IL canone RAI è letteralmente una tassa da pagare al fine di ogni anno, rispettivamente bisogna versare 90 euro annuali, sotto forma di fatture destinate alle agenzie elettriche. Si paga ovviamente se si detiene un dispositivo televisivo. Il fulcro principale  che ha creato punti di domanda da parte di coloro che effettuano tale pagamento periodicamente è cosa succede se il saldo corrispettivo non va il porto e quali rischi eventuali si andrebbe a incombere.

A oggi il canone RAI è sotto la revisione del governo Drago che vorrebbe soddisfare le richieste dei cittadini ovvero di non essere Inserito nella fattura di energia elettrica, dato che da anni era stata sempre pervenuta così.

Cosa succede se non si paga il canone RAI?

 Questo è il quesito a che si pongono sempre più gli italiani, che col passare del tempo, che si vedono costretti ad aderire costantemente ed esclusivamente alla legge del 21 febbraio 1938, n.246, ovvero del periodo fascista.

La RAI trasmette periodicamente delle comunicazioni scritte in modalità cartacea, inviate all'interessato che ne adempia e sottoscrive il pagamento canone RAI, che si deve accertare anche con l'accesso a Netflix, uso di PlayStation, e accessi di programmi aggiuntivi. Queste comunicazioni vengono inviate anche a coloro che il canone lo hanno sempre pagato, poiché è un aviazione della prassi che consiste nel riferire e ricordare l'imposta da effettuare.

La pubblica sicurezza, non entrerà ovviamente nella casa degli italiani per controllare la presenza di un apparecchio televisivo. In caso contrario, deve chiedere un mandato al Magistrato.

Può succedere che essi si possano presentare fuori dal portone di casa, mostrandosi con la dicitura di  "tecnico RAI", e dichiarando di avere l'obiettivo di visionare l'interno dell'abitazione per constatare se è presente o meno una TV, ma ovviamente essi non sono dovuti ad accedere nella residenza del relativo soggetto preso in considerazione. Serve sempre il mandato del magistrato.

Cessare, quindi annullare il canone RAI e sottrarsene, non è impossibile, poiché ci sono delle pratiche di accorgimento da effettuare:bisogna andare sul sito ufficiale del canone RAI, e infine domandare l'annullamento del televisore, tramite l'attestazione di non utilizzazione, taccheggio, mal funzionamento, cessione o per dipartita da parte del proprietario in questione.

Il rischio reale che corriamo a dire il vero, non è solo la multa pecuniaria che può percorrere cifre che vanno dai 200 ai 600 euro, bensì l’obbligo fortemente di liquidare il canone arretrato degli anni precedenti, e in aggiunta  tutti gli interessi aggiuntivi. Solamente un ordinamento potrebbe sottrarre chi adempia a questo reato, ma deve essere precisamente di dieci anni. Se di conseguenza non pagheremo nemmeno la relativa ammenda, ci sarà pertanto l’obbligo di accedere in modalità restringente verso l’ufficiale giudiziario, in aggiunta dell' esproprio sulla parsimonia o sullo stesso compenso.

Chi può avere l'esclusione dal canone televisivo 2021

Sicuramente la crisi attuale della pandemia ha portato anche uno squilibrio per le attività associative di numerose strutture, che conseguono rimpatriate dove si può usufruire di uno spazio televisivo.

Attualmente i dibattiti del Terzo Settore(ovvero gli enti che operano e si collocano al di fuori del settore pubblico) hanno emancipato un ordinamento per sottrarre il pagamento del canone RAI in quelle strutture di assegnazione e consumo di bevande, poiché la televisione è infatti anche un luogo fisico, di ritrovo nei circoli associativi e offre opportunità d'interazione e dialogo interpersonale.

La legge 69/2021 ha garantito per alcuni soggetti l'agevolazione di non adempiere al pagamento del canone RAI di competenza del 2021, e fra i riceventi, vengono compresi anche coloro che sono catalogati negli organi del terzo settore. Il modulo in riferimento da compilare per tale supporto scade il 30 novembre 2021.

L’art. 6 comma 5 del D.L 41/2021 prevede difatti quanto apportato successivamente:

“per l’anno 2021, le strutture ricettive nonché di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico, comprese le attività similari svolte da enti del Terzo settore, sono esonerate dal versamento del canone di abbonamento alle “radioaudizioni”.

Il canone RAI è stato introdotto con l'ordinamento del  21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, e successivamente è stato poi annullato temporaneamente per alcune tipologie di attività, in parallela con le chiusure delle imposte dal governo per l'emergenza  da COVID-19.

I soggetti destinatati a tale consenso di privazione del canone RAI devono avere i seguenti requisiti fondamentali, apportati in seguito:

  • Essere organo del terzo settore.
  • Essere registrati al RUNTS (ovvero il catalogo unico nazionale del terzo settore).
  • Attivare e adempiere alla fornitura e consumazione di bevande nei luoghi dell’organizzazione di riferimento.

Infine, da tale constatazione è intuibile che coloro che ne sono riceventi hanno presentato le modifiche domande dal d.lgs 117/2017 ed hanno quindi adottato l'ordinamento con lo scopo di ottenere il titolo di organo del terzo settore.

