Tutte le borse di studio e agevolazioni per studentesse STEM

Per colmare il gap di genere riguardante i corsi STEM, sempre più iniziative, borse di studio e bonus vengono erogati a beneficio di studentesse intenzionate a immatricolarsi in corsi da sempre percepiti come maschili. Raccogliamo qui un elenco di tutti i benefici.

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Hai mai sentito parlare delle discipline STEM? Probabilmente sì. Sono infatti sempre più diffuse le iniziative volte a incrementare la presenza femminile all'interno di questi settori. Noi parleremo di quattro progetti in particolare.

Prima di farlo, precisiamo che l'acronimo STEM sta per "Scienza, Tecnologia, Ingegneria (in inglese engineering) e Matematica". Queste discipline presentano ulteriori ramificazioni, come lo stesso MIUR fa presente sul proprio sito. Nella pagina riportata infatti vengono citate ulteriori materie appartenenti al settore STEM, come Fisica o Scienze tecnologiche e informatiche.

Perché parliamo di STEM e iniziative volte a incrementare la presenza femminile? I due argomenti sono uniti da uno spiacevole fenomeno, il cosiddetto gender gap

Con "Gender gap" si indica il divario esistente tra uomini e donne in tanti ambiti diversi, ma che impattano profondamente sulla vita quotidiana e il suo svolgimento, come la salute, l’educazione, il lavoro, l’accesso alle attività economiche e così via.

Questa è una definizione presa dal sito Inside Marketing, che dedica un interessante articolo all'argomento, approfondendo le implicazioni del gender gap nella vita quotidiana.

Noi ci concentreremo sul gender gap presente a livello STEM, sia in ambito scolastico che lavorativo, cercando di indagarne le cause e conoscere quali iniziative economiche tentino di colmarlo.

Ci concentreremo su quattro progetti dedicati a studentesse STEM, le quali hanno la possibilità di ottenere borse di studio, mentorship e una buona copertura economica per tutta la durata degli studi. Come vedremo, i progetti coinvolgono università, fondazioni e imprese stesse. 

Per scoprirne i requisiti e le scadenze, fare riferimento a ciascun paragrafo dedicato, qui sotto.

Alcuni dati sul gender gap in Italia nel settore STEM 

Ingegneria, informatica, matematica e scienze sono corsi in cui la presenza femminile è ancora ridotta, a livello mondiale. 

Se ci focalizziamo su ciò che accade in Italia, notiamo una serie di dati interessanti. Il Global Gender Gap Report 2021 inserisce il nostro paese al 63° posto in quanto a parità di genere, una risalita rispetto al 2020, in cui ci posizionavamo 76esimi.

Per quanto riguarda i corsi STEM, solo il 16% delle studentesse si laurea in tali facoltà, come riporta il Centro Studi Adeppi. Sempre seguendo la loro analisi, scopriamo come il gender gap a livello STEM inizi ben prima dell'università, in quanto prendendo in considerazione l'iscrizione a istituti tecnici, vi ritroviamo una percentuale femminile piuttosto bassa, solo del 22%.

Sembra quindi che fin dalla scelta degli istituti superiori vi sia la tendenza per le donne a intraprendere percorsi più umanistici, rispetto a quelli scientifici. 

Le donne che invece decidono di formarsi in ambito STEM, laureandosi in ingegneria, informatica, matematica o corsi simili, incorrono in ulteriori gender gap nel mondo del lavoro.

Prendendo in considerazione i risultati del report fornito da Alma Laurea, che ha indagato il livello di gender gap del 2021, riscontriamo differenze di trattameno tra professionisti e professioniste:

  • Usando come esempio la laurea in ingegneria, scopriamo che questa assicura un tasso di occupazione del 94% negli uomini, contro il 91% delle donne. Con retribuzioni che si differenziano di circa 200 euro tra lo stipendio di un professionista (1.857 netti) e quello di una professionista (1.692)

Anche per ulteriori corsi di laurea STEM permangono queste differenze, che seppur lievi in alcuni casi, si fanno sentire, soprattutto se consideriamo il fatto che i risultati accademici e i percorsi tra uomini e donne sono gli stessi. Perché quindi è prevista una diversa retribuzione?

