In diversi articoli qui su trend-online abbiamo parlato delle piattaforme OTT e della guerra che si sta combattendo nel mondo dei servizi streaming, anche a suon di acquisizioni e di cataloghi conquistati su cui le compagnie alzano la bandiera con il loro stemma.

Parlando di Amazon Prime Video, avevamo fatto in tempo a nominare l'articolo de Il Post sull'acquisizione della MGM, la casa di produzione che ha fatto la storia di Hollywood e che possiede i diritti su James Bond, per 8,45 miliardi di dollari. Come riporta badtaste.it, Jeff Bezos, interpellato a riguardo, ha detto che il motivo di questo acquisto è dovuto principalmente al catalogo.

Se avete visto l’annuncio, sapete che non vediamo l’ora dare il benvenuto alla MGM nel pacchetto Amazon, siamo davvero molto emozionati. La motivazione alla base di questa acquisizione è molto semplice. La MGM ha un catalogo vasto, profondo di amatissime proprietà intellettuali. Con i talent che lavorano presso Amazon e quelli della MGM, possiamo reimmaginare e sviluppare queste IP per il ventunesimo secolo.

In questa guerra di riposizionamento e di spallate alle concorrenti si era intromessa anche la WarnerMedia, che l'anno scorso aveva lanciato in America il servizio HBO Max, un provider di contenuti originali e provenienti dal catalogo Warner.

L'ingresso nella bagarre era stata possibile grazie alla forza del catalogo e dalla decisione di proporre novità quali Zack Snyder's Justice League e la reunion di Friends. Per via delle chiusure dei cinema nel Nuovo Continente, come riportato da SkyTg24, la Warner aveva deciso, nel Dicembre scorso, di far uscire le nuove pellicole del 2021 in contemporanea al cinema e su HBO Max. Mossa che ha portato a scossoni nei rapporti coi talent ma anche a un'impennata di abbonamenti.

E' di pochi giorni fa invece la mossa inaspettata, comunicata sul sito di AT&T: WarnerMedia e Discovery annunciano la fusione. Una scossa tellurgica che porterà alla creazione di un nuovo grande polo dell'intrattenimento. Non si sa ancora il nome del futuro behemoth ma si conoscono tutti i dettagli economici e gli orizzonti raggiungibili dall'accorpamento dei cataloghi dei due protagonisti in scena. Vediamoli assieme.

La fusione tra WarnerMedia e Discovery, tutti i dettagli della nuova media company

Il 17 Maggio il gigante delle telecomunicazioni AT&T ha annunciato di aver diviso WarnerMedia - la sua media company - dal resto delle proprietà; successivamente ha annunciato che WarnerMedia si fonderà con Discovery. La chiusura dell’accordo è prevista per metà 2022, sempre che il Dipartimento di Giustizia americano non riscontri delle criticità.

La mossa ha scosso il mondo dell'intrattenimento. Le due compagnie insieme possono offrire un catalogo immenso: quasi 200mila ore di programmazione iconica e oltre 100 dei marchi più popolari al mondo in un unico pacchetto: HBO (la televisione dei Sopranos e di Game Of Thrones); Warner Bros.; Discovery con tutti i suoi documentari e i programmi unscripted; DC Comics (la casa di Batman e Superman); l'informazione di CNN e i i cartoni di Cartoon Network; HGTV; Food Network; TNT, TBS, Eurosport, Magnolia, Animal Planet e molti altri.

Questa enorme biblioteca di Alessandria digitale permette di passare da Harry Potter al wrestling della AEW, dalle Olimpiadi a Nudi e Crudi, dal basket al canale di Oprah Winfrey, da The Nevers ai programmi per cucina. Questa fusione mette insieme, in un unico portale, praticamente tutto lo spettro dell’informazione e dell’intrattenimento (film, serie tv, reality, news, sport); Netflix non ha lo sport, Amazon sta iniziando solo ora a costruire un'offerta sportiva, Disney+ pecca sull'informazione e sui prodotti reality. 

La fusione tra WarnerMedia e Discovery, tutti i numeri della nuova media company

In La Grande Scommessa, la consigliatissima newsletter che Luigi Coluccio scrive per FilmTv e che si occupa del lato economico del cinema, si riesce a tastare anche il peso economico specifico di questa operazione:

Hollywood e il resto dei mercati globali dell’intrattenimento sono in fermento, e si capisce bene il perché: il valore complessivo della nuova società si aggira attorno ai 130/150 miliardi di dollari, con entrate per il 2023 stimate in circa 52 miliardi (di cui 15 solo dallo streaming); solo l’anno scorso la combinazione delle vendite pubblicitarie delle due aziende ha registrato qualcosa come 40 miliardi di fatturato; i rispettivi servizi streaming dichiarano di avere 64 (HBO/HBO Max) e 15 (Discovery+) milioni di iscritti; e la spesa prevista per la produzione di nuovi contenuti è di circa 20 miliardi l’anno.

