Le aziende che hanno bisogno di raccogliere capitale dispongono, oggi, di diverse opzioni tra cui scegliere, ma non c'è dubbio che raccogliere fondi resti un’attività difficile e sicuramente non “immediata”.

Presentare il progetto ad amici e familiari, fare leva sul passaparola per riuscire a vendere un prodotto prima che esista e attirare l’attenzione di un Venture Capitalist (VC) non è per nulla facile. Ecco perché nella maggior parte dei casi, gli imprenditori finiscono col rivolgersi a fonti esterne di capitale per ottenere quella spinta sufficiente a creare un'attività redditizia, e da dove proviene quel capitale e in quali termini sono questioni che devono essere valutate attentamente prima di prendere una decisione.

Fortunatamente, tra le opzioni diffusesi negli ultimi anni di accesso al capitale rientra il cosiddetto “equity crowdfunding”.Con “equity crowdfunding” si intende un particolare modello di finanziamento che permette la raccolta di capitale online da parte di più investitori.

Questi, in base - o meglio, in proporzione - alle proprie quote di investimento, entrano in possesso di partecipazioni nel capitale sociale della società offerente, ottenendo determinati diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dall’investimento stesso. 

In Italia, l’equity crowdfunding è stato introdotto dal decreto legge n. 179/2021 (“Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”) e convertito nella legge 17 dicembre 2012, n. 221. Col tempo, si è passati dal limitare l’opportunità di raccogliere capitale online alle sole startup innovative all’apertura a diverse tipologie di società, come le PMI (Piccola Media Impresa, ovvero un’impresa che conta meno di duecentocinquanta impiegati, che non è quotata su un mercato regolamentato, che non fatturi più di cinquanta milioni di euro all’anno e il cui totale di bilancio annuo non superi i quarantatré milioni di euro). 

Questo modello di finanziamento, infatti, rappresenta un importante, importantissimo strumento grazie al quale sostenere le fasi cruciali del business di startup e PMI italiane.

I portali di “equity crowdfunding”, dunque, altro non sono che piattaforme accertate e controllate dalla Consob (l’Autorità italiana per la vigilanza dei mercati finanziari) attraverso le quali è possibile raccogliere capitale di rischio online. 

Queste piattaforme fungono da intermediari tra “Offerenti” e “Investitori”, permettendo ai primi di pubblicare le offerte e ai secondi di effettuare l’investimento, mettendo a disposizione tutte le informazioni necessarie per operare in sicurezza e nel rispetto della normativa vigente. 

Ora, di portali di equity crowdfunding ne esistono a bizzeffe. Esempi sono “We Are Starting”, “Stars Up”, “Mamacrowd”, “Crowdfundme” e “BacktoWork”. Tutte queste piattaforme sono regolarmente vigilate dalla Consob e permettono di investire in modo semplice, veloce, sicuro e trasparente in alcune delle migliori startup italiane del momento. 

In questo articolo, dunque, abbiamo raccolto alcune delle idee più interessanti e di maggior successo in cui varrebbe la pena pensare di investire, qualora abbiate le risorse - non solo economiche - per farlo, considerandone il rischio. 

Startup italiane su cui investire, B-Selfie

Cinque anni fa, B-Selfie ha rivoluzionato il mondo della bellezza e della cosmetica lanciando il primo filler fai-da-te che si applica come un cerotto, il “Self beauty filler B-Selfie”. 

Si tratta di un filler, appunto, di acido ialuronico e EGF cristallizzati in microaghi stampati su un supporto idrocollide - un cerotto, appunto - e che riescono a penetrare in epidermide con una semplice pressione delle dita. Così facendo, il filler fai-da-te della società bergamasca garantisce il riempimento protesico delle rughe senza provocare dolore né sanguinamento. 

Per capirne il successo, diamo un’occhiata ai numeri che B-Selfie è riuscita a raggiungere in soli quattro anni dal lancio, e che comprendono una almeno trecentomila clienti consumer che hanno provato i diciassette prodotti beauty lanciati dal marchio, dei quali il solo “Self beauty filler”ha registrato oltre duecentocinquanta mila pezzi venduti. 

Su “We Are Starting”, B-Selfie conta diciannove investitori, oltre duecentosessanta mila euro raccolti su un target massimo di due milioni e chiede un investimento minimo di centocinquanta euro. 

Startup italiane su cui investire, Pradella Sistemi

Pradella Sistemi si pone come punto di riferimento per la costruzione delle “isole digitali”, ovvero quegli spazi urbani di condivisione in cui la digitalizzazione ha preso ormai il sopravvento, fatti di totem interattivi, colonnine di ricarica, punti di accesso alle Reti Wi-Fi, servizi di sharing e panchine più evolute.

I prodotti Pradella Sistemi si caratterizzano per il design semplice, lineare, robusto e resistente capaci di inserirsi armonicamente in diversi contesti urbani, come sentieri di montagna, rifugi, parchi divertimento, stazioni ferroviarie, porti, aeroporti e nei centri delle città. Questi comprendono defibrillatori DAE, punti di ricarica per smartphone e altri dispositivi elettronici di piccole dimensioni, nonché di mezzi elettrici leggeri come monopattini, scooter e biciclette; ma anche servizi e strutture di illuminazione intelligente, di riposo (come le panchine) e di informazione (totem interattivi).

