La comunicazione digitale secondo vbdigital.it:

“… la comunicazione digitale è l’insieme di tutte le attività di produzione e diffusione di contenuti attraverso tecnologie digitali come pc, tablet, cellulari ecc.”

In realtà, la mera introduzione di dispositivi tecnologici nel processo di comunicazione non spiega sufficientemente i risvolti sociologici e psicologici che il digitale ha in realtà comportato.

Nell’ambito dei settori comunicativi identifichiamo la comunicazione aziendale, il giornalismo e le relazioni interpersonali. Ovvero, le comunicazioni che avvengono nell’ambito del marketing d’impresa, dell’informazione di massa e nella vita privata.

Ecco come la comunicazione digitale ha influenzato questi settori.

Comunicazione digitale: marketing e pubblicità

Il digitale ha influenzato senza dubbio la moderna comunicazione aziendale verso i clienti. Ecco che nasce la pubblicità digitale o digital advertising. Spiega glossariomarketing.it:

“… ogni azione pubblicitaria veicolata attraverso canali di comunicazione digitale.”

Il concetto di pubblicità nasce nella seconda metà del XIX secolo a seguito dell’avvento della produzione e vendita di massa. Serviva a comunicare il prodotto al fine di acquisire un mercato proporzionale ai volumi produttivi.

Oggi giorno, la pubblicità è un elemento essenziale della strategia di marketing per la comunicazione del prodotto e dell’azienda ai potenziali clienti.

Ovviamente, con l’avvento del digitale si è evoluta. Spiega digital4.biz:

“Rispetto ad altri formati pubblicitari, il Digital Advertising (o Adv, abbreviato) ha specificità importanti, sia rispetto alla relazione che instaura tra i diversi attori sia alla tracciabilità dei comportamenti, all’automazione di attività e analisi, alla possibilità di raccogliere, integrare e analizzare dati provenienti da diverse fonti.”

Ecco che la comunicazione, quando passa al digitale, non ha più il solo scopo di trasmettere un messaggio ma acquisisce una complessità superiore

La digital advertising è più agile, personalizzabile, economica ed efficiente. Richiede però multimedialità, tecnologie e competenze specifiche. Soprattutto, necessita di un maggiore studio preventivo della strategia da applicare.

Tenendo conto dell’estrema concorrenza che è presente oggi sui mercati, la pubblicità digitale, per i motivi sopra indicati, è quella più gettonata e, pertanto, richiede particolari attenzioni al fine raggiungere i risultati sperati superando e battendo i competitors.

Analisi dei dati, studio del target, valutazione dei mezzi di comunicazione, ideazione del messaggio, produzione della pubblicità, diffusione personalizzata sui media, ecc. Tutti passaggi necessaria all’elaborazione di una strategia di comunicazione digitale ottimizzata che richiede figure professionali ad hoc.

Sopratutto, essendo la tecnologia e il digitale in continua evoluzione, anche la digital advertising deve tenersi al passo con i tempi.

Banner pubblicitari, posizionamento di backlink, influencer e contenuti sponsorizzati. Tutte nuove strategie pubblicitarie nate grazie ai nuovi dispositivi digitali e alle nuove piattaforme di social networking.

Ognuna di esse richiede attenzioni particolari e strutturazioni del messaggio differenti, il target e il risultato comunicativo sono diversi e, pertanto, è necessario scegliere la giusta strategia a seconda degli obiettivi aziendali

Comunicazione digitale: news e giornalismo

Il mondo del giornalismo è uno dei settori più identificativi della comunicazione. La tecnologia ha dato il via al giornalismo digitale, ovvero a un nuovo modo di trasmettere le notizie.

Due aspetti molto importanti che la tecnologia ha portato nel giornalismo è la velocizzazione nella diffusione e la “datificazione” delle news. Spiega stamparomana.it:

“… il ricorso sempre maggiore di tecnologie che utilizzano dati si avverte nel campo della comunicazione uno stravolgimento nel modo di costruire l’informazione, sia nella professione giornalistica che nelle strategie editoriali.”

Ecco che l’automazione subentra anche nell’editoria: ci si affida ad algoritmi per la ricerca di argomenti notiziabili e delle fonti da cui attingere, fino talvolta alla redazione di articoli tramite intelligenze artificiali.

Questo video di Stampa Romana è un vero e proprio corso approfondito sulla nuova frontiera del giornalismo digitale: “I nuovi percorsi della notizia. Temi e linguaggi del giornalismo digitale”.

L’avvento del digitale non ha influito solamente sul modo di fare notizia ma anche sui supporti con cui trasmettere la notizia.

