Mentre ancora l'industria globale cerca di reagire alla crisi dei chip, sentita duramente soprattutto dal settore dell'automotive, una nuova crisi arriva ora dalla Cina e riguarda il segmento delle memorie. La causa è il focolaio di Covid-19 nella città di Xi'an, il più grave del 2021 per la Cina, e le conseguenti restrizioni imposte da Pechino dallo scorso 23 dicembre. Le più colpite sono Micron Technology che Samsung Electronics, che proprio a Xi'an hanno importanti siti produttivi. In particolare il gruppo dell'Idaho a Xi'an produce le memorie Dram usate in pc e consolle, e questo sarebbe il male minore, ma soprattutto nei server dei data center, sempre più cruciali in vista dell'annunciato metaverso di Facebook (diventata Meta Platforms).

Nuova crisi dei chip dalla Cina. Colpite soprattutto Samsung e Micron

"Stiamo sfruttando la nostra supply chain globale, compresi i nostri partner subappaltatori, per aiutare i nostri clienti a fornire le Dram. Prevediamo che questi sforzi ci consentiranno di soddisfare la maggior parte della domanda dei nostri clienti, tuttavia potrebbero esserci alcuni ritardi a breve termine mentre attiviamo la nostra rete", ha dichiarato Micron, secondo quanto riportato da Reuters. Il gruppo Usa ha aggiunto che sta lavorando per ridurre al minimo il rischio di trasmissione del virus e che ha adottato misure tra cui il distanziamento fisico e i test in loco (oltre ad incoraggiare la vaccinazione tra i suoi dipendenti).

Samsung in crisi su produzione chip memorie per focolaio a Xi'an

Da parte sua Samsung ha comunicato di avere dovuto "aggiustare temporaneamente le operazioni" nei suoi impianti di produzione a Xi'an a causa della "situazione del Covid-19". Le attività del colosso sudcoreano a Xi'an sono uno dei maggiori progetti tecnologici stranieri all'interno della Cina. Dalle due linee di produzione esce il 42,5% della capacità produttiva totale di Samsung e, secondo TrendForce, il 15,3% dell'output globale di memorie flash di tipologia Nand. Come ricorda Reuters, per altro, Samsung a fine ottobre aveva detto di essere entrata nel trimestre luglio-settembre con un basso inventario di memorie Nand e che puntava a normalizzarne i livelli.

Western Digital in rally al Nasdaq grazie a crisi Samsung in Cina

Le notizie in arrivo dalla Cina, però, non sono cattive per tutti. Anzi. Western Digital ha infatti chiuso in rally del 5,24% mercoledì al Nasdaq, segnando la seconda migliore performance dell'S&P 500 (alle spalle di Biogen, rimbalzata del 9,46%), proprio grazie alle "disgrazie" di Samsung. Western Digital e Samsung sono due dei principali player globali del settore dello storage ovvero di hard disk, che sono sempre più basati su memorie flash, le cosiddette Ssd (solid state drive). Il primo a indicare il fattore positivo per Western Digital è stato Mark Miller, analista di Benchmark citato da MarketWatch. Miller ha confermato il giudizio buy sul titolo (invariato da due anni e mezzo), come pure il target price di 92 dollari. Western Digital mercoledì ha chiuso a 66,13 dollari al Nasdaq. (Raffaele Rovati)