Amazon.com ha toccato un crollo superiore al 7% in after market (la seduta di giovedì al Nasdaq si era già chiusa con una perdita dello 0,79%), dopo che il colosso dell'e-commerce, tra i principali beneficiari degli effetti collaterali della pandemia di coronavirus, ha comunicato risultati relativi al secondo trimestre peggiori rispetto alle attese del mercato in termini di vendite e ha fornito una guidance, deludente, che riflette un costante rallentamento e forse segna la fine del boom dello shopping online che ha caratterizzato il lockdown. Già nei tre mesi allo scorso 30 giugno, infatti, le vendite online di Amazon sono cresciute solo del 13% annuo, a 53,16 miliardi di dollari, contro i 57,35 miliardi del consensus di FactSet. Nei quattro precedenti trimestri la crescita era stata di almeno il 37% annuo.

Crollo al Nasdaq per Amazon. Sembra finito boom e-commerce

Certo non un bel modo di festeggiare l'entrata in servizio per il chief executive Andy Jassy, subentrato al fondatore Jeff Bezos proprio a inizio luglio, ma d'altronde il fatto che Jassy finora avesse guidato Amazon Web Services (Aws, la divisione dei servizi cloud), sempre più strategica per il colosso di Seattle, ricorda come ormai il business di Amazon non sia più solo quello del retail. E infatti le vendite di Aws sono rimbalzate del 37% annuo a 14,81 miliardi di dollari, contro i 14,28 miliardi stimati dagli analisti. L'utile operativo, che pesa per circa il 60% del totale del gruppo, è invece salito da 3,36 a 4,19 miliardi. Gli "altri" ricavi di Amazon, che come nota MarketWatch sono in gran parte quelli generati dall'advertising online, sono invece decollati dell'83% annuo a 7,92 miliardi, confermando la tendenza positiva per il comparto già evidenziata dalle trimestrali di Twitter, Alphabet (Google) e Facebook.

La crescita di Amazon nell'e-commerce rallenta al 27% annuo

Complessivamente il trimestre di Amazon è stato dunque di crescita. I profitti netti sono saliti da 5,24 miliardi, pari a 10,30 dollari per azione, a 7,78 miliardi, e 15,12 dollari, contro i 12,30 dollari del consensus di Refinitiv. I ricavi totali sono però aumentati "solo" del 27% annuo (solo, considerando che la media degli ultimi trimestri era stata superiore al 40% e nel precedente periodo il rialzo era stato del 41%) a 113,1 miliardi, contro i 115,2 miliardi stimati dagli analisti. Delusione ancora più pesante se si considera che per la prima volta in tre anni i ricavi di Amazon si sono rivelati inferiori alle attese di Wall Street. "Ci sono stati alcuni notevoli cambiamenti nel trimestre per quanto riguarda il nostro tasso di gestione delle entrate", ha dovuto ammettere il chief financial officer Brian Olsavsky.

Finito boom e-commerce Amazon punta su trasformazione digitale

Amazon ha previsto per il terzo trimestre ricavi compresi tra 106 e 112 miliardi e un utile operativo di 2,5-6 miliardi, contro il consensus di FactSet per 119 e 8,2 miliardi rispettivamente. Secondo Brian Yarbrough, analista di Edward Jones citato da Reuters, era impossibile che Amazon che mantenesse il ritmo di crescita vertiginoso dell'ultimo anno. "È ancora un'espansione fenomenale se si pensa alle dimensioni del business. Ovviamente la pandemia li ha aiutati, ma non saranno in grado di crescere così rapidamente oltre quei risultati", ha aggiunto. Per Brian White, analista di Monness Crespi White, Amazon rimane "in una posizione unica" per uscire dalla pandemia come uno dei maggiori beneficiari della tendenza alla trasformazione digitale. "Il percorso di crescita dell'azienda è molto interessante nell'e-commerce, con Aws, media digitali, pubblicità, Alexa e altro ancora", ha sottolineato White che ha un giudizio buy sul titolo.

(Raffaele Rovati)