Una tappa obbligatoria del nostro viaggio nel mondo della Cybersecurity riguarda lo smart working e la necessità di utilizzare una VPN per poter garantire la sicurezza informatica mentre si lavora da casa.

Cerchiamo dunque di capire insieme com’è possibile evitare o, almeno, ridurre al minimo i rischi legati alla necessità di lavorare da casa.

Analizzeremo insieme cos’è una VPN, come utilizzarla e per quale motivo te ne serve una se lavori in smart working!

Cybersecurity: la sicurezza delle VPN

Definiamo, per prima cosa, le VPN ed il loro funzionamento. 

VPN è un acronimo, che sta per Virtual Private Network: si tratta, in sostanza, di una rete privata virtuale, che consente agli utenti di utilizzare dispositivi con connessione Internet in totale anonimato e nel rispetto delle basilari regole della cybersecurity.

Le VPN hanno il potere di mascherare l’indirizzo IP, stabilendo una connessione crittografata che garantisca la privacy, anche nel momento in cui si effettui una connessione Internet utilizzando una rete pubblica o non protetta.

Generalmente, infatti, connettersi a reti Wi-Fi non protette potrebbe esporre a rischi notevoli: l’utilizzo di una VPN, invece, garantisce sicurezza e anonimato quando si naviga sul web.

Di solito, dunque, l’utilizzo di una VPN è consigliato se ci si connette ad Internet da reti pubbliche, cosa che potrebbe esporre l’utente ad attacchi informatici, furti di identità e intercettazioni varie da parte dei cybercriminali.

Cybersecurity in smart working: perché utilizzare una VPN

Ma l’utilizzo di una VPN non protegge soltanto in caso di connessioni da reti non sicure: è infatti necessario garantire la protezione della propria connessione anche quando si lavora in smart working.

L’anonimato garantito da una VPN è la base per proteggere il lavoro online, dalla corrispondenza via e-mail fino all’invio di dati aziendali.

Lavorare da remoto, infatti, predispone a dei rischi nella cybersecurity, in quanto la connessione da parte del lavoratore avviene tramite reti che, di certo, sono meno protette rispetto a quelle utilizzate in azienda.

L’utilizzo delle VPN, invece, protegge le preziose informazioni aziendali, in quanto l’accesso a tali informazioni e dati viene concesso solamente ai dispositivi autorizzati.

Come infatti leggiamo su un approfondimento a cura di Cybersecurity360

“In ambito prettamente aziendale, una VPN (…) permette di collegare tra loro, in maniera sicura, i siti della stessa azienda dislocati sul territorio”.

In questo modo, i lavoratori possono accedere in tutta sicurezza ai dati aziendali senza metterli a rischio e senza doversi necessariamente recare presso la sede fisica dell’azienda per cui lavorano.

Grazie all’utilizzo di una VPN, i dati vengono poi crittografati e, nel malaugurato caso in cui si dovesse divenire vittime di un attacco informatico, i cybercriminali non sarebbero comunque capaci di leggere ed utilizzare i dati aziendali.

Inoltre, dato che una VPN ha la capacità di nascondere gli indirizzi IP, il livello di protezione dagli attacchi che intendono minare la cybersecurity è davvero elevato.

VPN e cybersecurity: per quali dispositivi?

Una VPN può proteggere ogni tipologia di dispositivo dotato di connessione Internet: computer fissi, portatili, smartphone, tablet.

Come sappiamo, infatti, ogni tipo di device con connessione al web può diventare potenzialmente oggetto di attacco, ancor di più se si tratta di un dispositivo che si connette ad una rete non sicura o di un dispositivo che viene utilizzato per il passaggio di dati aziendali.

L’utilizzo delle VPN mette anche al sicuro da un grosso rischio: quello del furto di identità, che in ambito smart working può essere davvero pericoloso.

Non solo i cybercriminali potrebbero voler infatti mettere le proprie mani su dati aziendali e credenziali di accesso, ma potrebbero anche fare di peggio, ossia rubare l’identità ad uno dei lavoratori e mettere in atto degli attacchi informatici sfruttando l’identità del lavoratore stesso.

Come una VPN garantisce la cybersecurity?

Analizziamo adesso le modalità esatte e specifiche con cui una VPN garantisce la sicurezza informatica degli utenti che le utilizzano, in smart working ma anche in altre occasioni.

Infatti, ogni utente che utilizzi una rete WiFi pubblica dovrebbe aver cura della propria cybersecurity, e mettere i propri dati al sicuro impedendo a chiunque altro sia connesso sulla rete di carpire dati e azioni compiute su internet è fondamentale.

In questo, ci vengono in aiuto le VPN, che grazie alla crittografia mettono i dati al sicuro rendendoli illeggibili.