Secondo quanto rivela Forbes, AT&T riceverà 43 miliardi di dollari in una combinazione di contanti, titoli di debito e il mantenimento di determinati debiti da parte di WarnerMedia. Gli azionisti della casa principale riceveranno il 71% delle azioni della nuova società; il restante 29% andrà agli azionisti Discovery. Per poter ottenere un ricavo del genere, AT&T ha beneficiato della Reverse Morris Trust, una pratica legale formalizzata nel 1966 e che permette a una società madre di smembrare un asset senza pagare le tasse.

La nuova società potrà fare affidamento sui 52 miliardi di entrate previste entro il 2023, 3 miliardi di dollari annui ricavati dalle sinergie e 14 miliardi di Ebitda (Earnings Before Interests Taxes Depreciation and Amortization, margine interno lordo).

A capo di questa nuova azienda ci sarà David Zaslav. Presidente e CEO di Discovery, negli anni Novanta ha partecipato al lancio di CNBC e MSNBC e per anni è stato il re degli show unscripted (reality e factual). Hollywood Report segnala una sua considerazione, molto indicativa della sua gestione a Discovery: è molto meglio produrre programmi che costano 500.000 dollari l'ora che drammi di prestigio e internazionali che costano 5 milioni di dollari l'ora.

Dopo la fusione: la prima mossa della nuova media company

Non si sono fatte attendere le prime parole da CEO della nuova media company da parte di David Zaslav, che riportiamo tradotte dal comunicato ufficiale:

E' davvero eccitante avvicinare brand storici, giornalismo di livello mondiale e franchises iconici sotto lo stesso tetto e sbloccare così tanto valore ed opportunità. Con una libreria di IP di valore, un team manageriale dinamico ed esperienza consolidata in ogni mercato del mondo, crediamo che tutti vincono: i consumatori che hanno diverse scelte, i talent e i narratori che avranno maggiori risorse e strade per raggiungere audiences più grandi, e gli investitori...

Oltra a questo Zaslav, che guiderà un consiglio di amministrazione di tredici elementi (sette da AT&T e 6, compreso Zaslav, da Discovery), ha già detto che il suo primo obiettivo sarà ricostruire i rapporti con Hollywood. Come detto, la scelta di far andare sia in sala sia in streaming i film per tutto il 2021 ha scontentato molti talent. Christopher Nolan, come scrive everyeye.it, ha già mollato gli ormeggi e ha detto che cercherà altrove per il suo prossimo film, rompendo un rapporto durato vent'anni.

Se da un lato l'esordio dei primi blockbuster della stagione (Wonder Woman 1984, Godzilla vs. Kong e Mortal Kombat) hanno registrato ottimi risultati sia in sala (500 milioni in un mercato azzoppato dalla pandemia) che in casa, con tre milioni di sottoscrizioni in più, dall'altro lato le possibili perdite in caso si continui su questa strada potrebbero ammontare a un miliardo di dollari.

Questa cifra sarebbe ottenibili sommando le licenze da pagare per avere i film in streaming, i possibili risultati inferiori ai box office vista l'uscita doppia contemporanea e la quota degli incassi da devolvere a registi e attori secondo gli accordi, da ricalcolare in quanto i film vanno prima in rete e più alta per compensare un botteghino più magro. L'acquisizione di Discovery sembra essere anche un modo per colmare il gioco in negativo della Warner per quanto riguarda i servizi streaming.

La fusione come arma di soppravvivenza per le media company

Secondo l'Economist, la strada futura per le media company sarà la fusione. Allargare il catalogo e il bacino di utenza è l'unico modo che hanno le media company per poter competere in un mercato sempre più agguerrito, in cui le vecchie fonti di guadagno hanno perso valore o si sono trasferite nel mondo digitale. Su CNBC sono state messe in ordine le fusioni degli ultimi anni: Comcast e Sky, Viacom e CBS, NBC Universal e Lionsgate e la possibile unione futura tra Disney e AMC.

In questo senso, la strada tracciata da WarnerMedia e Discovery risponde a questi interrogativi. Sempre Luigi Coluccio di FilmTv scrive:

La sinergia tra le library complementari di WarnerMedia e Discovery, la forte presenza negli Usa della prima e quella decisiva a livello internazionale della seconda, la crescita esponenziale nella capacità di spesa per i futuri contenuti (20 miliardi, contro i 17 di Netflix e i 14/16 di Disney+, previsti però entro il 2024), pongono la nuova compagnia in una posizione di netto recupero. Se a ciò aggiungiamo il lancio entro fine anno di HBO Max in 60 paesi, come anche la creazione di una sua versione più economica con pubblicità (HBO Max With Ads, a 9.99$), capiamo come la Grande N Rossa e la Casata di Topolino si stiano guardando indietro.

Ora bisogna solo sapere quale sarà il nome di questo nuovo mastodonte. Avrà anche questo il + adottato dalla maggioranza dei servizi streaming o sarà più originale?