Facebook crolla a Wall Street. Il titolo del social network di Mark Zuckerberg ha perso il 3,99% mercoledì al Nasdaq, in scia a due notizie in apparenza slegate tra loro. La prima è che il chief technology officer Mike Schroepfer lascia la società di Menlo Park. E il chief technology officer, in un'azienda come Facebook è un ruolo tutt'altro che secondario. La seconda è che il gruppo californiano misura per la prima volta, dopo mesi di grida d'allarme e attacchi alla rivale Apple, il reale impatto delle nuove regole sulla privacy imposte da Cupertino sul cruciale business della pubblicità online(di cui Facebook è insieme a Google di fatto il monopolista). Come già successo nei giorni scorsi quando Facebook si era difesa dalle accuse del Wall Street Journal, anche in questo caso il messaggio è arrivato da un blog, quello di Graham Mudd, vice president Product Marketing di Facebook.

Facebook misura impatto di nuova privacy Apple su pubblicità

"Comprendiamo che l'ultimo trimestre dell'anno è un momento impegnativo e importante per voi e le vostre attività. Quest'anno in particolare, state cercando di eseguire piani di marketing mentre navigate in un mare di modifiche alla piattaforma e alla privacy nell'intero settore della pubblicità online. Siamo qui per aiutarvi a comprendere questi cambiamenti e ottimizzare le prestazioni in questo nuovo ambiente", con queste parole Mudd si è rivolto direttamente agli inserzionisti pubblicitari di Facebook, i primi a essere colpiti dalla rivoluzione di Apple nella privacy. "Molti di voi ci hanno detto che l'impatto sull'investimento pubblicitario è stato maggiore di quanto previsto. Il costo per raggiungere il risultato della vostra attività potrebbe essere aumentato ed è anche diventato più difficile misurare le vostre campagne sulla nostra piattaforma", ammette Mudd. D'altronde i primi segnali di quanto la decisione di Cupertino avesse colpito l'advertising erano arrivati già con i risultati del secondo trimestre.

Budget inserzionisti per Facebook non cambiano su privacy Apple

Secondo Brian Wieser di GroupM, citato da Barron's, nonostante le difficoltà di tracciamento la maggior parte degli inserzionisti tende ad allocare la spesa su canali specifici come Facebook, e quindi tenta di massimizzare i propri ritorni all'interno di essi. Minori dati in arrivo da Facebook significano che l'attività sarà più impegnativa ma i budget non cambieranno. Perché nella maggior parte dei casi sono indipendenti dalle prestazioni. In ogni caso i rischi per l'attività di Facebook sono concreti avviandoci verso la stagione dello shopping natalizio, che si è allungata negli ultimi anni (con l'adozione a livello globale del Black Friday di fine novembre). Il quarto trimestre è in genere il più redditizio per Menlo Park in quanto gli inserzionisti sono disposti a pagare tariffe più elevate, visto che, in teoria, i consumatori sono più disponibili a spendere.

Intanto lascia Schroepfer, chief technology officer di Facebook 

Tornando invece all'uscita di Schroepfer, il manager verrà rimpiazzato da Andrew Bosworth, vice president che per Menlo Park è responsabile di realtà virtuale e realtà aumentata. Cambio in un ruolo cruciale dell'azienda che arriva in un momento delicato. In una serie di articoli il Wall Street Journal aveva infatti accusato Facebook tra l'altro di avere esentato gli utenti di alto profilo da alcune o da tutte le regole che invece impone agli utenti "normali". Secondo il quotidiano newyorkese, che cita documenti interni alla società, Facebook avrebbe minimizzato gli effetti negativi sui giovani derivanti in particolare da Instagram. A questo Facebook aveva già risposto nei giorni scorsi, attraverso il blog di Nick Clegg, che dal 2018 ricopre la carica di vice president di Global Affairs (sostanzialmente gestisce le attività di lobbying). (Raffaele Rovati)