Il percorso di digital marketing è definito da alcuni passaggi. Sembrerebbe scontato ma è importante sottolineare che non esiste una sola strategia da seguire. Tra l’altro, qualsiasi attività non produrrebbe risultati se non ci fossero due requisiti fondamentali come il posizionamento e l’ottimizzazione delle varie piattaforme, sui motori di ricerca.

Il digital marketing, tra l’altro, ha dato modo alla nascita di nuove figure professionali che circa 20 anni fa erano impensabili, tra queste abbiamo il SMM (Social Media Manager) che è in grado di pianificare e scegliere le strategie più giuste per ottimizzare i social network. Per questo motivo è doveroso riportare la definizione pubblicata su italiaonline.it sul lavoro svolto dagli esperti di social media marketing:

“Il Social Media Manager è una figura indispensabile nel mondo delle aziende, in quanto si occupa di lead generation e di engagement dei clienti. L’obiettivo è rafforzare la brand awareness con un’adeguata gestione delle piattaforme social”.

L’era del digitale, inoltre, ha favorito anche la nascita di nuove tecniche e discipline legate in modo specifico al marketing. Difatti, anche i grandi produttori del settore con il passare del tempo ne hanno compreso le potenzialità donandoci molta attenzione e affidando il lavoro a più team con particolare riguardo al digital marketing. Le funzioni svolte dagli esperti sono un continuo incrocio di dati e informazioni, che danno origine a precisi risultati.

Il mondo del web ci ha abituato a prendere confidenza con termini come SEO, SEA, SEM che concernono, dunque, alle azioni di ottimizzazione delle piattaforme ma la diversificazione del digital marketing non si esaurisce in questi concetti.

Attualmente, un ruolo centrale nelle strategie di digital marketing lo hanno i social media. Quando parliamo di SEO, SMM facciamo sicuramente riferimento al lavoro di social media marketing ma l’obiettivo principale non deve ridursi al solo miglioramento e ottimizzazione dei motori di ricerca e dei siti web per aumentarne l’indicizzazione e risultare tra i primi risultati di Google.

Infatti è sempre più evidente che non basta soltanto l’intervento della SEO: si fa necessaria l’esigenza di apportare un perfezionamento di tutti i canali social aziendali, perché dipende anche da essi il business delle società. Per questo motivo la SEO ha bisogno di essere accompagnata dalla SMO (Social Media Optimization). Ma cos’è? Come si identifica? 

Digital marketing: cos’è la Social Media Optimization 

Per capire cos’è la SMO, detta anche Social Media Optimization, è fondamentale sottolineare che con la sigla SMO vanno incluse tutte quelle strategie ed attività che hanno il presupposto di favorire tanto la visibilità che la fidelizzazione del target. I clienti sono la forza motrice del fenomeno perché senza loro non avrebbero senso le dinamiche di ottimizzazione dei social. È chiaro che le tecniche di social marketing che da qui a breve andremo ad analizzare riescono a condizionare l’andamento dei motori di ricerca, mostrando ciò che il pubblico desidera. 

La Social media optimization è riconosciuta dagli esperti di digitale come un’estensione della famigerata social media marketing (SMM) perché riesce a creare e stabilire un’interazione continua tra i tanti contenuti delle diverse piattaforme. Dunque, che si tratti della pagina di un blog, di un sitoweb o canale social le parole d’ordine dovranno necessariamente essere: pianificazione, implementazione e strategia, per ottenere un’ottima brand awareness.

Ricordiamo che la riconoscibilità del brand nel consumatore avviene soprattutto grazie alle fasi di funnel marketing. Come possiamo leggere sulla pagine di Wikipedia la SMO:

“È un processo strategico in cui si generano contenuti originali online finalizzati a motivare un pubblico ad interagire con un particolare sito web […] pensati e creati in vario formato, una volta pubblicati in un canale social”.

Solitamente, la Social media Optimization lavora in coordinazione con la Search engine Optimization (ossia la SEO) ed entrambe agiscono sull’ottimizzazione dei contenuti per mostrarli a quanti più utenti. Si potrebbe considerare la Social media Optimization come la soluzione a quei limiti che da sola la SEO non può appianare. In questo contesto è bene dire che i social oggi hanno una duplice aspetto: 

  • luogo per effettuare delle sponsorizzazioni tramite le pubblicazioni 
  • luogo per raggruppare le informazioni ed elaborare strategie future. 

I social media inizialmente avevano soltanto uno scopo relazionale ma oggi sono importanti per la crescita di qualunque business e brand. Oggi, più di 2,2 milioni di italiani trascorrono anche più di un’ora della loro giornata connessi sui social media.

La Social Media Optimization, abbreviata con il termine SMO, si occupa quindi di ottenere il massimo da piattaforme social come Facebook, Instagram, Linkedin, Twitter e via dicendo. Con la SMO lo scopo è quello di diffondere il più possibile i contenuti e indurre gli utenti ad aumentare la fidelizzazione e visibilità attraverso tecniche lontane dal marketing “tradizionale”.