Discipline STEM: perché così poche donne?

Abbiamo discusso su come i corsi di laurea STEM presentino una presenza femminile molto ridotta, viene quindi da domandarsi il perché.

Il motivo principale è legato a stereotipi sociali presenti ancora oggi. Per esempio l'idea radicata che vi siano lavori tipicamente maschili e altri tipicamente femminili. Basti pensare al seguente caso: di norma, quando si parla della figura dell'ingegnere, nella nostra mente tende a comparire in maniera quasi automatica l'immagine di un uomo. Difficilmente pensiamo a una donna.

Altro stereotipo riguarda la presunta esistenza di lauree più adatte agli uomini, come quelle scientifiche, accompagnata dal luogo comune secondo il quale le donne sarebbero più portate nelle discipline umanistiche.

Idee infondate di questo tipo, fanno sì che molte diciottenni, in procinto di scegliere il proprio percorso universitario, si scoraggino all'idea di iscriversi a un corso scientifico o informatico, credendolo troppo difficile o lontano dalle proprie inclinazioni.

Un ulteriore freno riguarda le possibili discriminazioni sul lavoro, che impediscono alle professioniste di fare carriera e arrivare ai vertici. Naturalmente non si vuole generalizzare, il problema della discriminazione sul lavoro però è presente in numerosi casi, anche in ambito STEM. 

Abbiamo già fatto riferimento ai dati di Alma Laurea, che conferma una differenza di retribuzione e tipologia di contratto tra uomini e donne.

Considerato anche questo elemento, le giovani sono abbastanza scoraggiate quando si tratta di dover scegliere una facoltà scientifica, sapendo di andare in contro a pregiudizi e discriminazioni.

Le iniziative volte a ridurre il gap

Rimane evidente la necessità di incoraggiare le giovani studentesse a intraprendere corsi STEM, se è quello che desiderano. 

Con questo scopo nascono iniziative finanziate da università e imprese, che intendono non solo assegnare borse di studio sulla base di merito e reddito ma anche fornire alle giovani dei punti di riferimento femminili in questi ambiti.

Difatti, come vedremo di seguito, molte iniziative forniscono un contributo economico ma anche un percorso di mentorship, di norma portato avanti da donne di rilievo in ambito scientifico o tecnologico.

Ci concentreremo sui bandi dei seguenti progetti:

  • Amazon Women for Innovation
  • Women in Stem
  • Girls Polimi
  • Intesa San Paolo per STEM Women

Ogni progetto è diverso, prevede differenti benefici e percorsi ma ciò che li accomuna è l'intenzione di incentivare una maggiore presenza femminile dove manca.

Amazon Women for Innovation

Si tratta di quattro borse di studio finanziate da Amazon Italia e gli atenei aderenti: Università degli Studi di Cagliari, Università degli Studi di Tor Vergata, Politecnico di Milano e Politecnico di Torino. 

Il programma prevede una borsa dal valore di 6.000€ per ciascun ateneo. La borsa di studio è rinnovabile per altri due anni, per un totale di 18.000€, a coprire l'intero percorso di studi.

Oltre al compenso economico, le studentesse beneficiarie otterranno anche un percorso di mentorship curato da una manager Amazon. Quest'ultima fornirà alle studentesse conoscenze utili per l'ingresso nel mondo del lavoro. 

Per poter richiedere una delle borse è necessario essersi immatricolata in una delle seguenti università, coi rispettivi corsi di laurea:

  • Università degli Studi di Cagliari - Corso in Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica.Qui il bando 2021/2022.
  • Università degli Studi di Roma Tor Vergata - Corso in Ingegneria Informatica o di Ingegneria di Internet.Bando non ancora pubblicato.
  • Politecnico di Milano - Corso in Ingegneria Matematica e in Ingegneria InformaticaQui il bando 2021/2022.
  • Politecnico di Torino -  Corso in Ingegneria Informatica o Ingegneria Informatica (Computer Engineering) Bando non ancora pubblicato.

