Apple annuncia un nuovo evento di presentazione dei suoi prodotti dopo quello, da alcuni analisti definito "da sbadigli", di settembre in cui era stato lanciato l'iPhone 13 (e nuove versioni dell'Apple Watch). Intanto però a Wall Street i riflettori sono puntati proprio sull'ultima versione del fortunato smartphone di Cupertino che, nonostante sia tutt'altro che rivoluzionario rispetto all'iPhone 12, prometteva un buon risultato in termini di vendite. Secondo Bloomberg, però, tale risultato sarebbe ora a rischio. Anche Apple, infatti, avrebbe un problema di chip che andrebbe a colpire proprio la produzione dell'iPhone 13. Nessun capitombolo ma Apple ha chiuso in declino dello 0,91% martedì al Nasdaq e ha toccato un'ulteriore perdita di oltre l'1% in after market.

Nuovo evento per Apple ma l'iPhone ha un problema di chip

Niente di trascendentale, certo, se si considerano per altro il crollo del 4,08% di Hp Inc. (peggior titolo dell'S&P 500 martedì) e la flessione del 2,38% di Intel (che invece ha segnato la performance più negativa del Dow Jones Industrial Average), ma se davvero Apple fosse finita vittima della crisi dei chip sarebbe sicuramente una notizia. Il colosso californiano ha costruito le sue fortune anche sulla rigorosa gestione della supply chain e, per quanto riguarda i computer, dallo scorso novembre è tornata a prodursi i processori in casa, con i nuovi M1 che hanno rimpiazzato quelli di Intel in quasi tutta la gamma di Mac.

Apple costretta a tagliare di 10 milioni la produzione dell'iPhone

Secondo Bloomberg, però, Apple potrebbe essere costretta a tagliare di circa 10 milioni i target di produzione degli iPhone nel 2021. Il chief executive Tim Cook aveva messo le mani avanti in occasione della presentazione della trimestrale a fine luglio ammettendo che anche Apple avrebbe potuto avere problemi nella fornitura di chip e sottolineando che "faremo tutto il possibile per mitigare qualsiasi serie di circostanze in cui ci trovassimo". Il processore core degli iPhone esce dagli impianti di Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc) e il colosso di Taipei sembra avere sotto controllo le sue linee produttive. Lo stesso però non possono dire Texas Instruments e Broadcom, fornitori di diversi componenti chiave, tra cui i chip che gestiscono l'alimentazione del display, il Face Id, la connettività Usb, l'alimentazione wireless. E i due gruppi Usa avrebbero problemi nel rispettare le consegne.

Apple presenterà nuovi Mac (e AirPods) all'evento del 18 ottobre

Apple passa comunque oltre e il 18 ottobre prossimo verosimilmente completerà la gamma di Mac con i suoi processori M1, che finora hanno debuttato su MacBook Air, MacBook Pro, Mac Mini e iMac. Mancano ancora all'appello i prodotti top di Apple, e quelli più costosi, ovvero i Mac Pro e i MacBook Pro con schermi più grandi. Il settore dei computer può sembrare residuale per Apple ma, oltre a fare parte del più ampio ecosistema del gruppo californiano, ha regalato grandi soddisfazioni in tempi recenti, complice anche la pandemia. Nel terzo trimestre le vendite di Mac sono cresciute del 7,6% annuo per Gartner e del 9,9% per Idc, contro il progresso limitato all'1,0% (3,9% per Idc) dell'intera industria dei computer. Oltre ai Mac il 18 ottobre dovrebbero essere anche presentate le nuove AirPods (le cuffie wireless), visto che il modello precedente era stato lanciato nel marzo 2019. (Raffaele Rovati)