Stiamo assistendo a una dematerializzazione dell’informazione. Il giornale o rivista cartacea, seppur sopravvivano, sono stati pesantemente surclassati dai moderni dispositivi tecnologici quali smartphone o tablet.

In realtà questo processo di dematerializzazione è iniziato parecchio prima con la televisione che ha introdotto anch’essa un modo di fare notizia prima sconosciuto: video e real time.

Il giornalismo stampato o filmato, ha subito ulteriori variazioni a causa dei device mobili e i social network. La nuova frontiera, infatti, prevede gli short video: ovvero registrazioni che variano dal mezzo al paio di minuti.

In opposizione le dirette. Le piattaforme social forniscono la possibilità di assistere e partecipare ad eventi informativi in real time. La peculiarità che ha introdotto il digitale consiste nell’interattività: il pubblico può controbattere in tempo reale.

In ultimo, aspetto negativo ma di doverosa menzione, le fake news. È frequente trovare sul web notizie false e tendenziose.

Spiega agendadigitale.eu:

“E per combattere l’industria delle fake news non possiamo costruire debolezze e insicurezze ma dobbiamo creare percorsi per un’educazione di base, costruire processi di sensibilizzazione in grado di coinvolgere sia i ragazzi che gli anziani, i quali hanno scoperto tablet, smartphone, skype, e spiegare loro come si fa per verificare se una notizia è falsa o vera.”

In realtà, è necessaria una sensibilizzazione anche dei content creator che hanno il dovere e l’oonere di pubblicare contenuti veritieri.

Comunicazione digitale: relazioni e social

La tecnologia ha impattato su tantissimi settori. Quello forse che è stato rivoluzionato maggiormente ma con meno scalpore è quello delle relazioni.

Il cambiamento è avvenuto in maniera volontaria e fluida. A differenza delle aziende ed imprese che sono state costrette ad aggiornarsi per rimanere competitive, nella vita privata l’introduzione della tecnologia è avvenuta per sfizio e per gioco.

Il desiderio di provare l’ultimo dispositivo uscito sul mercato ha prevalso sull’analisi preventiva degli effetti che tale digitalizzazione avrebbe comportato.

L’utilizzo indiscriminato e massivo delle nuove tecnologie ha travolto il mondo rivoluzionando le relazioni interpersonali prima ancora che fossimo pronti. Tutto questo ha creato non poche che però si sono evidenziate quando ormai era troppo tardi.

Ricorda culturedigitali.org:

“Vi ricordate quando per parlare con un amico andavate davanti a casa sua e suonavate il campanello oppure lo chiamavate al telefono dei genitori?”

Sono ormai tempi lontani. L’immediatezza delle chat digitali ci permette di essere in costante contatto con tutto il mondo. La relazione si è dematerializzata passando attraverso un device.

I risvolti psicologici sono molti e complessi. La risoluzione è un’adeguata formazione e sensibilizzazione all’utilizzo della tecnologia.

Spiega cultrice:

"Una relazione faccia a faccia comporta un certo grado di difficoltà, in quanto si basa sulla condivisione sia di informazioni verbali, che non verbali, come la dimostrazione di emozioni, dubbio e preoccupazione. Al contrario, Internet concede l’anonimato e la distanza fisica, due attributi favorevoli che permettono alle persone di dire, fare e condividere cose e sentimenti che al di fuori dello spazio cibernetico non farebbero mai.”

Ci si alterna tra disinibizione e falsità. La possibilità di esprimersi liberamente e mostrarsi per quello che si è, ma anche la possibilità di nascondersi e recitare senza essere scoperti.

Le emozioni diventano emoticons. Le parole diventano abbreviazioni. Le relazioni diventano contatti.

Tutto sembra perdere di valore ma, allo stesso modo, ci si sente forse più persi nel mondo reale. Non si è più abituati a faticare per relazionarsi e mantenere vivo il sentimento reciproco.

Essere sempre connessi, almeno virtualmente, genera una stanchezza psicologica da multitasking: non stacchiamo mai veramente dalle persone.

Questo aspetto può favorire certamente la socializzazione con persone che, senza il web, non potremmo mai incontrare. Ma genera anche l’effetto opposto, ovvero una sgradevole sensazione di solitudine in mancanza di un dispositivo tecnologico che ci tenga in contatto.

Anche sotto questo punto di vista siamo vittime di comportamenti opposti. Richiediamo immediata risposta ai nostri messaggi, ma ci prendiamo la libertà di ignorare quelli degli altri: l’ultima visualizzazione e le spunte blu non lasciano più scampo.

Aspetti positivi e negativi che si intrecciano in risvolti sociologici e psicologici ancora tutti da scoprire e studiare.