Richiesta per svincolarsi dal canone Rai

La domanda per la richiesta di esonero per il pagamento del canone RAI 2021 dovrà essere inviata tassativamente  entro la data del 30 novembre 2021 tramite email (che è presente nel sito ufficiale del canone RAI). 

Sarà importante, quindi, redigere adeguatamente il modello stampato, presente sul sito internet della RAI, compilando le seguenti informazioni:

  • Elementi anagrafici del rappresentante, nonché inviato legale.
  • Elemento anagrafici dell’associazione di riferimento.
  • Suggerimento e avvertenze del registro in cui viene sottoscritta  l’associazione.
  • La data odierna dell' iscrizione al registro.
  • Passaggi delle transizioni effettuate da parte dell'ente.

Importante e fondamentale è essere iscritti tassativamente al RUNTS, (ovvero al registro unico nazionale del terzo settore) e successivamente in attesa della sua accettazione, il requisito della domanda al relativo Registro deve essere approvata positivamente da parte del personale di riferimento.

In rimando ai registri, sono da tenere in considerazione quelli delle associazioni di promozione sociale nazionale, regionali e delle province dipendenti di Trento e Bolzano e i registri delle associazioni di volontariato, l’iscrizione all’anagrafe delle associazioni non avente profitto di guadagno sociale.

Di seguito un video YouTube di jbdtube che spiega i passaggi, da effettuare, tramite computer per non usufruire, quindi svincolarsi del canone RAI 2022.



Situazione attuale: 

Ora come ora per il canone RAI paghiamo €9 al mese per una durata percorribile di 10 mesi, quindi rispettivamente sono €90 annuali. A emancipare tale scelta è stato Renzi nel 2015, che ha fatto circolare questa innovazione, per dissentire la distinzione del canone.

Ma se l’Europa domanda di non pesare di obblighi inadatti la documentazione, cosa deve fare il governo? Attenersi successivamente? 

Questo passaggio non è a dire il vero obbligatorio. Ma il primo passo da compiere è sicuramente capire come e in che modalità si deve incassare il tributo​.

Con Renzi questa domanda non era presente, ma adesso è venuto il momento di farcela, in quanto le modifiche attuali sono realisticamente presenti e differenti.

Nel corso di questi ultimi anni, il Governo Renzi, per motivare le persone che utilizzano quotidianamente o sporadicamente l'apparecchio televisivo, a pagare  l'imposta, pensò d'inserire tale aggiunta del canone nella bolletta dell’energia elettrica.

Ovviamente la situazione non era efficacemente e positivamente accolta dagli italiani poiché questa dicitura veniva osservata come un malcontento, dato che li obbligava a pagare l'importo interiormente a un altro tipo di pagamento di consumi effettuati e differiti.

Il governo invece attuale Mario Draghi ha deciso di comportarsi e gestire la situazione in modo differente: facendo sì che il canone RAI sia distinto dal pagamento della bolletta dell’energia elettrica. Un compromesso radicale tra il governo e i  cittadini, in quanto quest'ultimi  da anni hanno dovuto ricorrere e hanno risentito dei disaccordi con la direzione precedente, ovvero quella di Renzi.

Draghi quindi attualmente sta provando ad approssimare con graduazione le persone al canone RAI, con l'obiettivo di voler risolvere il quesito da parte dei cittadini e provando a ottenere un compromesso, avvenimento e problematica in circolo che vorrebbe sistemare nel giro di poche settimane. 

Canone RAI in bolletta: cosa cambia da fine 2022

Come anticipato precedentemente, il governo Draghi dovrà approvare entro il prossimo 31 dicembre 2022, in accordo e in concomitanza con l'Unione Europea le nuove pratiche concorrenziali che verranno praticate nelle successive settimane.

“Le misure di accompagnamento per garantire la diffusione della concorrenza nei mercati al dettaglio dell’elettricità entreranno in vigore al più tardi il 31 dicembre 2022″

Ciò appena sottoscritto, sarà inserito nell’allegato di esecuzione del Consiglio europeo sull’approvazione della constatazione della ribalta discorsiva, da parte del governo Draghi, d'incanalamento di riattivazione e rafforzamento per l’Italia.

In sostanza c'è da affermare che, nel relativo sistema nazionale di riattivazione e rafforzamento, il presidente del consiglio Mario Draghi ha garantito formalmente all’Unione Europea l’esonero del vincolo per i venditori di elettricità d'incassare tramite le bollette cartacee o digitali somme di denaro che non sono assolte con le altre bollette  di energia elettrica.

Come affermato nel diversi paragrafi dell'articolo, l'imposta del Canone Rai  che ammonta di 90 euro annuali, sempre inserita nella bolletta dell’elettricità, tenuta in considerazione come vincolo improprio per i soggetti, non dovrebbe, a breve, essere garantita  nella legge successiva che fruirà nei prossimi mesi, da parte del governo Draghi. Si  stanno quindi in seguito rilevando supposizioni che saranno incanalati a un diverso programma parlamentare.