Per Facebook l'Admageddon è rimandato. Dopo l'allarme lanciato da Snap Inc. sull'impatto per le entrate dall'advertising delle modifiche alla privacy imposte da Apple, la trimestrale del social network di Mark Zuckerberg è arrivata "quasi" in sordina. I risultati si sono rivelati complessivamente positivi e Facebook ha toccato un rally del 4% in after market (aveva già segnato un rialzo dell'1,26% nella seduta regolare di lunedì al Nasdaq), anche grazie all'annuncio di un nuovo buyback da 50 miliardi di dollari. Il gruppo di Menlo Park non ha neppure parlato del possibile cambio di nome, ipotizzato di recente da The Verge, anche se ha effettivamente premuto l'acceleratore sul metaverso. Resta inevasa, però, una richiesta degli investitori: conoscere i dati di Instagram, la sussidiaria che oggi è considerato il business più strategico del gruppo.

Facebook punta sul metaverso ma i dati di Instagram non ci sono

Zuckerberg, durante la conference call di presentazione dei risultati, non ha menzionato l'ipotesi di trasformazione della società in una holding (come fatto nel 2015 da Google con Alphabet) ma ha voluto mettere l'accento soprattutto contro la narrativa secondo cui Facebook mette i profitti prima della sicurezza degli utenti. Accuse sollevate dalla whistleblower Frances Haugen. Zuckerberg ha però confermato come il vero obiettivo di oggi sia quello del metaverso. E il chief financial officer David Wehner ha sottolineato che nell'attuale esercizio l'utile operativo di gruppo sarà ridotto di circa 10 miliardi di dollari per gli investimenti realizzati in Facebook Reality Labs, la divisione che si occupa di realtà virtuale e aumentata. Un'importanza strategica confermata dalla decisione di comunicare i dati disaggregati di Facebook Reality Labs.

Facebook fornisce i dati sul metaverso non quelli di Instagram

Scelta che Therese Poletti di MarketWatch ha definito addirittura una "bizzarra disconnessione dalla realtà". Secondo Poletti al mercato di Facebook Reality Labs (nata nel 2014 dopo l'acquisizione di Oculus) interessa poco. Mentre sarebbe fondamentale conoscere i dati di Instagram, visto che le informazioni più dannose dal punto di vista finanziario uscite dai Facebook Files sono quelle che mostrano come i teenager trascorrano sempre meno tempo su Instagram, preferendo Snapchat (di Snap Inc.) e TikTok. Instagram finora era stato considerato l'asset che più contribuiva alla crescita del gruppo di Menlo Park.

Facebook con Instagram come Google con YouTube. Servirà la Sec

E in questa reticenza Facebook segue davvero le orme di Google. Come ricorda Poletti, Mountain View quando divenne Alphabet inizialmente dava in pasto agli investitori una ripartizione delle attività definite "other bets" (altre scommesse, operazioni con entrate basse o nulle ed enormi perdite), continuando a evitare di comunicare per anni i risultati di YouTube, uno dei suoi business più importanti. Fino a costringere la U.S. Securities and Exchange Commission (Sec) a intervenire. E nel 2018 Google dichiarava all’autorità di controllo dei mercati finanziari Usa che non era tenuta a rivelare i numeri perché il co-fondatore Larry Page, all'epoca chief executive, non li considerava un dato chiave nella presentazione del bilancio. (Raffaele Rovati)