Se in occasione degli ultimi dati trimestrali, pubblicati lo scorso mese, The Walt Disney Company aveva dichiarato di non avere paura della Delta, alla fine il colosso dell'entertainment di Burbank deve fare i conti con la variante più contagiosa di Covid-19. In realtà il riferimento di Disney alla Delta era sul possibile impatto per il business dei parchi a tema. Oggi, però, l'effetto della pandemia torna a essere molto negativo dal punto di vista delle produzioni cinetelevisive e visto che Disney ha scommesso forte sullo streaming la notizia non può essere buona.

Disney non teme la Delta ma la Delta è un freno per Disney+

Come già evidenziato in precedenza anche dal riferimento del settore Netflix, il rallentamento della crescita degli abbonamenti continua. Rallentamento, però, che non è tanto dovuto al ritorno verso una normalità dei consumatori (e quindi a una minore dipendenza dal cosiddetto binge watching) quanto piuttosto alla necessità di avere sempre contenuti nuovi per attrarre, e mantenere, abbonati. L'ultimo trimestre di Disney, quello chiuso a inizio luglio, poteva contare sul debutto della serie dedicata al personaggio di Loki ma nel periodo attuale non sono previste uscite di nuovi contenuti legati ai supereroi della Marvel, che sono una delle principali attrattive per Disney+, la piattaforma di streaming del gruppo californiano.

La Delta mette il freno alle produzioni cinetelevisive di Disney

"Il nostro gruppo televisivo ha centinaia di nuovi programmi in produzione ma la ripresa del Covid-19 con la Delta ha avuto un impatto su alcune delle nostre produzioni tanto da avere un quarto trimestre più leggero in termini di prodotto di quanto ci saremmo aspettati", ha dichairato il chief executive Bob Chapek martedì, nel corso della Goldman Sachs Communacopia Conference. Il primo effetto delle parole di Chapek è stato un crollo del 4,11% per il titolo Disney martedì al Nyse, nella peggiore performance del Dow Jones Industrial Average (e la terza più negativa nell'S&P 500).

Disney crolla a Wall Street. Perde terreno anche Discovery

Netto declino anche per Discovery Communications, crollata del 3,31% al Nasdaq. Anche David Zaslav, chief executive della capogruppo di Eurosport, è intervenuto alla conferenza di Goldman Sachs. E anche lui ha dovuto confrontarsi con uno scenario complesso per il settore dello streaming. Se la strategia di Disney+ (e di Netflix) appare però già tracciata, nel bene e nel male, quella di Discovery presenta ancora grossi punti interrogativi, visto che è in corso la fusione con WarnerMedia. Fusione per Discovery+ e Hbo Max nello streaming (ma l'operazione annunciata in maggio riguarda ovviamente anche le attività su satellite e cavo). “La stiamo modulando. Stiamo attenti. Abbiamo molti abbonati. Warner ha molti abbonati, vogliamo essere premurosi. Non vogliamo ci sia confusione", ha sottolineato Zaslav. Confusione che però, a oggi, a Wall Street si sente tutta. (Raffaele Rovati)