Riportiamo qui di seguito un breve video preso dal canale PoliMi, in cui viene riportata la testimonianza di una delle vincitrici della passata edizione

Women in STEM

In questo caso il progetto coinvolge due soggetti: Fondazione Giuseppina Mai e Fondazione Bracco.

A differenza di Amazon Women for Innovation, non riguarda corsi triennali ma magistrali. Verranno infatti messe a disposizione 10 borse di studio per studentesse iscritte al primo anno di corsi di Laurea Magistrale in Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica.

Il valore di ciascuna borsa sarà di 3.000 euro, più un percorso di mentoring, come nel caso di Amazon Women for Innovation. Questo percorso di affiancamento coinvolgerà donne di rilievo in ambito STEM, come scienzate, imprenditrici che possano essere fonte di ispirazione per le giovani. 

Le vincitrici verranno selezionate tenendo conto di requisiti di merito, quali il voto di laurea triennale e la media ponderata attuale, tutte le informazioni su possono trovare nel bando visionabile al seguente link, con scadenza il 7 gennaio 2022.

Ancora una volta, l'obiettivo rimane uno solo, come riportato sul sito Informa Giovani:

L’obiettivo del progetto “Women in Stem”, realizzato con il supporto del Governo del Québec, ha l’obiettivo di aiutare supportare le studentesse a realizzare nella realizzazione dei propri progetti di carriera nel campo dell’innovazione e della tecnologia, riducendo il tasso di abbandono precoce e favorendo, contestualmente, il completamento del percorso di studi.

Girls@ Polimi

Anche per questo progetto sono previste 10 borse di studio, erogate dal Politecnico di Milano, come il nome dell'iniziativa fa facilmente intendere. Il contributo economico sarà di 8.000 euro, destinato a studentesse selezionate tra i corsi di primo livello di ingegneria elettronica, informatica e meccanica. 

In più, le vincitrici saranno esonerate totalmente dal pagamento dei contributi universitari, avendo anche la possibilità di fare domanda per un alloggio gratuito.

Ulteriore punto di forza dell'iniziativa è il fatto che la borsa sia rinnovabile per i due anni accademici successivi, potendo così coprire totalmente i costi dell'intero percorso accademico. 

L'iniziativa nasce dal progetto già avviato negli anni precedenti, il TechCamp@Polimi, una summer school che aveva attratto svariate partecipanti donne, dimostrando quindi che l'interesse in ambito STEM è presente nella popolazione femminile, mancano gli incentivi. 

Il Politecnico di Milano inserisce ogni informazione alla seguente pagina, dove è possibile trovare il bando, il regolamento completo e l'indirizzo da contattare per qualsiasi domanda.

Intesa San Paolo e STEM Women

L'ultima iniziativa presentata coinvolge Intesa Sanpaolo, ente che negli ultimi anni ha attuato diversi progetti con l'obiettivo di incentivare la presenza femminile all'interno di corsi STEM e nel mondo del lavoro in generale.

Intesa Sanpaolo dedica infatti un'intera pagina alle missioni collegate, che chiama "Donne Intesa Sanpaolo". 

Nello specifico, l'Istituto bancario collaborare con i seguenti atenei, erogando borse di studio e garantendo percorsi di mentoring: Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di Palermo, Università degli Studi di Catania, Università della Calabria e Politecnico di Bari.

Come si può notare, si tratta di università situate in una precisa area geografica dell'Italia, il sud. Quest'iniziativa è infatti particolare rispetto alle precedenti, in quanto il loro scopo non è solamente ridurre il gap di genere ma anche favorire l'occupazione femminile al sud.

Oltre all'erogazione di fondi volti a coprire il percorso di studi delle studentesse STEM selezionate, Intesa Sanpaolo insiste sull'importanza della formazione, favorita dall'iniziativa YEP: Young Women Empowerment Program, presentata in quest'apposita pagina.

Quest'ultimo programma nasce grazie alla partnership tra Intesa Sanpaolo e l'Ortygia Business School e si compone di sei incontri in cui mentor e studentesse si sono incontrate, favorendo lo scambio, la formazione e l'apprendimento.

Iniziative di questo tipo sono necessarie per far comprendere alle giovani donne che se lo desiderano, nulla può vietar loro di intraprendere percorsi di studio STEM.