Finita dopo sei anni la tregua legale tra Microsoft e Google (Alphabet). Le due Big Tech l'avevano siglata nel 2015 e dopo essere andata a scadenza non verrà rinnovata. Come ricorda il Financial Times, Redmond e Mountain View, all'epoca entrambe con chief executive di fresca nomina (Satya Nadella per Microsoft, Sundar Pichai per Google), avevano deciso di chiudere tutti i contenziosi in sospeso tra loro e, soprattutto, si erano impegnate a non farsi causa né a presentare reclami presso i regolatori senza prima tentare di risolvere i disaccordi privatamente. Che cosa significa la fine della tregua soprattutto per il business dell'advertising online e del cloud? E per il futuro dell'intelligenza artificiale?

"È sempre un po' sconcertante vedere concorrenti diretti che lavorano su accordi privati. I trucchi che Microsoft stava giocando con Google danneggiavano l'intero settore. Microsoft compresa", Eric Goldman, docente di legge della Santa Clara University.

Finita la tregua legale del 2015 tra Microsoft e Google

Quel che è certo è che mentre le autorità di tutto il mondo mettono sotto accusa le Big Tech, e quindi anche Google, avere un nemico del calibro di Microsoft non è certo un conforto. Microsoft è cambiata molto dal 2015. Allora lo scontro principale era sulla posizione dominante di Mountain View nelle ricerche web. Bing di Microsoft è ancora in attività, certo, ma rimane un player residuale di fronte al monopolio quasi totale di Google. E soprattutto Redmond è cresciuta sotto la guida di Nadella, diventando sempre più enterprise. Forse oggi le tensioni maggiori tra i due potrebbero anche presentarsi nei servizi cloud, che vedono per altro in campo un altro player di rilievo come Amazon.com, con la sua Amazon Web Services (Aws). Cruciale, ovviamente, rimane la questione pubblicitaria che, non a caso, è uno dei temi più caldi per Google anche dal punto di vista regolatorio.

Dopo sei anni Google e Microsoft tornano a farsi la guerra?

"Se vuoi vendere pubblicità o acquistare pubblicità su Internet, devi utilizzare gli strumenti di Google e quando sviluppano i loro strumenti in modo che non interagiscano facilmente con gli altri la cosa ha un impatto per tutti. Abbiamo sollevato tali preoccupazioni con loro ma hanno fatto orecchie da mercante”, spiegava lo scorso aprile Brad Smith, chief legal officer di Microsoft, in un'intervista a Bloomberg Television. Come ricorda sempre Bloomberg, nonostante la tregua fosse ancora in atto già lo scorso anno Microsoft aveva cambiato approccio. In un rapporto della Competition and Markets Authority (Cma, l'autorità antitrust di Londra) emerge infatti come Microsoft avesse espresso preoccupazione per il fatto che Google non aggiornasse la sua tecnologia con le ultime funzionalità di Bing, riducendo così la quantità di denaro che gli inserzionisti spendono sul motore di ricerca di Microsoft.

Microsoft diventa uno scomodo nemico per le Big Tech

Le dichiarazioni fornite all'antitrust britannico erano in risposta a precise domande rivolte dall'autorità e quindi consentite nei termini previsti dall'accordo con Google. Oggi, però, potrebbe cambiare tutto. Va ricordato che, a differenza delle altre Big Tech (Google, ma anche Apple, Amazon e Facebook), Microsoft si è lasciata da tempo alle spalle i contenziosi antitrust. Perché ha pagato multe salate e perché ha cambiato radicalmente il suo modo di fare business. Nonostante vanti ancora posizioni dominanti, per esempio nei sistemi operativi (settore in cui ha appena presentato la nuova versione di Windows). E Microsoft non ha neppure ottenuto dalla tregua i vantaggi sperati. In particolare Microsoft si era piegata al predominio di Android nei terminali mobili nella speranza di recuperare terreno sull'altra storica rivale Apple. Il che non è però successo.

(Raffaele Rovati)