Zoom Video Communications va a fondo al Nasdaq: è davvero finita la corsa? Già prima dell'estate era stata annunciata la fine dell'effetto lockdown per Zoom Video Communications, uno dei fenomeni se non il fenomeno della pandemia di coronavirus. Nel frattempo è arrivata la variante Delta e in Europa sono tornati a salire i contagi. Certo, non siamo ai livelli della primavera 2020 ma tutto si può dire fuorché si sia tornati alla normalità. Abbastanza per mandare in altalena il titolo Zoom? Forse, anche se l'azienda di San Jose ha presentato risultati per il terzo trimestre migliori rispetto alle attese e segnati da una significativa crescita, anche se molto lontana dai tassi registrati nel pieno della pandemia. Nei tre mesi allo scorso 31 ottobre Zoom ha messo a segno un rimbalzo dei ricavi del 35% annuo a 1,05 miliardi di dollari, gli 1,02 miliardi del consensus di Refinitiv.

Corsa finita per il fenomeno del lockdown Zoom. Che va a fondo

Rimbalzo praticamente nullo, tuttavia, se paragonato al 191% del primo trimestre, a sua volta in decisa frenata rispetto al 355% medio dei precedenti tre periodi. "Siamo sulla buona strada per diventare una piattaforma indispensabile per connettersi, collaborare e costruire nel flessibile mondo ibrido del lavoro per aziende, individui e sviluppatori. Crediamo che il nostro marchio globale, le tecnologie innovative e l'ampia base di clienti ci posizionino bene per il futuro", ha in ogni caso dichiarato il chief executive Eric Yuan. "Continuiamo a rafforzare la nostra posizione di marchio leader nel nostro settore. Siamo onorati che Gartner ci abbia nominato Leader Magic Quadrant 2021 per Meeting Solutions per il sesto anno consecutivo e per Unified Communications as a Service per il secondo anno consecutivo", ha ricordato.

Terzo trimestre sopra al consensus ma Zoom va a fondo al Nasdaq

Eppure sono state proprio le parole del management di Zoom ad affossare il titolo a Wall Street. Zoom aveva infatti inizialmente toccato un rally del 5% dopo la chiusura di Wall Street lunedì (3,59% era stata la perdita registrata nella sessione regolare) per poi segnare un crollo superiore al 9% avvicinandosi la riapertura dei mercati newyorkesi. La società ha fornito dettagli sulla frenata della crescita dei ricavi mentre sempre più americani stanno tornando al lavoro. Per l'ultime trimestre dell'esercizio, Zoom prevede ricavi intorno a 1,05 miliardi su un eps compreso tra 1,06 e 1,07 dollari. Le attese degli analisti sono invece per 1,02 miliardi e 1,05 dollari rispettivamente.

Per Third Bridge la corsa di Zoom non è finita. Ha ancora margine

Tyler Radke, analista di Citi citato da Barron's, ha sottolineato che la guidance è "migliore rispetto a quanto temuto" anche se osserva Zoom deve ancora confrontarsi con "una crescita in rapido rallentamento". Radke ha confermato il rating neutral sul titolo, con target price a 304 dollari. Zoom scambia poco i 220 dollari in premarket. Nel corso del 2021 la perdita è stata ampiamente superiore al 40% e il titolo, sui 242,28 dollari della chiusura di lunedì, ha più che dimezzato il suo valore dal picco di circa 560 dollari toccato nell'ottobre dello scorso anno. Eppure c'è chi ritiene che la corsa di Zoom sia tutt'altro che finita. "I loro business Rooms e Phone hanno una penetrazione del mercato del 5% e anche meno. E ciò dovrebbe indicare che ci sia ampio margine di miglioramento anche solo con le loro capacità esistenti", ha sottolineato Joe McCormack, analista di Third Bridge, citato da Reuters. (Raffaele Rovati)