Sin dalla nascita percepiamo la realtà che ci sta attorno attraverso i nostri sensi, che fungono da strumenti veicolanti per poter accedere agli stimoli esterni. L’ambiente che ci circonda è pervaso da informazioni ma soprattutto da colori, che sono per noi indicatori conoscitivi. Di norma, il nostro cervello funziona come un grande archivio, in grado di “programmare” tutti i dati che arrivano dall’esterno, formulandoli in rappresentazioni mentali, a seconda delle situazioni.

Tutti i concetti, per essere espressi e capiti dalla collettività, hanno un carattere convenzionale. Le varie tonalità di colore, infatti, ci inducono a pensare cose diverse. Difatti, ogni colore, alla sola vista, crea nella nostra mente dei significati ben precisi. La simbologia del semaforo, ad esempio, può aiutarci a comprendere un po’ ciò che intendiamo. Di solito, il colore rosso, il giallo e il verde, specialmente quando siamo in strada, ci indicano contesti diversi: 

  • il rosso: fermarci, di fare attenzione al pericolo,
  • il giallo: rallentare, andare cauti
  • il verde: via libera

Su questa scia, nel tempo, è stata individuata una vera è propria linea di pensiero denominata “La teoria dei colori” che però si è estesa ad altri campi d’interesse, tra cui il marketing. I colori hanno un forte potere in grado di influenzare gli altri. Per questo motivo, la teoria dei colori si è ben prestata alla comunicazione persuasiva, tipica del marketing.  

Nel marketing e digital marketing i colori sono dei segnali d’azione che indirizzano le nostre emozioni quanto le nostre scelte d’acquisto. Il colore, in un contesto così prolifico come il marketing, ricco di contenuti, può aiutare l’azienda ad emergere sulle altre. In poche parole, se la teoria dei colori venisse associata ai brand e prodotti, porterebbe con più facilità che il pubblico ne sia coinvolto.

La scelta del colore può condizionare la leggibilità ed interpretazione di un contenuto, infatti chi si occupa di marketing dei contenuti deve riuscire a comprendere sino in fondo la teoria dei colori: in modo da potersi avvalere di una comunicazione persuasiva efficaceNel marketing, tutti i colori dei brand, a partire dalle piccole realtà a quelle delle grandi multinazionali, sono stati scelti non in modo casuale ma, come è logico che sia, studiando e sfruttando i risultati della psicologia dei colori.

Ma in cosa consiste la teoria dei colori? Prima di addentrarci nell'argomento può essere molto utile vedere questo video. L'evento è il TEDx che si è tenuto due anni fa a Roma. A parlare è Benedetta Carotti, che in 9 minuti ci spiega come i colori possano influenzare l'intera economia:

Comunicazione persuasiva: in cosa consiste la teoria dei colori?

Fare marketing o digital marketing significa anche saper cogliere l’importanza della la psicologia del colore. Questa teoria risulta essenziale per realizzare una comunicazione persuasiva aziendale di successo, poiché: il colore può rinvigorire il contenuto. Dunque, capire come funzionano le dinamiche dei colori non è, e non è mai stata, una prerogativa soltanto per artisti e creativi.

Basti pensare che il primo a parlarne è stato Johann Wolfgang von Goethe, che nel 1810 trattò l’argomento in un saggio dal titolo proprio La teoria dei colori” secondo cui, come riporta la pagina dedita di Wikipedia:

“Ogni singolo colore stimola nell'occhio, mediante una sensazione specifica, l'aspirazione alla totalità. Per conseguire questa totalità, per appagarsi, l'occhio cerca accanto a ogni zona di colore una zona incolore, sulla quale produrre il colore richiamato dalla prima. Questa è la legge fondamentale di ogni armonia cromatica”.

Attualmente, i vari studi hanno dimostrato che l’effetto del colore nel marketing, incide sui consumatori circa il 90%, ciò vuol dire che: i giudizi espressi sui brand si basano su quello che il colore per i clienti intende. L’associazione di idee tra colore e significato rappresenta uno strumento essenziale sulle persone. Il colore, difatti, non solo ha un impatto sul nostro comportamento ma condiziona anche la direzione dei nostri occhi. 

In altre parole il colore ci mostra un contenuto, dandoci anche dei sottili indizi sugli altri aspetti come il contesto e inoltre ci aiuta a decidere cosa è importante e cosa no, cosa guardare e come interpretarla. Questa motivazione fa capire ancor di più perché è essenziale per chi fa marketing di comprendere le teorie psicologiche legate ai colori e capire i significati che le persone riescono ad attribuire loro, poiché non tutti reagiscono allo stesso modo. 

Nonostante ciò, si possono individuare delle linee generali per muoversi con disinvoltura nel web marketing, oltre a capire come avvalersi degli sviluppi della teoria dei colori. I colori riescono a catalizzare visivamente, trasmettendo ai potenziali clienti un preciso sentimento. Le tonalità, dunque, vengono percepite ancora prima delle immagini. In definitiva, come riporta anche il sito Oberlo.it:

“Scegliere i colori giusti per i tuoi sforzi di marketing può fare la differenza per il tuo brand. […] Utilizzando i colori in modo strategico potrai far sì che il pubblico veda ciò che tu vuoi che veda, e lo aiuterai a percepire il tuo brand nel modo più adatto ad essere percepito”.

Comunicazione persuasiva: cosa significano i colori nel marketing

Molte tesi psicologiche, quindi, combaciano con fare strategia di marketing! In quest’ottica è importante capire il ruolo che giocano i colori, soprattutto per comprendere in che modo i clienti percepiscano i valori del brand. In sostanza, la psicologia dei colori nel digital marketing è fondamentale, per una comunicazione persuasiva e al contempo per costruire una forte riconoscibilità del brand, da parte dei consumatori.

