Jack Dorsey lascia la guida di Twitter. L'annuncio prende di sorpresa Wall Street e lo si capisce dalla reazione contrastata del titolo. Twitter aveva infatti toccato un rimbalzo dell'11% quando le indiscrezioni sul possibile cambio al vertice avevano iniziato a circolare. Il titolo è stato quindi sospeso dalle contrattazioni e, dopo la comunicazione ufficiale, ha chiuso con un declino del 2,74% lunedì al Nyse, in una seduta di recupero per i mercati Usa dal sell-off causato dall'emergere della variante Omicron del Covid-19. Dorsey (che aveva fondato Twitter nel 2006, quando era studente della New York University) lascia la società dopo averne cambiato significativamente il business nell'ultimo anno. Non abbastanza però visto che per gli analisti non ha risolto i dubbi sulle prospettive di crescita.

Il fondatore Dorsey lascia Twitter. Contrastata la reazione del Nyse

Dorsey cede la guida a Parag Agrawal. Indiano di Mumbai, Agrawal era entrato in Twitter nel 2011, diventandone chief technology officer nel 2017. La scelta ricorda quella fatta da Microsoft, quando nel 2014 la carica di chief executive era passata da Steve Ballmer a Satya Nadella. "La mia fiducia in Parag come chief executive di Twitter è profonda. Il suo lavoro negli ultimi dieci anni è stato trasformativo. Sono profondamente grato per la sua abilità, il suo cuore, la sua anima. È il suo momento di guidare", ha dichiarato Dorsey. "Ho deciso di lasciare Twitter perché credo che l'azienda sia pronta per andare oltre i suoi fondatori", ha aggiunto.

Jack Dorsey lascia dopo avere cambiato Twitter ma non abbastanza

Effettivamente Dorsey nell'ultimo anno ha cambiato significativamente il business di Twitter, cercando di distanziarlo dagli altri social network e proponendo strategie alternative per produrre ricavi (dai Superfollower fino a Tips). Strategie che hanno fornito le prime indicazioni positive ma che devono confrontarsi con i risultati nel lungo periodo, soprattutto in una fase di rivoluzione per il settore, dall'Admageddon di Apple al metaverso di Facebook (Meta Platforms). Da inizio anno il titolo Twitter ha perso circa il 16% contro il guadagno di quasi il 26% dell'S&P 500.

Agrawal e Taylor riusciranno a convincere su prospettive di Twitter?

Non solo. Da quando Dorsey è tornato in Twitter (aveva riassunto la carica di chief executive nel luglio 2015, dopo averla lasciata nell'ottobre 2008), il titolo si è apprezzato di circa il 28% contro il rimbalzo di quasi il 120% dell'S&P 500. E il suo secondo mandato è stato caratterizzato da molte controversie. Nel frattempo aveva fondato Square (di cui rimane chief executive) e mentre amministratava Twitter aveva espresso l'intenzione di trascorrere almeno la metà dell'anno in Africa esplorando opportunità nelle criptovalute. Stile un po' troppo "rilassato" che era stato combattuto in particolare dall'investitore attivista Elliott Management, con cui però alla fine era stato trovato un accordo. Meriti Dorsey ne ha avuti ma Twitter ha ancora potenziali inespressi che Wall Street spera siano sfruttati a pieno da Agrawal e dal nuovo president Bret Taylor, che vanta un curriculum di tutto rispetto (è passato da essere co-creatore di Google Maps alle cariche di president e chief product officer di Salesforce.com). (Raffaele Rovati)