Nonostante il costante sell-off, c'è chi scommette sempre sulle Big Tech che, per un motivo o per l'altro, continuano ad avere prospettive di crescita dei rispettivi business. Se Facebook è alle prese con la rivoluzione nell'advertising imposta da Apple e Alphabet (Google) ha soprattutto da parare i colpi delle autorità regolatorie di mezzo mondo (come la recente sanzione da 102 milioni di euro arrivata dall'antitrust italiana), Microsoft e Amazon.com seguono direzioni diverse. Redmond i suoi problemi con l'antitrust se li è lasciati alle spalle da tempo mentre il colosso dell'e-commerce di Seattle nonostante sia uno dei principali beneficiari della crisi del Covid-19 proprio con il suo core business ha ancora molte frecce al suo arco. Una su tutte, ovviamente, è Amazon Web Services (Aws), i servizi cloud che già oggi rappresentano l'asset di maggior valore del gruppo. E proprio nelle attività B2B Citigroup vede la principale motivazione per il suo giudizio buy sul titolo.

Citi conferma il buy e alza il target price sul titolo Amazon

Jason Bazinet, analista di Citi Research, ha infatti migliorato da 3.750 a 4.175 dollari il target price di Amazon (mercoledì il titolo aveva chiuso in declino del 2,23% al Nasdaq, a 3.151 dollari di valore). Bazinet ha confermato il buy, spiegando come Amazon resti uno dei suoi titoli preferiti proprio grazie all'ampio margine di crescita nel B2B. L'analista di Citi, però, già in febbraio sosteneva che il titolo fosse "meno costoso di quanto non fosse stato negli ultimi otto anni". E in febbraio Amazon scambiava intorno a 3.300 dollari di valore. Bazinet, però, non limitava al B2B la sua analisi, sottolineando anche come il core business dell'e-commerce abbia la possibilità di crescere e non poco.

  • Il mercato dell'e-commerce è ancora per lo più inesplorato: in Usa il tasso di penetrazione del commercio elettronico si attesta al 20% appena.
  • Amazon ha una quota del mercato Usa poco sopra al 30% ma c'è anche il potenziale di crescita all'estero: il 70% dei ricavi sono ancora generati in patria.
  • Il gruppo di Seattle sta passando da un modello B2C a servizi B2B con margini più elevati: dalla logistica alla consegne, alle pubblicità, oltre ovviamente ad Aws.

Amazon buy per Citi con il B2B e Bezos vende azioni

Amazon scommessa vincente dunque ma perché Jeff Bezos continua a vendere titoli? In diverse operazioni nell'arco di una settimana (da lunedì 3 a lunedì 10 maggio) il padre-padrone del colosso dell'e-commerce ha venduto titoli per oltre 10 miliardi di dollari. Certo la sua partecipazione in Amazon vale ancora 187 miliardi di dollari ma è innegabile che ci sia stata un'accelerazione, visto le quote cedute nell'intero 2020 erano state pari a 9,3 miliardi. Tutto cambia, però, nel terzo trimestre Bezos lascerà infatti l'incarico di chief executive al fido Andy Jassy, che dal 2016 guida Aws. Bezos rimarrà chairman ma la sua intenzione è dedicare piùtempo ad altri suoi interessi, come il Washington Post (acquistato nel 2013 per 250 milioni di dollari) o Blue Origin, la start-up specializzata nei viaggi suborbitali, cui ogni anno destina 1 miliardo di dollari dall'incasso della vendita di azioni.

Buone notizie dalla Ue. Amazon evita 250 milioni di tasse

Intanto arrivano buone notizie dall'Europa per la sua Amazon. La Corte di Giustizia Ue ha infatti annullato la decisione della Commissione europea che nel 2017 aveva ordinato al Lussemburgo di recuperare 250 milioni di euro in tasse arretrate da Amazon.com, sottolineando come il gruppo di Seattle avesse goduto di fatto di aiuti di Stato illegali. Secondo il tribunale Ue, però, la Commissione europea non aveva dimostrato che il Lussemburgo avesse concesso un "vantaggio selettivo" alla sussidiaria locale di Amazon. E così, non senza polemiche, Amazon per ora riesce a sfuggire al Fisco nel Vecchio Continente.

(Raffaele Rovati)