La decisione non è ancora ufficiale ma il dado è tratto. La rivoluzione imposta dalla pandemia di coronavirus al modo di lavorare ha lasciato il segno e c'è chi non pensa a tornare indietro. Si tratta niente meno di Ubs che, secondo un'analisi interna, ha valutato che circa due terzi dei 72.000 dipendenti nel mondo sono in ruoli che permettono la combinazione di lavoro in ufficio e da remoto. Lo smart working, o lavoro ibrido, in Ubs c'è e rimarrà anche finita l'emergenza Covid-19. Ubs non è l'unica (anche il colosso britannico Hsbc Holdings si sta muovendo in questa direzione) ma diversi big di Wall Street hanno espresso opinioni del tutto opposte.

Due terzi dei lavoratori di Ubs saranno in smart working

"Siamo impegnati a offrire ai nostri dipendenti la flessibilità del lavoro ibrido (un mix di lavoro dall'ufficio e da casa) dove ruolo, compiti e posizione lo consentono”, ha dichiarato alla Cnbc un portavoce di Ubs. “Le opzioni di lavoro ibrido saranno introdotte Paese per Paese, con tempistiche dipendenti dalla situazione pandemica locale”, ha sottolineato l'istituto elvetico, che a oggi non ha ancora fissato una data per il rientro dei dipendenti in ufficio. A essere esclusi dalla flessibilità dovrebbero essere esclusivamente i ruoli che richiedono maggiore presenza in ufficio, come quelli in posizioni di supervisione o in ruoli commerciali e di filiale.

"Il lavoro ibrido rappresenta il più grande cambiamento nel modo in cui lavoriamo in una generazione. E richiederà un nuovo modello operativo", Satya Nadella, chief executive di Microsoft.

Ubs a favore. Per Goldman smart working aberrazione

Nei mesi scorsi i più strenui oppositori di questa rivoluzione erano stati Goldman Sachs e Jp Morgan Chase & Co. In febbraio David Solomon, chief executive di Goldman, aveva definito il telelavoro una "aberrazione". In Jp Morgan a luglio il 50% dei dipendenti sarà in ufficio a rotazione in Usa e secondo il numero uno Jamie Dimon "tra settembre e ottobre sarà tutto come prima". Anche James Gorman, chief executive di Morgan Stanley, si è unito al coro. "Se puoi andare in un ristorante a New York, puoi andare anche in ufficio e lì ti vogliamo", ha detto secondo quanto riporta la Cnbc.

Intanto lo smart working rivoluziona gli spazi negli uffici

Eppure la rivoluzione è in atto. Non solo nel settore bancario e quanto meno costringe molte aziende a rivedere la loro idea di ufficio. Secondo quanto riporta Ap, infatti, molte aziende stanno apportando modifiche ai propri uffici per aiutare i dipendenti a sentirsi più sicuri quando torneranno al lavoro. Corridoi e atrii più ampii, migliori sistemi di circolazione dell'aria, scrivanie più lontane tra loro. In alcuni casi le scrivanie finiscono invece proprio in discarica e aumentano le sale riunioni, per accogliere i dipendenti che fanno sempre più ricorso allo smart working. Steelcase, produttore di mobili per ufficio del Michigan, spiega che una sua ricerca ha evidenziato che circa della metà delle aziende a livello globale prevede importanti riprogettazioni dei propri uffici quest'anno.

(Raffaele Rovati)