L’azienda tramite il suo prodotto e logo decide con cura quale tipo di emozione far trapelare e suscitare. Vediamo, in sintesi, i significati abbinati ai colori!

Rosso: colore della potenza e del dinamismo: esprime emozioni forti come: l’affetto l’amore o anche terrore e paura. È un colore fortemente energico e riesce a catturare l’attenzione velocemente (es. brand Ferrari).

Arancione: da un punto di vista psicologico è molto interessante perché unisce in realtà 2 tonalità rosso-giallo. L’arancione è il colore che esprime calore e spesso è utilizzato anche per promuovere del cibo. L’arancione, infatti, si vede di solito come loghi per prodotti energetici a base di frutta (es. brand Fanta).

Giallo: il color giallo si associa a sentimenti come la gioia, l’allegria e l’ottimismo. La tonalità del giallo è particolarmente eccentrica per questo è più facile che colpisca l’occhio umano. Attenzione però a non esagerare perché il giallo può provocare anche uno stato d’ansia ma la maggior parte sono sensazioni positive, per questo anche gli smile sono gialli (es. brand Schweepes, Mc Donald’s)

Verde: è il colore che trasmette sensazioni di tranquillità, equilibrio e armonia. Il colore verde rimanda mentalmente alla natura e alla pace. Rispetto agli altri, il colore verde agisce più positivamente sulla psicologia delle persone. Per questo è usato nei negozi bio e per la cura personale (es. brand Levissima, Bonduelle).

Blu: il colore blu è sintomo di fiducia e affidabilità. Nella teoria dei colori il blu è rassicurante e trasmette sicurezza e responsabilità. Purtroppo la sua tonalità non risalta immediatamente e quindi appare come un colore distante e freddo. Viene usata nel marketing per centri di benessere, con riguardo al settore della salute perché è capace di trasmettere un senso di tranquillità (es. brand Nivea, Mellin).

Viola: è un mix di emozioni dati dalla fusione del blu con il rosso. Questa combinazione crea un equilibrio tale da manifestare coraggio, mistero, magia. Ed è per questo che spesso la creatività è associata al color viola. Solitamente è scelto per spettacoli di magia e beni di lusso (es. brand Wonka, Starlight Children’s Foundation).

Rosa: il rosa è estremamente delicato rimanda a sentimenti di amore, calma e stabilità. Il rosa è una sfumatura tipica del romanticismo, dell’empatia e sensibilità, per questa ragione è utilizzata per prodotti come i giocattoli e la cura della persona (es. brand Barbie, Victoria’s Secret).

Marrone: seppur può sembrare un colore poco stimolante trasmette costanza, affidabilità e protezione per questo si usa soprattutto per luoghi rustici, nel settore dell’arredamento (es. brand Nespresso).

Nero: il nero è un colore strong ma esprime controllo, indipendenza e serietà. È usato nell’abbigliamento, soprattutto haute couture (alta moda) o per aziende che trattano beni di lusso (es. brand Chanel, Cartier).

Bianco: in ultimo, il colore della purezza, dell’innocenza, ossia il bianco però va detto che eccedere con il bianco può suscitare sensazioni di solitudine e vuoto. Si usa di frequente nell’ambito medico (es. brand Angelini, Renaissance).

Comunicazione persuasiva: colori e Brand Identity

Come abbiamo potuto osservare fino ad ora, la teoria dei colori ha un’influenza forte nel marketing sia per quanto riguarda la comunicazione persuasiva, che per accrescere notevolmente il business aziendale. È assodato, dunque, che i colori condizionano le scelte dei consumatori, che sono in grado di associare le diverse emozioni ai vari colori. Tutte le tonalità e sfumature s’imprimono nella mente dei clienti che percepiscono input ed emozioni dissimili. 

Per questo motivo, la brand awareness ossia, la riconoscibilità del marchio è data molto anche dall’uso dei colori. La psicologia dei colori nel marketing, quindi, è un ausilio essenziale per la riconoscibilità del brand, infatti, secondo uno studio compiuto dall’università del Loyola, il tipo di colore fa sì che ci sia l’identificazione tra il brand e l’azienda, per circa l’80%. 

Per riuscire nel raggiungimento di questo obiettivo è necessario compiere alcuni passi base. Al reparto marketing di un’azienda viene quindi chiesto di:

  • Scegliere i colori che incarnino al meglio i valori aziendali del prodotto;
  • Scegliere i colori che li distingui dalla concorrenza,
  • Essere coerenti riproponendo i colori del brand in ogni aspetto: negozio fisico, pubblicità, sito web;

Vien da sé comprendere che i colori del brand hanno un enorme effetto soprattutto sulle scelte e i comportamenti d’acquisto perché, seppur le imprese credono spesso e volentieri che i clienti siano disorientati, essi sanno bene cosa desiderano. In definitiva, l’occhio che tutto vede, presterà attenzione a ciò che sa attirare la sua attenzione. Il giudizio del consumatore, quando si trova a compiere una scelta avviene in quasi 90 secondi, per questo motivo, per creare l’impatto necessario è opportuno fare anche una buona comunicazione persuasiva. 

Ovviamente questi principi valgono non solo per le campagne di marketing ma soprattutto Digital Marketing. Catturare il consumatore da una prospettiva visiva determina, dunque, la permanenza sul sito web: i social network racchiudono sempre molti posto proprio per concentrare l’attenzione dei potenziali clienti. Per generare conversation rate e incentivare le call to action è necessario che i colori, anche sulle piattaforme digitali come siti web riesca a coinvolgerli creando impression con tonalità chiare e ben definite.