è quello di rendere sempre più semplici le procedure di comunicazione tra i cittadini italiani e le amministrazioni locali e regionali.

Il testo fa riferimento all’identità digitale, che andrà rafforzata partendo dalle procedure già esistenti, come lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e la CIE (carta di identità elettronica). Il testo integrale del Recovery Plan aggiunge anche una spiegazione su quale strumento utilizzare a questo scopo:

“fare leva sull'app “IO” come principale punto di contatto digitale con la PA.”

L’app IO è stata utilizzata, e ancora gli italiani la usano, per accedere a moltissime misure messe a punto dal governo dallo scoppio della pandemia. Un esempio è il bonus vacanze, di cui abbiamo parlato in questo articolo, che è stato reso accessibile tramite richiesta con questa app. Un altro esempio è il chashback di stato, a cui gli italiani hanno potuto partecipare tramite app IO.

L’applicazione IO è vista come un vero e proprio ponte tra i cittadini e le pubbliche amministrazioni, e con il Recovery Plan si prevede un utilizzo ancora più massiccio.

Sistema digitale a rischio: la sicurezza informatica prima di tutto

Con lo scoppio della pandemia, e il crescente utilizzo della rete internet e delle piattaforme online, sono aumentati anche i casi di mancata sicurezza informatica. Molti truffatori e hacker hanno potuto spesso muoversi indisturbati anche su piattaforme virtuali di appartenenza istituzionale.

E non sono mancati gli episodi di accesso a dati sensibili, aumento di situazioni di phishing, ovvero di truffa informatica, come ci spiega Wikipedia.org:

“Il phishing è un tipo di truffa effettuata su Internet attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso, fingendosi un ente affidabile.”

Tramite phishing i truffatori fanno credere alle vittime di essere istituzioni pubbliche, e procedono a chiedere dati personali o sensibili come coordinate bancarie al malcapitato. Gli enti, come ad esempio l’INPS, hanno più volte avvertito di questi rischi, a cui qualsiasi cittadino potrebbe incorrere.

La sicurezza informatica è diventata così importante da essere un tema dibattuto anche in sede politica, e in particolare il Recovery Plan fa riferimento alla necessità di potenziare la sicurezza digitale delle istituzioni pubbliche. Così il testo integrale del Recovery Plan proposto dal governo Draghi spiega questa necessità:

“Il Piano rafforza la sicurezza informatica e coinvolge l'intera gamma di domini, dalle forze dell'ordine alle attività operative, dall'ispezione del software all'audit delle tecnologie installate.”

Formazione digitale: le prospettive di Draghi

Il piano parla anche di una vera e propria “cittadinanza digitale”: moltissimi cittadini italiani sono ancora in difficoltà nella comprensione delle nozioni digitali di base volte a svolgere le principali operazioni online come: prenotare una visita, fare un acquisto online, utilizzare un’applicazione di video conferenza.

Il sito web agendadigitale.eu ci parla di domicilio digitale, firma e identità digitale, come parti effettive della digitalizzazione.

Le mancanze di formazione informatica sul lungo periodo possono portare a conseguenze organizzative gravi sia per il mercato del lavoro sia per la vita famigliare dei cittadini. Per questo motivo il Recovery Plan ha proposto di muoversi nella direzione di un adeguamento delle conoscenze informatiche di base per tutti i cittadini.

Le prospettive del premier Draghi in questo senso sono positive: il digitale è visto come strumento di partecipazione democratica, oltre che di informazione e di svolgimento di moltissime attività quotidiane. Anche per le imprese, l’attivazione di processi digitali può dare un contributo notevole e una spinta in più verso la ripresa.

Ricordiamo che moltissime attività di ristorazione per esempio si sono mosse nella direzione del food delivery a casa per poter continuare a lavorare anche durante i mesi di maggior diffusione del virus e durante le limitazioni agli spostamenti.

In mancanza di infrastrutture digitali adeguate, questa soluzione per l’ambito ristorativo non sarebbe stata possibile. E non sono pochi i casi in cui la mancanza di internet o di tecnologie digitali hanno causato problematiche alle famiglie dal 2020.