I lavoratori tornano in ufficio e, anche quando il telelavoro continua a essere parte della routine quotidiana (il fenomeno dello smart working è stato solo enfatizzato dalla pandemia di coronavirus), diverse aziende tagliano i videomeeting per combattere la Zoom Fatigue, l'affaticamento da Zoom. Già finito l'effetto Covid-19 per Zoom Video Communications? Non proprio, a giudicare dai risultati del primo trimestre di quella che è stata il vero fenomeno tecnologico del lockdown. Certo un rallentamento c'è stato ma non si può certo parlare di crisi di fronte a un rimbalzo dei ricavi del 191% annuo.

Fine effetto Covid-19 per Zoom ma ricavi salgono del 191%

Certo, Zoom si era abituata molto bene e il 191% è indubbiamente una frenata rispetto al 355% che era stata la crescita media nei precedenti tre trimestri. Il risultato è stato comunque, come nel precedente periodo, più che positivo: 956,2 milioni di dollari per la precisione i ricavi, contro i 900-905 milioni della guidance di Zoom stessa e i 906 milioni del consensus di Refinitiv. Nei tre mesi allo scorso 30 aprile Zoom ha registrato un utile non-gaap di 1,32 dollari per azione, ampiamente sopra alla guidance di 95-97 centesimi e contro i 99 centesimi previsti dagli analisti.

"Il team ha deciso per un venerdì senza riunioni. Dobbiamo restituire alle persone un po' di tempo lontano dal computer. E questo si è trasformato in una combinazione di una giornata per il benessere e di una giornata no-meeting", Terri Moloney, Salesforce.com, Dublino. 

Per Hsbc e Citi giornate Zoom-free contro Zoom Fatigue

Come riportava di recente la Cnbc, però, le aziende stanno davvero rivedendo le loro politiche riguardo ai videomeeting. Saleforce.comHsbc Holdings e CitiGroup, per esempio, hanno introdotto le giornate "Zoom-free", senza incontri in videoconferenza: liberi da Zoom, quando ovviamente gli incontri virtuali vengono gestiti anche con altre piattaforme come Slack, Microsoft Teams o Cisco Webex. Il fatto però che ormai Zoom sia diventato il sinonimo di videoconferenza non fa che testimoniare il successo davvero fenomenale dell'azienda californiana. "Attualmente per come è progettato lo strumento consente varie forme di esaurimento e affaticamento, sociale, emotivo e fisico", ha spiegato alla Cnbc Jeremy Bailenson, docente della Stanford University.

"Abbiamo iniziato l'anno fiscale con un primo trimestre molto solido. Il nostro costante impegno per consentire ai clienti di lavorare e imparare da qualsiasi luogo con la nostra piattaforma di comunicazione video ampia, innovativa e senza attriti ha continuato a guidare i nostri risultati", Eric Yuan, fondatore e chief executive Zoom Video Communications. 

Zoom si attende netta crescita anche post Covid-19

La Zoom Fatigue (termine usato proprio da Bailenson) e le giornate Zoom-free non sembrano però davvero in grado di mettere in dubbio il business di Zoom Video Communications. Per l'attuale trimestre Zoom si attende ancora ricavi intorno al miliardo di dollari (985-990 milioni la guidance, contro i 932 milioni del consensus) e per l'intero anno fiscale 2022 il risultato è stimato a 3,76-3,78 miliardi (in questo caso poco sotto ai 3,80 miliardi previsti da Wall Street). Zoom ha notato di avere quasi mezzo milione di aziende clienti con oltre dieci dipendenti (in crescita dell'87% rispetto a un anno fa). Insomma l'affaticamento di Zoom non sembra riguardare il business dei videomeeting.

(Raffaele Rovati)