Ottime notizie sul fronte della guerra al Covid-19 in arrivo da Johnson & Johnson (J&J). Il vaccino del colosso del New Jersey, sviluppato dalla sussidiaria belga Janssen Pharmaceutica, in uno studio condotto su oltre 44.000 persone ha prevenuto il 66% di casi da moderati a gravi di Covid-19, l'85% delle infezioni gravi e il 100% di ricoveri e di decessi. Lo ha comunicato la stessa J&J che finora, nonostante qualche incidente di percorso, ha rispettato la tabella di marcia. A inizio anno aveva infatti anticipato che per fine gennaio avrebbe pubblicato i risultati dei test condotti sul vaccino. A questo punto già per prossima settimana potrebbe essere presentata presso la U.S. Food and Drug Administration (Fda) la richiesta per l'Emergency Use Authorization (Eua, autorizzazione per uso d'emergenza).

Il vaccino di J&J può essere conservato tre mesi in frigorifero

Sono passati quasi tre mesi dall'annuncio di Pfizer e della partner tedesca BioNTech, il cui vaccino da fine dicembre ha iniziato a essere inoculato sulle prime persone in tutto il mondo, ma Johnson & Johnson potrebbe recuperare in fretta il ritardo. Il suo trattamento, come quello di AstraZeneca e University of Oxford, è infatti basato su tecnologia a vettore virale che, a differenza di quelli di Pfizer-BioNTech e Moderna (che utilizzano invece l'Rna messaggero), permette una conservazione più agevole. Nessuna catena del freddo rispetto a vaccini che devono rimanere a temperature di decine di gradi sotto lo zero: il medicinale di J&J può essere conservato in un normale frigorifero e rimanere stabile per almeno tre mesi. Non solo. Il vaccino di J&J non richiede una prima iniezione e un successivo richiamo. È sufficiente una singola dose per l'immunizzazione.

Una singola dose protegge completamente dal Covid-19

"Una singola dose che può essere somministrata facilmente, protegge completamente da ciò che temiamo. Cambierà la natura della malattia", c'è molto ottimismo nella parole di Mathai Mammen, a capo di ricerca e sviluppo a livello globale per Janssen. Mammen ha sottolineato che, come le rivali Pfizer e Moderna, anche J&J sta già lavorando alle nuove generazioni del vaccino studiate specificatamente per le nuove varianti del Covid-19. "Stiamo già testando e creando vaccini in grado di rispondere velocemente al ceppo sudafricano”, ha aggiunto. Come anticipato nei giorni scorsi dal chief financial officer Joseph Wolk, J&J punta ad avere un totale di sette stabilimenti in attività entro la fine del secondo trimestre. E l'obiettivo è arrivare a 1 miliardo di dosi prodotte entro la fine del 2021.

(Raffaele Rovati)