Apple ha comunicato che investirà 1 miliardo di euro nei prossimi tre anni per fare dell'engineering hub di Monaco di Baviera, già maggiore centro di ricerca e sviluppo di Cupertino nel Vecchio Continente (in cui si lavora a chip e software per i terminali mobili di domani), il più grande in Europa. L'obiettivo è quello di surclassare i centri di Arm a Cambridge e di Nxp Semiconductors a Eindhoven. "Non potrei essere più entusiasta di tutto ciò che i nostri team di ingegneri di Monaco scopriranno, dall'esplorazione delle nuove frontiere del 5G, a una nuova generazione di tecnologie che portino potenza, velocità e connettività nel mondo", ha dichiarato Tim Cook, chief executive di Apple.

Più chip per Bruxelles con Digital Compass. Apple accetta la sfida

L'annuncio di Apple arriva all'indomani della presentazione di Digital Compass, il programma della Commissione europea per "una trasformazione digitale di successo dell'Europa entro il 2030". Tra gli obiettivi di Bruxelles c'è anche che entro il 2030 almeno il 20% della produzione globale di semiconduttori sia in Europa. Target che, ovviamente, è anche diretta conseguenza della crisi dei chip (la penuria di semiconduttori legata anche al boom di domanda di elettronica innescato dalla pandemia di coronavirus) che ha colpito duramente soprattutto l'industria dell'automotive. Molti altri però gli obiettivi di Digital Compass 2030: almeno l'80% della popolazione Ue con competenze digitali base, il 75% delle aziende che utilizzino cloud (ma anche big data e intelligenza artificiale), l'intero continente coperto dal 5G (e che per tutti gli europei la banda larga si misuri in gigabit e non più in megabit). “L'Europa ha l'opportunità della vita di ricostruirsi in meglio", ha dichiarato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. "La pandemia ha reso evidente quanto tecnologie e competenze digitali siano cruciali per lavorare e studiare e dove dobbiamo migliorare", ha aggiunto.

Intanto Cupertino taglia del 20% la produzione degli iPhone

Apple, intanto, ha i suoi problemi da risolvere. Secondo fonti citate da Nikkei Asia, infatti, Apple ha tagliato del 20% la produzione di iPhone per il primo semestre. Gran parte della sforbiciata, però, riguarda il modello Mini della serie dell'iPhone 12 (il più economico, visto che parte in Italia da 839 euro contro i 1.289 euro del Pro Max). Il che significa che i consumatori nell'acquisto di un iPhone privilegiano la performance e non la convenienza. Cupertino avrebbe rivisto da 96 a 75 milioni la stima di unità prodotte nei sei mesi. Il target sull'intero esercizio rimane di 230 milioni di iPhone. Dan Ives, analista di Wedbush citato da MarketWatch, è però ancora sicuro che Apple chiuderà il 2021 con oltre 250 milioni di smartphone prodotti. E Ives ha confermato il suo giudizio outperform e il target di 175 dollari per il titolo (Apple ha chiuso in declino dello 0,91% al Nasdaq mercoledì, a 119,98 dollari).

(Raffaele Rovati)