Dall'Estremo Oriente agli Usa, si allarga la lista dei big delle quattro ruote costretti a rallentare o, in alcuni casi, fermare proprio la produzione a causa della carenza di chip, sempre più fondamentale per l'automotive di oggi a elevato tasso di elettronica. Toyota, per esempio, ha annunciato che bloccherà per due settimane le attività nello stabilimento di Kolin, in Repubblica Ceca, per problemi alla supply chain. Il sito produce la Aygo per il mercato europeo. La carenza di disponibilità di componentistica elettronica, emersa già negli ultimi mesi del 2020, è stata aggravata di recente dai problemi registrati nei porti Usa. Oltre al Covid-19, infatti, la logistica ha subìto bruschi stop a causa della tempesta di neve senza precedenti abbattutasi sul Texas in febbraio. Stop che impattano non solo sulla distribuzione di chip ma anche su quella di prodotti petrolchimici e materie prime utilizzati nell'automotive. In febbraio Toyota, pur ammettendo i rischi, si era di fatto dichiarata immune alla crisi dei chip.

In panne anche la produzione di Toyota (Aygo) e Stellantis (Ram)

Stellantis, invece, ha ammesso di avere sentito l'impatto della carenza globale di semiconduttori anche per i suoi truck Ram (lo storico marchio che dal 2010 è stato separato da Dodge). Per il vendutissimo pick-up Ram 1500 la produzione prosegue ma i veicoli rimangono fermi negli stabilimenti di Warren (in Michigan) e Saltillo (Messico) fino a quando non arriveranno i chip necessari per ultimare l'assemblaggio. Il chief executive Carlos Tavares, ricorda Reuters, a inizio mese aveva dichiarato che la crisi del settore potrebbe non essere del tutto risolta per la seconda metà del 2021, a differenza di quanto sostenuto, per esempio, da General Motors (Gm). Quella stessa Gm che aveva annunciato settimana scorsa che alcuni suoi modelli usciranno dalla fabbriche senza il fuel management module, componente di elettronica che gestisce la performance in termini di consumi di benzina. Strategia diversa rispetto a quella della rivale, mentre l'altro big di Detroit Ford Motor si era visto costretto a ridurre la produzione dell'F-150, il pick-up più venduto in Usa.

Crisi senza fine. Incendio ferma i chip della giapponese Renesas

Piove sul bagnato. A complicare ulteriormente la situazione, la giapponese Renesas Electronics, tra i principali player nel segmento dei semiconduttori per l'automotive, ha comunicato che ci vorrà almeno un mese per riavviare la produzione nello stabilimento di Naka, dopo che un incendio ha distrutto undici macchine (pari al 2% delle attrezzature) ma soprattutto ha causato fumo che ha contaminato le clean room, in cui anche solo piccole particelle di polvere possono danneggiare i wafer durante il delicato processo di fabbricazione. Circa due terzi della produzione colpita dall'incidente riguarda proprio il settore dell'automotive. "È successo in un momento in cui non c'è una capacità di produzione in eccesso", è stato il laconico commento del chief executive Hidetoshi Shibata.

(Raffaele Rovati)