Altro punto fondamentale riguarda la cronologia dei siti internet visitati: senza una VPN, potrebbe essere possibile ai cybercriminali carpire la cronologia delle ricerche, semplicemente sfruttando l’indirizzo IP.

Mascherando l’IP, invece, la VPN metterà al sicuro le tue attività e le tue ricerche online, che non essendo più associate al tuo IP, non potranno essere ricondotte a te.

Cosa può nascondere una VPN? Ecco l’elenco delle informazioni 

Ci siamo concentrati, al paragrafo precedente, di capire come agisce una VPN: adesso ci occuperemo invece di analizzare con esattezza tutte le informazioni che una VPN può nascondere.

Innanzitutto, una VPN è in grado di nascondere l’indirizzo IP del dispositivo con cui un utente accede ad internet. Questo è un dato fondamentale, in quanto tramite l’indirizzo IP riporta al dispositivo in questione e, grazie ad esso, provider di servizi internet (ma, purtroppo, anche malfattori) possono accedere alle informazioni di navigazione e addirittura alla posizione del dispositivo stesso.

Grazie alla VPN l’indirizzo IP viene mascherato, utilizzando di fatto un indirizzo IP differente.

In questo modo, la privacy dell’utente è mantenuta al 100%, garantendo protezione sia sulla posizione del dispositivo stesso, sia sui dati di navigazione.

Altro dato che la VPN può tenere al sicuro è la cronologia di navigazione: come accennavamo al paragrafo precedente, le ricerche condotte grazie ad una VPN non potranno essere ricondotte all’utente stesso, in quanto verrà utilizzato un indirizzo IP differente.

Per dirlo in parole ancora più semplici, una VPN può proteggere la privacy di lavoratori e utenti privati impedendo al provider di effettuare dei monitoraggi sulle navigazioni degli utenti, nascondendo di fatto le informazioni di navigazione.

Cosa che rende ancora più difficile ai cybercriminali la racconta delle informazioni di navigazione dell’utente.

Questo potrebbe essere un dettaglio da non sottovalutare non solo in ambito smart working, ma anche privato: un utente potrebbe infatti aver bisogno di effettuare delle ricerche in anonimato, senza correre il rischio di essere poi bombardato di pubblicità inerenti sul proprio dispositivo. 

Ebbene, una VPN garantisce anche questa possibilità; né il browser, né il provider Internet, in sostanza, potranno tenere traccia delle ricerche effettuate.

VPS vs. navigazione privata: la navigazione in incognito non basta!

Infine, cercheremo in questo ultimo paragrafo dedicato alle VPN di rispondere ad una domanda che, molto probabilmente, tanti lettori si staranno facendo: non posso utilizzare la navigazione privata per lavorare in smart working?

Molti utenti, purtroppo, sono convinti che quella che Google Chrome chiama “Modalità di navigazione in incognito” basti a garantire la cybersecurity del dispositivo che utilizzano, sia per lavorare che per navigare durante il proprio tempo libero.

La maggior parte dei browser web, in effetti, possiede la funzionalità che permette di fruire della navigazione privata, la quale non salva la cronologia, i dati e i cookies.

Questo, tuttavia, non garantisce la sicurezza dei dati: non potremo, per esempio, essere sicuri che il passaggio di dati da un dispositivo ad un altro non divenga oggetto di sniffing (ossia l’intercettazione di dati da parte di soggetti terzi).

La navigazione privata, è vero, non consente il salvataggio delle informazioni di navigazione, ma questo non significa né che il provider Internet non riesca a ottenere questi dati (e a salvarli), né che eventuali terze parti riescano a rilevare i dati di navigazione di utenti e lavoratori.

Dunque, lo chiariamo senza alcun dubbio: la navigazione privata o in incognito non protegge assolutamente da malware, software malevoli di qualsiasi natura o da attacchi da parte dei cybercriminali.

Questa informazione dovrebbe essere chiara per tutti, in particolar modo per coloro che lavorano da casa: lavorare in smart working utilizzando la navigazione privata del proprio browser non protegge affatto dai criminali.

Basti pensare che, quando un utente naviga attraverso l’utilizzo della navigazione in incognito, anche i proprietari dei siti web che visite possono ottenere informazioni sull'utente, sul suo indirizzo IP e sul modello del dispositivo che sta utilizzando.

Vuoi dunque che un abile hacker non riesca a sottrare le informazioni relative ai tuoi dati di navigazione, soltanto perché utilizzi la connessione privata?

Purtroppo, non è così: l’unico modo grazie al quale potrai rendere sicuro il tuo smart working e, più in generale, la tua connessione è utilizzare una buona VPN.