Digital marketing: SEO e SMO e il lavoro in simbiosi

Prima di conoscere quali sono in concreto i passi da svolgere per poter fare del Social media Optimization è importante soffermarci sul legame esistente tra SEO e SMO, di cui abbiamo già accennato qualcosa in questo articolo. Nel digital marketing, da moltissimo tempo la SEO (Search Engine Optimization) e la SMO (Social media Optimization) lavorano in stretta correlazione perché, ricordiamo che, se nel primo caso ci si occupa di editare contenuti per realizzare un migliore posizionamento con la seconda si vuole offrire una prestazione ottimizzata dei canali social cercando di orientare il pubblico sulle piattaforme.

Di preciso, la SMO (Social media Optimization) può scovare in rete dei nuovi probabili clienti facendo leva anche sul SMC ossia il Social Media Content, che focalizza le sue energie espressamente sui contenuti persuasivi. Il potere del contenuto non va mai sottovalutato perché su di esso poggiano le strategie di digital marketing e già verso la fine degli anni ’90, il fondatore del colosso Microsoft, Bill Gates, ne parlò e oggi noi ne riportiamo la sua più famosa espressione: “Content is the King”.

A tal proposito, si riconferma la finalità commerciale di tutto quello che viene pubblicato in rete. In sostanza, ciò che ha anticipato - quello che oggi possiamo considerare tra gli uomini più ricchi al mondo - è l’intenzione di rafforzare l’impatto comunicativo sia da un punto di vista online e offline perché determina l’identità di un’azienda. I social, in effetti, sono una forte risorsa per reperire informazioni e se usati con consapevolezza possono offrire molta visibilità all’azienda, qualsiasi essa sia.

Il tempo trascorso utilizzando i social media non deve andare perso, per questo è fondamentale stimolare la curiosità degli utenti, stabilendo con loro un feeling (o rapporto di fiducia). Sui social ci sono sempre più spazi dediti all’acquisto, prima invece l’approccio avveniva su specifici siti di shop-online, mentre ora si possono comparare il tipo di offerta per lo stesso bene/servizio e valutare nel dettaglio tutte le caratteristiche dei prodotti. 

In definitiva, la SEO e la SMO sono due tecniche fondamentali del digital marketing, impossibili da escludere, per realizzare un’efficace strategia. Difatti, entrambe perseguono un obiettivo comune, quello di perfezionare tutti gli aspetti della presenza online. Conosciamo già le funzioni della SEO ma quali sono quella della SMO? Tra le attività di Social media Optimization si può:

  • Canalizzare traffico sui social
  • Accrescere la reputazione online
  • Creare un tratto distintivo che produce riconoscibilità
  • Rafforzare e stimolare i dialoghi con gli utenti.

Per questo motivo, i limiti d’azione tra SEO e SMO non sono invalicabili e soltanto con una collaborazione continua si potranno ottenere importanti risultati di digital marketing. 

Digital marketing: cosa fa il social media optimizer? 

Il lavoro del Social media Optimizer non si limita alla semplice divulgazione di contenuti sui social ma s’intende anche ad una sorta di pubblicità di essi, sfruttando degli spazi specifici con lo scopo di portare a risultati tangibili, sotto continuo monitoraggio. In sostanza, possiamo dire che il ruolo svolto dall’esperto di ottimizzazione dei social è al pari del “performer”: perché modifica e riadatta il contenuto per renderlo quanto più vicino ai desideri degli utenti.

La curiosità delle persone online deve essere infatti stuzzicata per far sì che aumenti il flusso di utenti sui canali social. La SMO è in grado di acquisire e aggregare quelli che saranno i nuovi clienti, non dimenticando quelli già consolidati. Ma quali sono gli obiettivi che un bravo Social media Optmizer deve raggiungere? Innanzitutto, un social media optimizer propone nei suoi contenuti l’originalità, in modo da motivare gli utenti a visitare determinate piattaforme in rete.

In primo luogo, è chiaro che se non si conoscono in modo approfondito tutte le funzionalità dei social è anche difficile compiere un lavoro di perfezionamento. Difatti, ogni social può avere dei propri “segretucci” o stratagemmi per realizzare una strategia di digital marketing ma anche la comunicazione deve adattarsi come una seconda pelle sulle diverse piattaforme. Per ottimizzare i contenuti non basta realizzarne un concept corretto ma è necessario fare attenzione anche alla “sostanza”, che si tratti di un articolo, video o immagini scattate.

Tra gli elementi da non dimenticare ci sono ad esempio gli hashtag, le keyword, le descrizioni e tanto altro ancora… Ma con quali azioni si possono raggiungere tali obiettivi? Un Social media optimizer mira a: 

1. Canalizzare il traffico sui social: richiede una competenza del SMO di avere un occhio sempre attento alle tendenze di digital marketing così da far approdare sui social gli utenti che rientrano nel target. 

