Costa caro la guerra lanciata da Donald Trump contro Huawei Technologies. Il colosso cinese, infatti, nel quarto trimestre del 2020 è scivolato alla sesta posizione del settore degli smartphone a livello globale. Basta tornare indietro al secondo trimestre per trovare Huawei ancora saldamente alla prima posizione in termini di consegne di terminali mobili. Secondo i dati della società di ricerca Canalys erano sei anni che Huawei non si trovava fuori dalla top five dei maggiori produttori di smartphone. Nei tre mesi alla fine di dicembre la società ha consegnato 33 milioni di terminali nel mondo, per un crollo del 41% annuo secondo Counterpoint Research (32 milioni e quasi il 43% di declino invece secondo la stessa Canalys).

Prima il boicottaggio nelle reti, poi il crollo negli smartphone

Huawei è stata la prima a finire nella blacklist di Trump tra le società cinesi considerate colluse con l'apparato militare di Pechino (e quindi un rischio per la sicurezza nazionale Usa). La campagna di Washington contro Huawei ha avuto come primo risultato il boicottaggio diffuso, anche da parte degli alleati, nelle reti di telefonia, in cui da tempo il gruppo cinese aveva soppiantato aziende occidentali del calibro di Nokia ed Ericcson (che grazie a Trump si sono prese una bella rivincita lo scorso anno). Anche negli smartphone, però, Huawei ha dovuto subire il divieto imposto alle aziende Usa di condurre affari con il gigante tecnologico di Shenzhen. A farne le spese sono state in realtà anche diverse società a stelle e strisce (da Micron Technology a Qualcomm) ma per Huawei il primo effetto è stata lo stop all'utilizzo nei suoi smartphone delle versioni più recenti di Android (il sistema operativo di Google).

Huawei superata anche dalle connazionali Xiaomi, Oppo e Vivo

Se a questo si unisce l'aspetto psicologico (molti consumatori occidentali hanno abbandonato Huawei non tanto per appoggiare le politiche di Trump quanto per timore di non avere più prodotti aggiornati), il risultato è stato il crollo di Huawei nelle vendite globali. Da parte sua la società sottolinea che nell'intero 2020 ha conquistato una comunque ben più che dignitosa terza posizione nel mondo. L'amara realtà, però, è che nel quarto trimestre ha dovuto subire il sorpasso anche da parte delle connazionali Xiaomi (anch'essa per altro finita di recente nella blacklist di Trump), Oppo e Vivo. Intanto a festeggiare, e non tanto per le disgrazie di Huawei quanto piuttosto per una fortunata serie di coincidenze (tra cui il ritardo nel lancio dell'iPhone 12), è stata Apple, che nel quarto trimestre dello scorso anno ha conquistato la vetta della classifica, superando anche l'ormai tradizionale rivale Samsung Electronics. Cupertino, secondo i dati di Idc, negli ultimi tre mesi dell'anno ha consegnato 90,1 milioni di iPhone. Che non è solo il record di Apple ma è il record per qualsiasi produttore da quando esistono gli smartphone.

(Raffaele Rovati)