Negli ultimi mesi, Pradella Sistemi conta oltre trecentocinquanta installazioni in Italia e nel solo gennaio di quest’anno ha generare oltre centoventi mila euro di ordini. 

Su “We Are Starting”, Pradella Sistemi conta quattordici investitori, sessantamila euro raccolti su un target massimo di trecentomila euro e chiede un investimento minimo di trecento euro. 

Startup italiane su cui investire, BookYourBeach

Sicurezza, prima di tutto. Soprattutto in tempi di pandemia, soprattutto in spiaggia, luogo che tende facilmente e velocemente ad affollarsi e in cui potrebbe diventare piuttosto difficile garantire un adeguato distanziamento e il rispetto delle misure anti-contagio. 

BookYourBeach è una piattaforma di prenotazione e di gestione delle prenotazioni online di stabilimenti balneari, che da un lato permette agli utenti di cercare e di prenotare il proprio stabilimento preferito, e dall’altra offre un pratico strumento di gestione e di promozione della struttura. Nella sola estate dello scorso anno, il servizio ha registrato una crescita pari al 2000%.

Su “Stars Up”, BookYourBeach conta tredici investitori, oltre undicimila euro raccolti su un target massimo di centocinquanta mila euro e chiede un investimento minimo di duecentocinquanta euro. 

Startup italiane su cui investire, OffLunch Holding

Un’altra lunga ed intensa giornata in ufficio? Non hai il tempo di comprare il pranzo o di mangiare qualcosa al ristorante a pochi passi dalla sede di lavoro? Nessun problema, ci pensa OffLunch, una innovativa mensa in cloud che consegna pasti salutari ai lavoratori in ufficio e in smart working!

Rispetto alle altre piattaforme di consegna di cibo a domicilio, OffLunch basa la sua strategia su un modello di consegna aggregate (gruppo di acquisto) e programmate, e ciò permetterebbe ai clienti di accedere ai prodotti offerti dalla mensa a un prezzo molto competitivo. 

La piattaforma funziona in modo che il cliente riceva il menù del giorno entro le ore 10, e se effettuerà l’ordine entro le ore 11:30, riceverà il proprio pasto giusto in tempo per la pausa pranzo, ovvero alle ore 13. 

Il successo di OffLunc è tangibile. Non solo la crescita mese su mese degli ultimi mesi è di circa 30% e in soli cinque mesi (da gennaio a maggio di questo anno) il fatturato di OffLunch è di oltre sessantamila euro; ma la startup è riuscita anche a stringere accordi con società operanti nel settore del “ticket restaurant” come Edenred e Pellegrini e conta clienti come Generali, LVenture, eCooltra e Italgas. 

A due anni dal lancio sul mercato, OffLunch conta più di novemila clienti e oltre duemilacinquecento aziende iscritte, per un totale di circa duemila piatti mensili e un valore medio di scontrino di nove euro. Il servizio è attivo a Roma e Milano. 

Su “Crowdfundme”, OffLunch conta oltre duecentomila euro investiti su un target di centimila euro e chiede un investimento minimo di cinquecento euro. 

Startup italiane su cui investire, Orapesce

Per non spostarci dal settore del food delivery, un’altra startup tutta italiana è Orapesce, piattaforma per l’acquisto online e consegna a domicilio di pesce fresco a filiera corta e tracciata

La piattaforma offre un servizio personalizzato, una selezione accurata dei migliori prodotti italiani e internazionali e esperienza d’acquisto ispirazionale. Gli utenti, infatti, possono acquistare prodotti ittici in base alla navigazione per ricetta. 

A soli due anni dal lancio, Orapesce ha effettuato circa tredicimila consegne, conta oltre quattromila clienti e il suo e-commerce ha raggiunto un picco di traffico di novantamila sessioni mensili.

Su “Mamacrowd”, Orapesce conta tredici investitori, circa settantamila euro raccolti su un target massimo di un milione e cinquecentomila euro e chiede un investimento minimo di cinquecento euro. 

Startup italiane su cui investire, Repod

Il settore dell’Internet of Things è in forte espansione e sono sempre di più le aziende che propongono soluzioni intelligenti per la propria abitazione. 

Tra queste, anche la sarda “Repod”, una giovane startup che ha costruito l’omonimo elettrodomestico intelligente per la racconta differenziata automatica dei rifiuti. Il dispositivo è grande quanto una lavastoviglie e può facilmente integrarsi in cucina e smista automaticamente e in modo preciso i rifiuti che l’utente getta al suo interno. 

Repod è anche dotato di un sistema di raccolta dati automatico che misura e condivide in tempo reale le performance di riciclo dei consumatori con i comuni e con il servizio di raccolta dei rifiuti. 

Su “Backtowork24”, Repod conta tredici investitori, ha raccolto oltre centoventi mila euro su un obiettivo minimo di centomila e chiede un investimento minimo di quattrocento euro.