2. Accrescere la reputazione online: avere una presenza del web non è sufficiente! È fondamentale che l’identità dell’azienda sia ben chiara e appoggiata dai clienti che incidono, con i loro gusti, molto sul posizionamento in serp.

3. Creare un tratto distintivo che produce riconoscibilità: in rete ci sono una miriade di siti e blog ma come fare a primeggiare nella memoria degli utenti? Saper inculcare i valori tipici della brand identity di una società è un lavoro da fare tanto online che offline, creando un piano di comunicazione condivisibile con il proprio pubblico. 

4. Rafforzare e stimolare i dialoghi con gli utenti: l’aspetto del gradimento da parte dei clienti è diventato centrale perché va ad alimentare il rapporto di fidelizzazione con la marca per questo è importante dialogarci. 

In altre parole, il Social Media Optimizer per generare traffico sa che non c’è un’unica modalità d’azione. Conosce il ventaglio di possibilità che offrono i social media e li utilizza correttamente, pianificando tutti gli elementi della strategia. Nel digital marketing è bene ricordare ancora una volta che ogni social segue le sue precise regole che non sono simili ad altre per questo va analizzato anche il tone of voice da includere.

Ogni piattaforma mediale accoglie un preciso contenuto! Quello che si potrebbe pubblicare su Twitter non è detto che vada bene e produca effetti positivi su Instagram e così va. Vediamo nel dettaglio la differenza tra i social più in uso. 

Digital marketing: quali social utilizzare per la social media optimization

Con la Social media Optimization il principio indiscusso è che ogni canale social deve svolgere la sua parte per il raggiungimento degli affari aziendali. Per un’azienda è molto importante mostrare in modo vantaggioso l’offerta relativo ad un servizio o prodotto, ma come fare? Certamente il sito web è di grande aiuto ma da solo non può essere sufficiente: qui entrano in gioco anche gli altri social a sostengo delle strategie di digital marketing.

Facebook, Instagram, Twitter e LinkedIn sono i social media a cui fanno riferimento gli esperti per elaborare un piano marketing. Non esistono vere e proprie regole ma nella gestione delle piattaforme si sono diffuse alcune “pratiche” non scritte che producono un vantaggio rispetto al cross-posting su tutti i social, che consiste nel postare lo stesso articolo o foto.

Avere dimestichezza con i dispositivi di network significa conoscere quelli che sono i principi cardini per pubblicare, studiando anche i momenti migliori per immettere sulle varie pagine i post. Per questa ragione vale la pena fare un breve excursus che differenzi i social per come sono stati realizzati e concepiti.

• Facebook: è il social media che ha portato al successo il giovane Mark Zuckerberg, collocandolo nell’olimpo degli imprenditori. La piattaforma anche se ha una sezione per il marketing (Facebook Business) è principalmente praticato per mantenere rapporti interpersonali e passare del tempo con leggerezza. L’introduzione dei meta Tag open graph, sono la chiave di svolta per pubblicare correttamente il contenuto in pagina. I tempi per raggiungere maggiormente il target variano a seconda delle pagine, ma in generale il picco di utente c’è dalle 13 alle 16.

• Twitter: ha acquisito negli anni una notevole importanza. Sono iscritti non solo persone comuni ma soprattutto personaggi che hanno un ruolo pubblico rilevante come i politici, i giornalisti, gli imprenditori che diffondono tramite hashtag e menzioni le proprie opinioni. Twitter è quindi il luogo più adatto per esprimersi anche su questioni di un certo spessore. L’hashtag riesce ad arrivare a tutti gli utenti che lo utilizzano nei propri stati. Gli orari adatti per la condivisione sono quelli che vanno riempire i vuoti della giornata, come accade nel pomeriggio.

• LinkedIn: è la piattaforma che permette alle persone di trovare l’offerta di lavoro che più rispecchia le singolari esigenze. LinkedIn mette in contatto i lavoratori con le aziende, grazie alla realizzazione di pagine profilo. Su LinkedIn, quindi, ci sono outsider di tutti i settori e per condividere il proprio contenuto ci sono vari orari. Sicuramente la mattina c’è maggior possibilità che ci siano più utenti online. 

• Instagram: mira alla pubblicazione di foto e video sotto varie forme (reel, storie etc). Il digital marketing ha modificato totalmente le caratteristiche di Instagram perché oggigiorno è un perno fondamentale per le campagne di business e advertising. Le grandi aziende hanno realizzato un profilo e le sponsorizzazioni avvengono con contenuti proposti dagli influencer. Anche qui ci sono gli hashtag. L’orario giusto per la pubblicazione è sempre più personale.

In conclusione, il fine ultimo della SMO è quello di ritagliarsi uno spazio sulle piattaforme social per pubblicizzare i propri contenuti e battere così la concorrenza.